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DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

DAGOREPORT

mentana cairo

Dopo il plebiscito ottenuto dal direttore ad interim di “Repubblica”, Stefano Cappellini, sarà dura, se non impossibile, retrocederlo a vice con la nomina di un nuovo direttore.

 

Nello stesso tempo, si accavallano le voci sul corteggiamento a Enrico Mentana del novello editore di ‘’Repubblica’’, Theo Kyriakou, affiancato dall’ad Mirja Cartia D’Asero, che intende lanciare una rete all news, diretta dal conduttore del Tg La7 e impinzata da servizi della Cnn americana.

 

Un progetto televisivo e digitale, da appaiare al polo radiofonico Gedi (Radio Deedjay, Radio Capital, m2o e Onepodcast), che al magnate greco di “Antenna” sta a cuore più del destino del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari.

 

theodore kyriakou

Al momento, non sia ha notizia delle trattative in corso per l’acquisizione da parte di Antenna di canali come l’8 di Sky o il 9 di Discovery-WarnerBros, che avrebbero sparato cifre da capogiro. E dato che spingere gli spettatori a digitare i tasti oltre il canale 10 per vedere un Mentana all-news sarebbe un’impresa tutta da vedere.

 

E tra i beninformati s’avanza l’ipotesi di un Mentana che potrebbe andare oltre il ruolo radio-televisivo (Radio Capital in chiave politica): ricoprire anche la veste di direttore editoriale di “Repubblica”.

REPUBBLICA EDITORIALE STEFANO CAPPELLINI

 

Con Mentana direttore editoriale, non avendo alcuna mansione operativa sulla fattura del giornale né autorità sui giornalisti, ma solo un ruolo di riferimento sulla linea politica, che in sostanza conta poco o niente, Kyriakou così salverebbe capra e Cappellini (all’80% confermato alla direzione).

 

Tra Mentana e il Greco, comunque, ancora nulla è deciso e tutto sta a livello di pour-parler perché nel contratto firmato da Chicco quando è arrivato nella rete di Urbano Cairo, in scadenza il prossimo 31 dicembre, ci sarebbe il macigno della “non competition clause”, che impedisce di andare a lavorare in testate concorrenti e che rischia di tenerlo lontano da un altro incarico per un anno e mezzo.

ENRICO MENTANA AL FESTIVAL DELLA TV DI DOGLIANI

 

Altrimenti, scatta una onerosa penale da pagare. Chi la scuce, il Greco con l’Antenna?

 

Al “Foglio”, Mentana scrive che questa clausola di non concorrenza “non c’è”. Bene, se ‘’non c’è’’, allora non si comprende la stizza rabbiosa della sua lettera inviata al quotidiano di Claudio Cerasa, nella quale non esita a mollare schiaffi al suo editore Cairo.

 

GIORGIA MELONI - ENRICO MENTANA - FOTO LAPRESSE

 

 

 

Qui di seguito il testo integrale delle lettera: “Martedì sera avevo appena cominciato a condurre il tg quando, alle 20.03, mi è comparso sullo smartphone un messaggio del vostro Carmelo Caruso: “Ma la clausola di non concorrenza con La 7, come la risolvi?”.

 

Questa domanda epocale, che sicuramente agita le notti degli italiani, ha trovato poi posto in un articolo sul Foglio di ieri. Ecco: che io abbia o non abbia clausole contrattuali di quel tipo però sono fatti solo miei, e dei miei vertici aziendali.

 

urbano cairo enrico mentana 1 foto lapresse

Anzi ne siamo a conoscenza solo io e chi ha firmato il mio contratto. Il quale, se ci fosse qualche problema, potrebbe farmelo sapere direttamente. Sarebbe un modo di confrontarsi più urbano”.

Enrico Mentana

 

Ora che Chicco abbia le palle in saturazione de La7, si era ben capito dalle sue dichiarazioni rilasciate il 31 maggio 2026 al Festival della Tv, in quel di Dogliani:

 

“Semplicemente, quello che si vede è che tutti i programmi serali di La7 hanno la stessa impostazione, hanno la stessa scelta degli ospiti, hanno lo stesso orientamento. Io non sono un giudice, io faccio il telegiornale che faccio e lo farei uguale su qualsiasi altra rete. Questo non so se sarebbe possibile per tutti”.

bettino craxi enrico mentana gianni letta

 

Non basta. Colui che fu chiamato dal socialista Enrico Manca al Tg2 e da Silvio Berlusconi per dare vita al primo TG di Canale 5, diretto dal 13 gennaio 1992 all'11 novembre 2004, aggiunge:

 

“La7 è fatta benissimo, con bravissimi conduttori, forse i migliori, si è creata una convergenza per cui i programmi hanno tutti lo stesso taglio e possono avere tutti gli stessi ospiti''.

 

Gran finale: “Funziona per gli ascolti? Sì. È bello? Sì, però non dirlo sembra non vedere l’elefante nella stanza. Un elettore del centrodestra può guardare un programma de La7 sentendosi a casa? No”.

 

Con la scadenza del contratto con La7 a fine dicembre, lo sfogo pesantissimo di Dogliani venne sottolineato ed evidenziato da Mentana alla grande: fregandosene di partecipare l’8 luglio alla presentazione del palinsesto 2026/2027 de La7.

 

SILVIO BERLUSCONI - ENRICO MENTANA - FRANCESCO RUTELLI

Il forfait di Enrichetto non passò di certo inosservato agli ‘’addetti ai livori’’. E 24 ore dopo “Il Foglio” squadernò un’intervista bombastica di Urbanetto Cairo, firmata da Carmelo Caruso:

 

“Per un’ora e mezza risponde alle domande su Enrico Mentana, che racconta La7 come una televisione anti Meloni, e Cairo: “Non mi sembra che ci siano pericolosi bolscevichi. Quando Mentana è arrivato, La7 non era diversa”. E se Mentana lascia la guida del Tg7? Avete rinnovato? “Non esistono rinnovi sulla parola. I contratti vanno fatti”.

urbano cairo e andrea salerno alla presentazione dei palinsesti 2023 di la7

 

 

Finale: “Presidente, la sua La7 sembra La3, e Cairo: “Ma noi abbiamo Mentana, mentre quella Rai 3 aveva Curzi. Direi che c’è differenza”.

 

All’entourage mentaniano assuefatto da anni, al pari di tutti gli “addetti ai livori”, all’immancabile trattativa in modalità “Porta Portese” tra la valutazione sempre più alta, a volte alticcia, di Mentana del proprio lavoro e i ristretti conti del Cairo dal “braccino corto”, il 71enne giornalista cancellava qualsiasi dubbio sull’obiettivo della sua intemerata: “Questa volta la mia storia con L7 è finita”.

 

ENRICO MENTANA BACIA LILLI GRUBER

E dopo 16 anni di conduzione e direzione del Tg La7, tra un ego-scazzo con Lilli Gruber, i duelli con il parsimonioso Cairo ad ogni rinnovo del contratto e gli attriti con il direttore dell’emittente Andrea Salerno, ci può stare la voglia di cambiare aria…

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 

MENTANA, CRAXI, LETTA

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