bidet

ONORE AL BIDET, PREZIOSO ALLEATO DELL'IGIENE INTIMA E INSOSTITUIBILE STRUMENTO PER LA PULIZIA DELLE PUDENDA – ANCHE SE IL NOME DERIVA DAL TERMINE FRANCESE PER “PICCOLO CAVALLO”, (PER IL MODO IN CUI CI SI SIEDE A CAVALCIONI) E' L'ITALIA IL PAESE-RIFERIMENTO PER LE CHIAPPE PULITE: IL 97% DELLE ABITAZIONI IN ITALIA NE HA ALMENO UNO (DAL 1975 E' OBBLIGATORIO PER LEGGE) - PRIMA DELLA MERITORIA INVENZIONE DEL BIDET, L’UOMO LE HA PROVATE TUTTE PER LAVARE LE CIAPÈT: I ROMANI USAVANO UNA SPUGNA INTINTA IN ACQUA E ACETO. IN ALTRE EPOCHE SI È PROVATO CON LE FOGLIE, LA SABBIA, LE CONCHIGLIE, LA LANA E LE PANNOCCHIE (CHE FORSE AVEVANO ANCHE UN USO "ESPLORATIVO") – QUELLO DEI SANITARI IN CERAMICA È UN MERCATO IN COSTANTE CRESCITA E ANCHE GLI AMERICANI INIZIANO AD APPREZZARLO: PRIMA NELLA CULTURA ANGLOSASSONE ERA UN TABÙ PERCHÉ...

Estratto dell’articolo di Maurizio Stefanini per “il Foglio”

 

bidet

[…] Negli Stati Uniti non è che il bidet sia proprio sconosciuto, anche se lo ha solo il 10 per cento delle case: stessa proporzione del Regno Unito. Si arriva al 40 per cento in Francia, che pure lo ha inventato, e dove però il suo uso nell’ultimo cinquantennio si è fortemente ridotto.

 

Come in Spagna: e sembra dovuto a ristrutturazioni urbane che hanno lasciato sempre meno spazio a disposizione, soprattutto negli appartamenti delle grandi città. In Italia invece, al contrario, si è avuta una continua espansione, soprattutto dopo che dal 1975 fu reso obbligatorio per legge in ogni abitazione privata: come in Portogallo.

 

Senza vincoli del genere, la presenza del bidet è forte anche in Grecia, Turchia e Finlandia, anche se spesso nella versione del “bidet a doccia”, cioè con il bocchettone della doccia installato accanto al water. In molte nazioni del Nord Africa e del mondo arabo, dove le norme igieniche si saldano fortemente con i precetti della religione islamica. E in America Latina, specie in paesi con forte influenza italiana come Argentina, Uruguay e Paraguay.

 

il lavaggio mattutino donna su un bidet di louis leopold boilly (1790)

Da qui viene anche il fatto che l’Italia, dove lo ha il 97 per cento delle abitazioni private, è il maggior produttore mondiale di bidet. Quella della ceramica sanitaria è un’industria manifatturiera di eccellenza, concentrata in un’area specifica del Paese: Civita Castellana, in provincia di Viterbo.

 

[…] E sì che, appunto, il bidet lo hanno inventato in Francia, come attesta chiaramente il nome: in francese, appunto, “piccolo cavallo” o “pony”, per il modo in cui ci si siede a cavalcioni. Le più antiche testimonianze sono del 1710, e nel 1726 il Duca di Borbone nelle sue memorie annota – con una punta di imbarazzo e ironia – di aver sorpreso la sua amante Madame de Prie appunto “a cavallo” di uno strano sgabellino a forma di violino.

 

Non ancora pezzo idraulico fisso, ma elegante mobile di ebanisteria che trovava posto nelle camere da letto dei più ricchi. […] Gli aristocratici utilizzavano dunque il bidet per abluzioni rapide. Da Versailles si diffuse alle regge asburgiche, e la moglie di Ferdinando IV poi Ferdinando I, Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, lo portò alla Reggia di Caserta. La ceramica dipinta a mano e le strutture in mogano lo rendevano un vero e proprio oggetto d’arte.

 

bagni pubblici nell antica roma 2

Dal XX secolo, con l’avvento dell’idraulica domestica e dell’acqua corrente, il bidet è diventato un oggetto di Quella della ceramica sanitaria, in Italia, è un’industria d’eccellenza, concentrata in un’area specifica del paese: Civita Castellana, nel viterbese massa, abbandonando la sua struttura in legno per diventare un elemento fisso in ceramica, e spostandosi dalla camera da letto al bagno, accanto alla tazza del gabinetto.

 

Ma prima ancora era stato diffusissimo nelle case di tolleranza, come strumento di igiene intima dopo rapporti sessuali ripetuti. E ciò sembra avere scioccato i soldati anglosassoni, che lo hanno associato al peccato e a situazioni sordide, da cui il suo ostracismo nei loro paesi. Ancora oggi nelle riviste di arredamento americane il bidet è presentato come un lusso “continentale”, o come un’eccentricità per case esclusive.

 

In Italia, invece, il bidet si è evidentemente innestato su una passione e competenza per l’idraulica che risale agli etruschi e poi ai romani. Nell’anno 52 d.C. la lunghezza degli otto acquedotti principali di Roma era di 330 km. […] Nel IV secolo d.C. Roma aveva 11 bagni pubblici (terme), 144 gabinetti pubblici, 1352 tra fontane e cisterne pubbliche, 856 bagni privati.

 

xylospongium

Al massimo del suo sviluppo urbano la città di Roma poteva contare su ben 11 acquedotti, per un miliardo di litri d’acqua corrente al giorno, necessaria a garantire a più di un milione di persone di bere, lavarsi e compiere i propri bisogni fisiologici. […] Ovviamente, nella difficoltà di ripartire questi servizi casa per casa, si ricorreva a strutture collettive, cui anche i più poveri potessero accedere senza troppa spesa. […]

 

 Ma a Roma ci fu anche un imperatore di nome Vespasiano, che diede il proprio nome appunto al tipo di bagno pubblico che aveva istituito. “Pecunia non olet”, “il denaro non puzza”, fu secondo Svetonio la risposta che, dopo avergli fatto annusare una moneta, diede al figlio Tito per aver criticato la tassa imposta sull’urina raccolta appunto nei vespasiani. Massicciamente utilizzata, all’epoca, per la concia delle pelli.

 

Da un imperatore a un sindaco, è ora quello di New York Zohran Mamdani che dopo essere stato eletto ha annunciato di volere installare un bidet nella sua residenza ufficiale di Gracie Mansion, nell’Upper East Side. […] Secondo un sondaggio della National Kitchen and Bath Association su settecento designer, il 76 per cento dei proprietari di casa Usa oggi cerca wc con funzioni integrate, mentre quasi la metà dei progettisti è convinta che i bidet diventeranno popolari negli Stati Uniti entro tre anni.

 

Tushy, azienda di Brooklyn fondata nel 2015, ne ha già venduti due milioni di pezzi sul mercato americano. Come ha spiegato il Ceo Justin Allen al New York Times “all’inizio i bidet erano considerati un lusso bizzarro e fuori portata. Poi ne provi uno, e improvvisamente tutto il resto ti sembra meno pulito”. […]

 

wc con bidet integrato giapponese

Non è solo comodità e igiene, però. Dopo l’annuncio di Mamdani, il New York Department of Environmental Protection ha infatti postato un video su Instagram in cui sottolineava: “More bidets = fewer wet wipes”, ovvero più bidet meno salviettine igieniche, sempre più diffuse negli Usa al posto della carta igienica. Ma è stata appunto la carta igienica il grande apporto degli Stati Uniti a questa storia, che è messo ora in discussione.

 

È una storia in cui entra perfino la Bibbia. “Avrai pure un luogo fuori del campo e là fuori andrai per i tuoi bisogni; e fra i tuoi utensili avrai una pala, con la quale, quando vorrai andar fuori per i tuoi bisogni, scaverai la terra, e coprirai i tuoi escrementi”, è il consiglio del Deuteronomio (23:12-13).

Ma in effetti già nel 3000 a.C. nella Valle dell’Indo la città di Mohenjo-daro mostra molte abitazioni collegate alla fognatura e con una stanza da bagno, mentre nel 2000 a.C. il palazzo reale di Cnosso, nell’isola di Creta, mostra già il chiaro antenato dei nostri gabinetti: sedili in argilla, pietra o legno appoggiati sopra i canali di scarico delle fognature.

 

Cose del genere le avevano anche i ricchi romani in casa, mentre i poveri si affidavano alle già citate 144 latrine pubbliche – con 4000 sedili – i cui frequentatori sedevano l’uno accanto all’altro e potevano trascorrere il tempo dell’incombenza a chiacchierare tra di loro. […]

donna sul bidet 1

 

È nel 1596 che l’inglese Sir John Harington inventa il primo wc con sciacquone, mentre nel 1775 Alexander Cumming brevetta il tubo a forma di S per impedire il ritorno dei cattivi odori. Ma è dopo il 1880 che si diffondono i sanitari in ceramica e lo sciacquone moderno. Assieme alla struttura da utilizzare, però, c’è il problema di come detergersi una volta conclusa l’operazione.

 

Nelle latrine romane, in particolare, veniva messo a disposizione lo xylospongium: una spugna intinta in acqua e aceto e legata a un bastone di legno. In altre epoche e contesti si è variamente ricorsi a foglie, sabbia, muschio, conchiglie, acqua o stracci. Nel Medioevo europeo, in particolare, erano popolari anche fieno e ciuffi di lana, mentre i nobili potevano permettersi panni in lino o stoffa, a volte riutilizzabili.

 

il bidet di maria carolina di napoli alla reggia di caserta

Nelle culture orientali e islamiche ci si lavava con la mano sinistra, consigliata da Maometto, aiutandosi con pietre o foglie. Anche Buddha detta regole igieniche, e nel Giappone antico c’era un bastoncino di legno noto come chgi, mentre una risorsa delle culture pre-colombiane, assieme a foglie e conchiglie, erano le pannocchie di mais.

 

Ma già la Cina dopo avere inventato nel II secolo a.C. la carta inizia a riciclarla per quella funzione, e un autore arabo del IX secolo si dice schifato per il modo in cui i cinesi usano solo quella senza lavarsi. Risalirebbe al 1391 l’invenzione della prima carta igienica vera e propria, quando fogli di carta di riso profumati furono prodotti per la famiglia imperiale cinese.

 

Nel 1532 esce “Gargantua”, primo dei sei libri che poi François Rabelais completerà raccontando le gesta del di lui figlio Pantagruele. Appunto, il capitolo XIII della famosa satira spiega di “come qualmente Grangola s’accorse dell’intelligenza meravigliosa di Gargantua per l’invenzione d’un forbiculo”.

 

“Ho inventato, rispose Gargantua, con lunghi e diligenti esperimenti, un modo di forbirmi il culo, che è il più signorile, il più eccellente, il più spedito che mai si vedesse”, spiega il gigante, allora solo di cinque anni. E racconta che dopo avere sperimentato una quantità di strumenti, e aver pur concluso che “chi con carta il cul deterge,/ sui coglion la merda asperge”, alla fine decide “che non v’ha forbiculo migliore d’un papero di copiosa pelurie, tenendogli però la testa fra le gambe.

 

 

Lo affermo sull’onor mio, credetemi, voi vi sentite una voluttà mirifica all’orifizio del culo sia per la dolcezza di quella pelurie sia pel tepore del papero che facilmente comunicandosi al budello anale ed agli altri intestini, arriva fino alla regione del cuore e del cervello”.

bidet 6

 

Appunto, strumenti pantagruelici: dal libro venne infatti l’aggettivo. In effetti, con la diffusione della stampa tra XVIII e XIX secolo l’uso di giornali, vecchi cataloghi o pagine di libri si fa sempre più comune, fino a quando la carta igienica moderna non è inventata appunto negli Usa: anno 1857, idea di un imprenditore newyorkese di nome Joseph Gayetty. Proprio l’avere la carta igienica fa pensare agli americani di non avere bisogno del bidet. Solo che così si ha invece bisogno di alberi,

 

Un rotolo richiede circa 140 litri d’acqua e più di mezzo chilo di legno per la produzione, oltre a risorse aggiuntive per imballaggio e trasporto che oltretutto non stanno negli Usa ma soprattutto in Canada. Già nel 2019 un rapporto di Natural Resources Defense Council e di Stand.earth stima il consumo di una famiglia di quattro persone in 45 kg l’anno. Ovvero, 3,8 rotoli a settimana.

 

bidet

[…] Più recenti dati dello stesso Natural Resources Defense Council insistono che il consumo annuo negli Stati Uniti richiede la distruzione di oltre un milione di acri di foresta, in gran parte provenienti dalla regione boreale del Canada. Un singolo rotolo richiede circa 37 galloni d’acqua (circa 140 litri) e 1,5 libbre (più di mezzo chilo) di legno durante la produzione, oltre a risorse aggiuntive per lo sbiancamento – come sostanze chimiche – , l’imballaggio e il trasporto.

 

 Insomma, con il bidet il consumo di carta igienica si può ridurre del 75 per cento. […] Ciò senza contare l’allarme per la possibile carenza di materia prima innescato prima per la crisi del Covid, e ora per quella della guerra con l’Iran e il blocco di Hormuz. Insomma, il bidet sarebbe anche una risposta a questi allarmi, tenendo conto che la sua adozione può ridurre inoltre fino al 75 per cento l’impronta di carbonio legata all’igiene personale nel tempo.

 

Ma, a questo punto, anche il bidet è a sua volta sfidato dal Washlet, che è presente nell’80 per cento delle case giapponesi, e che inventato nel 1980 integra nel wc funzioni di lavaggio con getti d’acqua, asciugatura ad aria e persino deodorizzazione[…]

 

bidet

La tecnologia punta poi ulteriormente all’integrazione smart: wc che si trasformano in bidet tramite comandi vocali o app, con profili ultra-sottili che non tradiscono la complessità meccanica interna.

 

I 75 milioni di Washlet che il Giappone ha esportato nel 2025 configurano una crescente concorrenza che anch’essa si alimenta di ecologismo, e che, mentre gli Usa guardano al bidet appunto, sta iniziando a spopolare al posto dello stesso bidet in America Latina. […]

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