domus pompei

POMPEI A MISURA DOMUS - IL PARCO ARCHEOLOGICO RIAPRE LE PORTE DELLE DOMUS, DOPO LUNGHE CHIUSURE E RESTAURI, METTENDO IN LUCE USANZE E GUSTI DEGLI ABITANTI - TRA I SITI ACCESSIBILI CI SARÀ LA "CASA DELLE NOZZE D'ARGENTO", SCOPERTA NEL 1893, UN ESEMPIO DI COM'ERANO LE ABITAZIONI DELLE NOBILI FAMIGLIE PRIMA CHE LA CITTÀ DIVENTASSE MUNICIPIO ROMANO - SI ATTENDE L'APERTURA DELLA "CASA DEI CASTI AMANTI" E QUELLA DEI " PITTORI AL LAVORO"…

Marisa Ranieri Panetta per “L’Espresso”

 

la casa delle nozze d argento 1

L’affascinante viaggio nell'antico continua. Le case di Pompei che stanno per aprirsi al pubblico, dopo lunghe chiusure e restauri, ampliano le nostre conoscenze su usi, arte e gusti della vita quotidiana: volti, paesaggi, minute descrizioni che si rincorrono sulle pareti di domus aristocratiche.

 

Entro l'estate, come anticipa L'Espresso, sarà accessibile la casa delle "Nozze d'argento", scoperta nel 1893 e così denominata per l'anniversario in quell'anno dei reali d'Italia Umberto e Margherita di Savoia. Molte abitazioni infatti prendono il nome da ricorrenze, visite illustri, ritrovamenti particolari; a volte, in occasione della presenza di un sovrano o di un personaggio altolocato, come il pontefice Pio IX, si faceva finta di trovare reperti già venuti alla luce, che venivano poi offerti in regalo.

 

la casa delle nozze d argento 2

La domus di cui parliamo, risalente nella prima fase al II sec. a.C., è un esempio di come si presentavano le case delle nobili famiglie pompeiane prima che la città diventasse municipio romano. La maestosità dell'atrio, come una cattedrale, con le alte colonne in tufo disposte agli angoli della vasca centrale, suggerisce l'importanza sociale anche dell'ultimo proprietario Albucio Celso, candidato all'edilità tra il 76 e il 79 d. C. Una tenda, rivelata da un disco di bronzo con rostro, lo separava dal tablino, dove il padrone di casa riceveva clienti, scriveva lettere, conservava documenti.

 

la casa delle nozze d argento 3

Subito dietro, si apre un giardino porticato e, sulla destra, si trova la cucina con un gabinetto adiacente: una rarità, quest' ultimo servizio, manca pure in domus lussuose e ampie. Dopo la cucina, ecco un altro giardino, che esibiva tre statuine smaltate di animali a tema egizio, ora al Museo nazionale di Napoli insieme al mosaico dell'ingresso, dove è raffigurata una città turrita con il porto e il faro.

 

Nel corso della sua storia, la casa aveva subito vari rifacimenti, assicurando sempre un'esistenza più che confortevole: fontane ovunque, un bagno fornito di acqua calda, vasche all'aperto, ambienti piccoli e grandi dalle decorazioni accurate.

 

la casa delle nozze d argento 4

Un'altra particolarità contraddistingue l'edificio, finora non evidenziato: sulla sinistra dell'atrio, esisteva un orto. Non tutte le zone destinate al verde erano adibite ad accogliere piante fiorite, statue e fontane, per il godimento dei proprietari e come status symbol da ostentare agli ospiti; già sono stati identificati alberi da frutto, vigneti e piante di ulivo sparsi in città.  Ma ci sono molte zone destinate a coltivazioni, non indagate o abbandonate.

 

la casa delle nozze d argento 6

Gabriel Zuchgrietel, direttore del Parco archeologico, vuole andare avanti in questa ricerca, con un progetto che riguarda anche Stabia e Oplontis, perché «da un censimento effettuato, le zone agricole a ridosso delle mura e negli abitati sono circa cento ettari: un patrimonio che deve essere riscoperto, reintegrato con le coltivazioni originarie».

 

E riferisce in anteprima a L'Espresso: «Sta per partire un bando per coinvolgere partner privati nella produzione del vino e di altri alimenti, così come avveniva in antico. Si tratta di un nuovo approccio di conoscenza, all'interno di una visione articolata del Parco: storia, arte, alimentazione e paesaggio, in grado di restituirci nel suo complesso la vita reale degli ultimi abitanti. Nello stesso tempo, si potranno generare sviluppo e occupazione attraverso la valorizzazione dei prodotti».

via dell abbondanza 4

 

Sono state già riaperte altre dimore, ma in autunno si conosceranno domus pregiate e un intero isolato (2300 mq), lungo la centrale via dell'Abbondanza, che comprende botteghe, giardini, e due case principali. Quella dei "Casti Amanti" a più livelli, dà il nome ai fabbricati e si riferisce a una pittura murale che raffigura un banchetto con una coppia che si scambia un bacio non volgare.

 

la casa dei casti amanti 4

Decora il triclinio del quartiere residenziale e inneggia a incontri conviviali innaffiati dal vino, ribaditi in altre scene con comportamenti diversi. Entrando, si incontra prima un grande panificio, che costituiva la notevole risorsa economica del proprietario. Si vedono il forno, le mole per macinare il grano e gli scheletri dei muli che le azionavano. Erano sette; evidentemente, utilizzati anche per il trasporto del pane.

 

casa dei pittori al lavoro 1

L'altra abitazione, dei "Pittori al lavoro", documenta invece un cantiere in piena attività, rivelando in un salone le suddivisioni dei compiti. Pompei continuava a subire terremoti e ovunque c'erano operai per riparare tubazioni, rinforzare murature, ripristinare affreschi. Qui, era stata portata a termine una bella decorazione di soffitti (crollati in migliaia di pezzi, li stanno ricomponendo), ma c'erano tante pareti da risistemare. Appena si è scatenata l'eruzione, i pittori hanno abbandonato la casa, lasciando disegni preparatori, figure in attesa del collante finale, coppette con i pigmenti da polverizzare. Nessuno si aspettava quel cataclisma; sul focolare della Casa dei Casti amanti stavano arrostendo un volatile e un piccolo cinghiale.

casa dei pittori al lavoro 3

 

L'isolato si presenterà alle visite con una novità assoluta per Pompei: una copertura in pannelli di alluminio con lucernai in vetro stratificato e l'installazione di una passerella sospesa in acciaio che consentirà di conoscere dall'alto tutti gli ambienti.

 

Archeologi, tecnici e restauratori sono impegnati anche nella domus dei Vettii, una delle più note, aperta in passato per poco tempo e non interamente. Apparteneva ai fratelli Conviva e Restituto, ricchi liberti nell'ultimo periodo di vita della città, che avevano fatto fortuna con attività mercantili e agricole. Come simbolo beneaugurante di prosperità, nell'ingresso avevano raffigurato il dio Priapo, che poggia il suo enorme membro sul piatto di una bilancia, mentre sull'altro è posta una borsa piena di monete.

domus dei vettii

 

Dall'augurio alla reale sostanza economica: nell'atrio, centro focale della casa, si notavano subito due "arche" sostenute da basamenti in muratura: bauli come casseforti, serrati da chiodi e ornamenti bronzei, per salvaguardare i beni preziosi della famiglia.

 

In asse con l'entrata, visibile dalla strada col portone aperto, si allungava il giardino circondato da portici che traboccava di tavoli, piante e zampilli d'acqua provenienti da tante statue di marmo e di bronzo.

 

domus dei vettii 1

La ricca borghesia pompeiana seguiva, nella decorazione delle proprie dimore, la moda che si diffondeva a Roma; appaiono così le pitture con motivi fantastici, protagoniste della Domus Aurea neroniana ("grottesche"), che occupano tutto il campo lasciato libero dai grandi quadri sulle pareti. Le pitture murali a Pompei, come altrove, erano la seconda pelle dell'abitazione e ne costituivano l'arredamento vero e proprio. I mobili erano pochi ed essenziali, le stanze da letto piccole, ma le pareti erano dipinte a vivaci colori; quando lo spazio era ridotto, affreschi illusori ampliavano i volumi con architetture e paesaggi.

 

domus dei vettii 2

A caratterizzare le sale che si affacciano sul giardino dei Vettii sono racconti di episodi mitologici dal contenuto moralistico, come il Supplizio di Dirce, cattiva matrigna; il re Issione, punito da Giove perché si era invaghito di Era; Pasifae, la moglie del re cretese Minosse, invaghita di un toro, col quale aveva generato il Minotauro. Più che storie a lieto fine, erano gli amori infelici, gli atti di empietà, a ispirare tragediografi, poeti, artisti: esemplari per indicare il limite tra umano e divino da rispettare.

 

domus dei vettii 3

E Conviva, che ricopriva una carica sacerdotale, si adeguava all'intento didascalico. Gli affreschi più celebrati della casa appartengono al triclinio posto al centro del portico settentrionale, e non si tratta di ampie partiture, bensì di un fregio a sfondo nero che corre nella parte inferiore delle pareti. In sequenza, sfilano scenette che, con grande abilità e grazia, rimandano ad attività quotidiane.

 

pompei arte e sessualita 8

Ad interpretare orafi, profumieri, lavandai, fabbri, sono deliziosi amorini in compagnia di psychae, il loro corrispondente femminile, e ogni singolo racconto lascia incantati. I visitatori degli scavi hanno intanto un'altra occasione per comprendere il vissuto del sito: la mostra "Arte e sensualità nelle case di Pompei", allestita nella Palestra Grande, di fronte all'anfiteatro (a cura di Gabriel Zuchtriegel e Maria Luisa Catoni, fino al 15 gennaio 2023).

 

L'arte e l'immaginazione si fondono nelle settanta opere esposte, provenienti dai depositi del Parco archeologico, e rimandano a comportamenti privi di inibizioni. I quadretti dipinti, le statue, gli oggetti quotidiani che raffigurano amplessi, o alludono ad incontri amorosi, non facevano parte soltanto della quotidianità di Pompei; ma furono gli scavi dell'area vesuviana a svelare una realtà lontana da come appariva il mondo classico, lasciando stupiti i primi scopritori.

pompei arte e sessualita

 

Nell'esposizione sono presenti anche ritrovamenti recenti, come i due medaglioni con raffigurazioni erotiche del carro cerimoniale di Civita Giuliana, e viene spiegato il contesto di riferimento per ogni opera, e il loro significato. Con l'app My Pompeii, è anche possibile rintracciare gli edifici che si riferiscono al tema della mostra. Un racconto intrigante, per una corretta comprensione storica.

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