putin dugin

“LA POPOLAZIONE RUSSA APPOGGIA PUTIN. E SE CI SENTIREMO MINACCIATI, USEREMO LE ARMI NUCLEARI” - PARLA IL FILOSOFO ALEKSANDR DUGIN, IDEOLOGO DI “MAD VLAD”: “L'OPINIONE PUBBLICA QUI HA BEN CHIARI GLI SCOPI DEL PRESIDENTE E COMPRENDE CHE LA PRESSIONE DELLA NATO CONTO LE NOSTRE FRONTIERE È INACCETTABILE. L'OPERAZIONE MILITARE HA DUE OBIETTIVI. PRIMO: DENAZIFICARE UN PAESE IL CUI GOVERNO HA APPOGGIATO I GRUPPI NEONAZISTI PER DARE FORZA A UNA IDENTITÀ NAZIONALISTA UCRAINA BASATA SULL'ODIO CONTRO I RUSSI. SECONDO: CAMBIARE IL REGIME POLITICO A KIEV - SE CI SARÀ UN ATTACCO..."

Luigi Mascheroni per “il Giornale”

 

Alexander Dugin

Aleksandr Dugin è un filosofo e politologo russo che ha stretti legami con il Cremlino, considerato «l'ideologo di Putin» e descritto come un suo consigliere e ispiratore. Molto letto dai sovranisti, pubblicato in Italia dalla casa editrice AGA di Maurizio Murelli, è un pensatore non allineato che vede la Russia con occhi completamente diversi dai nostri. La sua è una voce scomoda - non esente da parzialità e propaganda - ma utile da ascoltare. Dugin,

 

aleksandr dugin 2

 Lei è a Mosca ora. Qual è la situazione lì?

«Tutto molto tranquillo. La popolazione appoggia completamente Putin. Non c'è una vera opposizione. E non tanto perché c'è una censura contro chi critica le operazioni militari in Ucraina, ma perché il popolo russo è davvero solidale con il Presidente. L'opinione pubblica qui ha ben chiari gli scopi di Putin ed è preparata perché comprende che la pressione della Nato conto le nostre frontiere è inaccettabile».

 

Sui giornali e in tv vediamo arresti e proteste a Mosca.

«Vivo nel centro di Mosca. Non c'è nessuno che protesta, a parte piccolissimi gruppi, o singoli individui, e neppure collegati tra loro. La percezione di una protesta interna è frutto della disinformazione dei media occidentali. Si prendono immagini di manifestazioni del passato, in contesti differenti, e si fanno passare per contestazioni».

volodymyr zelensky e vladimir putin 1

 

Ha avuto modo di parlate con Putin di recente?

«Questa è una domanda personale, a cui non rispondo. Parlo di geopolitica, se vuole».

 

Cosa sta succedendo in Ucraina?

«Per capirlo occorre risalire alle cause e leggere la dissoluzione dell'Urss dentro un contesto non solo ideologico ma geopolitico. E se la geopolitica è la scienza che considera il mondo come il campo di battaglia tra potere marittimo e potere terrestre, in questo senso la fine dell'Urss è stata la vittoria del potere del mare e il crollo del potere della terra.

 

Alexander Dugin

Dopo il 1989 la Russia ha perso autorità sulle sue zone di controllo a favore dell'occidente e l'occidente ha acquistato influenza in questo vuoto, che era la conseguenza della debolezza del potere terrestre. Si è dissolto il patto di Varsavia e si è rafforzata la Nato».

 

E l'Ucraina è rimasta nel mezzo.

«Quando l'Ucraina si è separata dalla Russia ed è diventata indipendente a poco a poco si è avvicinata alla Nato, ma ha potuto farlo perché negli anni Novanta quella di Gorbaciov e poi di Eltsin era una Russia debole. Ma quando è tornata forte con Putin, la pressione permanente della Nato contro i nostri confini - qualcosa che nessuno può negare - non è stata più accettabile.

 

putin e le figlie

Putin è diventato più forte e con una coscienza geopolitica più sviluppata e così gli equilibri sono cambiati. E si è risposto a una situazione intollerabile: prima in Georgia, poi in Crimea, poi nel Donbass, dove l'esercito ucraino era un pericolo costante: la popolazione veniva bombardata e i civili uccisi. Il resto è venuto da sé: l'appello della Russia a non far entrare l'Ucraina nell'area di influenza dell'Occidente è stato rifiutato, e così ecco la guerra».

 

È una invasione.

«È un'operazione militare. Putin ha spiegato molto bene gli scopi, che sono due. Primo: denazificare un Paese il cui governo ha non solo tollerato ma appoggiato i gruppi neonazisti per dare forza a una identità nazionalista ucraina basata sull'odio contro i russi. Una identità artificiale creata attraverso una ideologia che l'Occidente ha finto di non vedere perché odiare i russi è più importante che odiare i nazisti.

putin

 

Secondo: cambiare il regime politico a Kiev per fare ritornare l'Ucraina nella sfera politica, militare e strategica russa. Attenzione: l'operazione militare in corso non è una guerra contro la Nato. Ma una operazione per difendere una zona di interesse vitale per la Russia, la quale zona a lungo è stata indirettamente occupata dal potere occidentale durante un momento di debolezza di Mosca».

 

Alexander Dugin

La guerra non sembra andare bene per Putin.

«Non credo proprio. Putin sapeva che l'Ucraina ha un grande esercito e che prendere il controllo di un Paese con 40 milioni di persone non sarebbe stato semplice. Ecco perché le operazioni sul campo si prolungano.

 

Sconfiggere un esercito di 600mila soldati, che ha dalla propria parte l'appoggio e la propaganda di tutto l'Occidente non è facile. Nessuno qui credeva in una vittoria breve. Intanto la Russia però ha il controllo totale dei cieli. La guerra durerà ancora un mese, o più, ma l'esercito russo vincerà. Non c'è alcun elemento inaspettato in questa guerra per Putin».

 

Gli analisti dicono che Putin è malato, poco lucido, staccato dalla realtà.

«I modelli della disinformazione in casi del genere sono sempre gli stessi: far passare l'idea che un leader politico sgradito sia pazzo, malato, che non controlla più la situazione. Invece Putin è sano, lucido e molto forte. Mai stato meglio».

Alexander Dugin

 

Lei nei suoi libri distingue un Putin lunare e un Putin solare. Cioè?

«Il Putin solare è il Putin della "Grande Eurasia", il Putin patriota e sovranista, l'uomo che rompe con la postmodernità occidentale, contro la globalizzazione. Il Putin lunare è quello invece che scende a compromessi con l'Occidente, il WTO, Davos, l'élite liberale atlantista».

 

Quello di oggi, che Putin è?

«Iper-solare».

 

PUTIN

Tutti abbiamo paura dell'uso dell'atomica.

«Questo è l'unico vero problema, anche per noi. Tutto dipende dagli Stati Uniti. Se Washington si limita alle sanzioni, alle pressioni politiche e agli appoggi economici all'Ucraina, insomma se l'Occidente sosterrà indirettamente Kiev- tutte azioni legittime - non succederà nulla. Se però ci sarà un attacco diretto della Nato, allora la Russia risponderà con mezzi simmetrici. Se ci sentiremo minacciati sul nostro territorio, useremo le armi nucleari».

aleksandr dugin

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