vittorio sgarbi con famiglia sabrina colle figlia evelina

“VITTORIO SGARBI NON C’È PIÙ. SE NE SONO ANDATI LA SUA ANIMA, LA SUA VOGLIA DI TRASGREDIRE, SEDURRE, VIVERE” – PARLANO EX COLLABORATORI E FAMILIARI DEL CRITICO D’URTO, “INGHIOTTITO” DALLA DEPRESSIONE. OGGI AL SUO POSTO ALZANO LA VOCE LA COMPAGNA SABRINA COLLE E LA FIGLIA EVELINA, CHE SI ACCUSANO A VICENDA DI MIRARE AL RICCO PATRIMONIO – EVELINA, CHE HA CHIESTO LA NOMINA DI UN AMMINISTRATORE DI SOSTEGNO PER VITTORIO SGARBI: “A MARZO DELL’ANNO SCORSO, SONO ANDATA A TROVARLO AL GEMELLI DI ROMA E L’HO TROVATO IN UNO STATO PIETOSO. AVEVA LO SGUARDO FISSO, NON DICEVA UNA PAROLA, ERA PURE SPORCO” – L’EX MANAGER SAURO MORETTI: “LO SGARBI CHE HO CONOSCIUTO IO SE N’È VOLATO VIA”

Estratto dell’articolo di Nina Verdelli per “Vanity Fair”

 

vittorio sgarbi

La famiglia Sgarbi è come una cipolla: ogni foglia ne custodisce una sottostante, che a sua volta ne nasconde altre più piccole, più fragili, tenute insieme da un misto di rapporti di sangue e intrighi, affari e promesse, tradimenti, sentimenti, formalità e abissi.

 

La buccia è Vittorio Sgarbi, seduto smunto al banco degli imputati. La procura di Imperia ha da poco chiesto il rinvio a giudizio, per lui e per la compagna e sodale Sabrina Colle, per esportazione illecita di beni culturali.

 

In data da definirsi, il famoso critico d’arte, nonché sindaco di Arpino (provincia di Frosinone) ed ex sottosegretario alla Cultura, 74 anni l’8 maggio, dovrà comparire davanti al Gip per difendersi dall’accusa di aver trasferito a Montecarlo il dipinto Concerto con bevitore, attribuito a Valentin de Boulogne, senza l’attestato di libera circolazione per l’estero.

 

sabrina colle vittorio sgarbi

Per una volta, però, a incuriosire non è tanto la fine del processo, quanto il suo inizio: l’ingresso di Vittorio Sgarbi in tribunale. Come si presenterà all’udienza preliminare: forte della propria superiorità come si è sempre mostrato, o fragile nel corpo e nella voce come abbiamo imparato a conoscerlo nell’ultimo periodo?

 

A influire sul suo portamento potrebbe essere l’esito, atteso per fine maggio, di un’altra vicenda giudiziaria, molto più intima, fogliolina a brandelli attaccata sotto la scorza: l’aspra contesa tra le due donne della sua vita, l’eterna compagna e aspirante moglie Sabrina Colle e la preferita (così si dice o, meglio, si diceva) tra i figli, Evelina Sgarbi.

 

La querelle, che recentemente ha dominato le pagine dei giornali e i salotti tv, parte da una domanda semplice con risposta difficile: Vittorio Sgarbi è abbastanza lucido per decidere di sposarsi?

 

vittorio sgarbi portato via dall aula di montecitorio

Qualche anno fa questo quesito avrebbe fatto ridere: come si poteva dubitare delle facoltà mentali di uno dei più grandi conoscitori d’arte del nostro secolo? Pensereste mai che un intellettuale abituato a soppesare le parole per descrivere l’ineffabile luce caravaggesca non sia in grado di capire il significato del «finché morte non vi separi»?

 

Credereste davvero che il tracotante dominatore di talk show che dava della «capra» a chiunque non reputasse al suo livello culturale (cioè quasi tutti) sia diventato un mansueto e inconsapevole ruminante di volontà altrui? Il problema è che, secondo alcuni, quell’uomo lì non esiste più. Resta l’involucro, spettinato e rallentato.

 

evelina vittorio sgarbi

Sauro Moretti, 54 anni dichiarati («ma non è la verità», ammette lui stesso), consulente forlivese che gli ha fatto a lungo da manager, non ha dubbi: «Sgarbi non c’è più». Prego? «Lo Sgarbi che ho conosciuto io se n’è volato via: se ne sono andati la sua anima, il suo personaggio, la sua voglia di trasgredire, sedurre, vivere».

 

Il momento del metaforico trapasso, per chi conviene con questa teoria, ha una data precisa: 1° febbraio 2024, quando, in seguito alle polemiche segnalate dall’Antitrust riguardanti presunte attività incompatibili con il ruolo (inclusi eventi retribuiti gestiti da società di sua pertinenza), il critico d’arte è stato costretto a dimettersi da sottosegretario alla Cultura del governo Meloni.

 

vittorio sgarbi

Ne è seguita una vertiginosa depressione che l’ha inghiottito, sbranato e risputato fuori, vari ricoveri dopo, nella versione più quieta – o acquietata – di sé.

 

Pesava 90 chili, è arrivato a sfiorare i 50. Spesso urlava, ora bisbiglia. Del suo incedere altero non v’è più traccia: nelle ultime apparizioni pubbliche o televisive l’abbiamo visto trascinarsi, barba incolta e capelli appiccicati, spalle ricurve e sguardo annacquato.

 

Fogliolina consunta e misera, questo nuovo Vittorio, però, coltiva un desiderio: vorrebbe sposarsi. L’ha dichiarato lo scorso settembre al Corriere della Sera. In quegli stessi giorni la figlia Evelina, 26 anni, nata da una relazione con l’esperta di comunicazione Barbara Hary, ha fatto richiesta perché a suo padre fosse affidato un amministratore di sostegno che lo aiutasse a prendersi cura della propria salute e a gestire il patrimonio.

 

vittorio evelina sgarbi

«Mi sembrava evidente che lui non fosse in grado di fare né l’uno né l’altro», racconta la figlia. «E nemmeno le persone che gli gravitano intorno».

 

I satelliti del pianeta Vittorio sono principalmente cinque: oltre a Colle, che con lui condivide letto e affari (è amministratrice unica di Hestia srl, società di servizi e consulenze che gestisce le attività produttive e creative del professore), e alla sorella Elisabetta (presidente della casa editrice La nave di Teseo con cui lui pubblica i suoi libri), figurano l’addetto stampa Antonino – per tutti Nino – Ippolito, già capo di Gabinetto quando Sgarbi era sottosegretario, e titolare della società Ars, con cui il critico d’arte ha fatturato molte delle sue prestazioni professionali;

 

vittorio sgarbi va a votare 3

l’autista Guido Panza; Santino Carta, ex carabiniere ora organizzatore del Premio Pio Alferano, che si svolge ogni anno a Castellabate sotto la direzione di Sgarbi e la collaborazione di Colle.

 

[…]  E, prima ancora, il manager Sauro Moretti, che però rompe ogni rapporto con la famiglia nel 2023: «Non ho mai litigato con Vittorio, avevo dei forti dissapori con il suo entourage. Detto questo, il mio licenziamento è stato improvviso. Sono stato malissimo. Mi sono sentito tradito come l’innamorato che torna a casa e trova la moglie a letto con un altro. Sul cellulare ho bloccato tutti, non ho più voluto parlare con nessuno».

 

Tranne che con Evelina con cui, tempo dopo, Moretti intraprende un rapporto di lavoro: «È una sorta di cordone ombelicale che fatico a tagliare». Accetta di farle da agente e, in pochi mesi, la trasforma da una semisconosciuta «figlia di» a un personaggio dei programmi pomeridiani.

 

vittorio sgarbi

Evelina firma un contratto con la trasmissione Mediaset Verissimo: intervistata da Silvia Toffanin, quasi settimanalmente aggiorna un pubblico sempre più affamato di notizie circa il rapporto tra lei e il padre.

 

E a fine marzo pubblica il suo primo libro per Piemme, Nata Sgarbi, dove riavvolge il nastro dei ricordi, da quella volta in cui, per il suo quarto compleanno, il professore scrisse dietro a una foto «Evelina è la più bella e papà ringrazia il cielo», fino al giorno in cui, vedendolo rannicchiato in un letto d’ospedale, a lei si «gelò il sangue».

 

«Era marzo dell’anno scorso. Sono andata a trovarlo al Gemelli di Roma e l’ho trovato in uno stato pietoso», racconta la figlia. «Aveva lo sguardo fisso, non diceva una parola. La riabilitazione consisteva nel farlo camminare avanti e indietro per il corridoio: lui si trascinava come un vecchietto.

 

ELISABETTA E VITTORIO SGARBI

Era pure sporco e mi sono chiesta: perché non lo lavano? Quando è arrivato il medico gli ho domandato il motivo del ricovero. Risposta: “Depressione grave e disidratazione. Era entrato in ospedale che pesava 47 chili”. Se perdeva peso così rapidamente, perché non l’hanno portato prima in una clinica specializzata che lo rimettesse in sesto? Vuol dire che chi di lui avrebbe dovuto occuparsi non se ne è occupato per niente».

 

L’accusa, neanche tanto velata, è rivolta principalmente alla compagna, Sabrina Colle, nei confronti della quale Evelina è piuttosto lapidaria: «Non mi è mai piaciuta».

 

vittorio sgarbi in versione capra meme by edoardo baraldi

D’altra parte, sostiene di non averla frequentata granché: «Non c’era quasi mai, solo ultimamente è molto presente. Per dieci anni mio padre ha avuto una relazione con un’altra donna, una gallerista di Firenze di cui era innamoratissimo e di cui non farò il nome. Lei sì che provava sentimenti sinceri per mio papà».

 

Colle invece no? «Macché. Se avesse trovato un partito migliore, lo avrebbe acchiappato subito. Quando ha capito che non se la cuccava nessuno si è tenuta lui, e ora fa l’innamorata che si vuole sposare. Ma per piacere!».

 

Sottotesto: il matrimonio più che con l’amore ha a che fare con il patrimonio, sulla cui grandezza non v’è certezza. C’è chi parla di quadri di un valore di cinque-sei milioni solo nella casa di Roma, oltre a una magione nel Ferrarese e a preziosissime collezioni di monete, sculture e libri antichi; e chi invece sostiene che si tratti di un «bottino inesistente».

 

vittorio sgarbi

Lo stesso Vittorio Sgarbi lo scorso ottobre dichiarava al Corriere della Sera: «I quadri sono moltissimi. Cinquecento. Ma non sono più miei. Sono della Fondazione Cavallini Sgarbi. Sono vincolati all’Italia. Non possono lasciare il nostro Paese. Non possono essere venduti, se non in blocco: cosa che mi pare piuttosto difficile».

 

La sopraccitata Fondazione fa capo, oltre allo stesso Vittorio, alla sorella e a Sabrina Colle, anche a Santino Carta, amico di Colle, e a tale Francesca Filauri, notaia di Ascoli Piceno e stretta collaboratrice di Elisabetta Sgarbi.

 

vittorio sgarbi

Sono invece esclusi i figli: né Carlo Brenner, primogenito nato da una relazione con la stilista Patrizia Brenner scomparsa nel 2002, né Evelina né Alba Sgarbi, avuta con la cantante lirica albanese Kozeta Hajdini, percepirebbero alcunché in caso di un’eventuale vendita. A loro spetterebbe solo un terzo dell’eredità personale, sempre che nel contempo non subentri una moglie a reclamare la sua fetta di torta.

 

Come in ogni faida famigliare che si rispetti, le varie parti si autoproclamano paladine della giustizia animate da sentimenti genuini, mentre puntano il dito contro gli «avidi» avversari. Con l’eccezione del primogenito Carlo Brenner, che in tribunale – tutelato dall’avvocata Annamaria Bernardini De Pace – supporta la volontà di capire meglio lo stato di salute del padre, ma interrogato in merito prende le distanze da tutti dichiarando: «Loro non sono la mia famiglia»; gli altri si affrontano a colpi di insulti e denunce. Evelina ha querelato Sabrina Colle per «circonvenzione di incapace».

 

vittorio sgarbi foto di bacco

La sua tesi: «Lei si approfitta della fragilità psichica di mio padre per avere il pieno controllo sui suoi affari». La stessa figlia è stata spesso additata come ragazzina «esosa», che sfoggia borse firmate e incassa un lauto assegno di mantenimento (dicono 800 mila euro in tutto sin dalla nascita).

 

Smentisce la madre di lei, Barbara Hary: «Neanche la metà, visto che fino agli otto anni l’ho mantenuta io». E poi aggiunge: «Evelina non ha alcuna mira sul patrimonio del padre. Essendo figlia, lei è già nell’asse ereditario. Gli interessi sono di chi per anni ha intascato proventi derivanti dalla professionalità di Vittorio e ora si vuole sposare per aggiudicarsi anche parte dei beni personali». [...] 

 

[...] l’altra figlia di Vittorio, Alba Sgarbi: «Papà e Sabrina avrebbero dovuto sposarsi molto tempo fa. Lei gli è sempre stata vicina, ha capito il suo spirito e lo ha accettato per quello che è. In tante situazioni difficili, c’è stata con grande dedizione, attenzione e amore. E ora i due meritano davvero di essere felici».

 

vittorio sgarbi a cinque minuti

Interpellata in merito, Colle ha scelto di non rilasciare un’intervista e motiva così il suo rifiuto: «Ci sarebbero tante cose da dire, ma non è ancora il momento. E poiché Vittorio non è un oggetto di cui impossessarsi rapacemente, mi sento obbligata a sopportare in silenzio, con tenacia e con infinita pazienza questo tempo che rimane prima della futura e definitiva decisione.

 

Sempre sperando che verrà riconosciuta pretestuosa, vigliacca e calunniosa l’azione intrapresa al fine di impedirgli di vivere come un normale cittadino, avente la piena facoltà sulle sue scelte».

 

EVELINA SGARBI A VERISSIMO

E qui torniamo al punto di partenza: Vittorio Sgarbi può essere ancora considerato un «normale cittadino»? Il Tribunale civile di Roma, dopo aver respinto la richiesta della terzogenita Evelina di nominare un amministratore di sostegno, ha però acconsentito a sottoporre il professore a una perizia medica per fare luce sulle sue condizioni e stabilire se sia pienamente in grado di comprendere il peso personale, patrimoniale e giuridico delle decisioni che lo riguardano.

 

L’augurio di Evelina è che, nel corso degli accertamenti, venga dato accesso alle cartelle cliniche dei vari ricoveri al Gemelli.

 

vittorio sgarbi va a votare 2

Più e più volte la figlia del professore ha chiesto di poterle consultare, senza successo: «La verità sta lì dentro. Lì c’è scritto in quali condizioni si è presentato in ospedale: era in sovradosaggio di farmaci? Oltre alla depressione c’è dell’altro? Non sono illazioni le mie: se non ci fosse niente da nascondere, le cartelle cliniche sarebbero già venute fuori».

 

E, invece, giacciono lì, sommerse da strati e strati di una cipolla ormai avvizzita. Contese tra due donne che lottano per un uomo che forse non c’è più.

 

P.S. Per questo articolo abbiamo contattato anche Santino Carta, Dario Di Caterino, Nino Ippolito, Elisabetta Sgarbi: nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Il cielo più vicino La montagna nell'arte - Vittorio Sgarbivittorio sgarbi - mostra I pittori della luce a lucca 1VITTORIO SGARBI MINACCIA DI TIRARE FUORI L UCCELLO CON REPORT vittorio sgarbi gennaro sangiuliano

 

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