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ALMASRI, UNA VERGOGNA NAZIONALE – IL CASO DEL TORTURATORE LIBICO RIMPATRIATO CON UN VOLO DI STATO UN ANNO FA CONTINUA A TORMENTARE L’ITALIA: LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI SI OCCUPERÀ DELLA MANCATA ESECUZIONE, DA PARTE DEL GOVERNO, DEL MANDATO DI ARRESTO DELLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE NEI CONFRONTI DEL GENERALE – LA VICENDA È ARRIVATA A STRASBURGO DOPO LE TESTIMONIANZE DI UNA DONNA IVORIANA E UN UOMO SUDANESE, CHE SOSTENGONO DI ESSERE STATI TORTURATI DA ALMASRI E ORA SONO IN ITALIA, CHE SI SONO RIVOLTI ALLA CEDU LAMENTANDO LA VIOLAZIONE DEI LORO DIRITTI DA PARTE DEL NOSTRO PAESE…

Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

Almasri Osama Najeen

[…] La Corte europea dei diritti dell'uomo ha deciso di aprire un procedimento sul caso Almasri e di chiedere formalmente al governo italiano chiarimenti sulla mancata consegna dell'ex capo della polizia giudiziaria libica alla Corte penale internazionale. È il primo atto ufficiale con cui Strasburgo entra nella vicenda che da oltre un anno provoca tensioni tra Roma e le corti internazionali.

 

Al centro della vicenda c'è la scelta compiuta dall'Italia nel gennaio del 2025 di rimpatriare, con un volo di Stato, il criminale libico. Una decisione che ha provocato uno scontro con la Corte dell'Aja, il deferimento dell'Italia all'Assemblea degli Stati parte e una lunga polemica politica interna. Adesso la vicenda arriva anche a Strasburgo. E lo fa attraverso le storie di due delle vittime del generale libico.

 

EMPORIO ALMASRI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

La prima ricorrente è una donna ivoriana nata nel 1996. […] A quattro anni subisce mutilazioni genitali. Poi, racconta, gli abusi sessuali del padre adottivo. Ancora minorenne decide di fuggire. Ma il viaggio verso l'Europa si trasforma in un nuovo incubo. Finisce nel carcere di Mitiga. Qui sostiene di essere stata torturata, violentata e sottoposta a continui maltrattamenti. Tra i responsabili indica anche Almasri, allora direttore del centro e comandante della polizia paramilitare libica.

 

[…] Arriva in Italia il 16 aprile 2017. […] Nel gennaio del 2020 il tribunale di Catania le riconosce la protezione internazionale, ritenendo credibile il suo racconto e trovandone conferma nella documentazione medica acquisita agli atti. Oggi sostiene che la decisione italiana di non consegnare Almasri alla Corte penale internazionale abbia compromesso il suo diritto a ottenere giustizia.

 

 Nel ricorso richiama anche la successiva decisione della Camera dei deputati di negare l'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio, del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano.

LA LIBERAZIONE DI Almasri Osama Najeen - vignetta by biani

 

Il secondo ricorrente è un cittadino sudanese arrivato in Libia nel 2018.  Racconta di essere stato rinchiuso nel centro di detenzione di Al-Jadida, allora controllato da Almasri. Anche lui parla di torture e maltrattamenti. Poi il trasferimento forzato a Mitiga. […] Per circa due anni sarebbe stato costretto a lavorare per gruppi armati collegati ad Almasri.

 

Racconta lavori forzati, pestaggi e minacce continue. Dice di aver assistito a torture e uccisioni di altri detenuti. Nel giugno 2022 riesce a fuggire. Arriva in Italia e ottiene lo status di rifugiato. Sono queste due storie che hanno convinto Strasburgo ad aprire un fascicolo. Adesso il governo italiano dovrà spiegare ai giudici europei le ragioni delle proprie scelte. E difendere davanti alla Corte la decisione che ha consentito a un criminale di tornare, libero, a casa.

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