facebook instagram whatsapp down

LA FIGURA DEL FESS-BOOK – A MARK ZUCKERBER NON GLIE NE VA BENE UNA: PRIMA L’INCHIESTA DEL "WALL STREET JOURNAL" PARTITA DALLA “TALPA” FRANCES HAUGEN, POI IL BLACKOUT DI FACEBOOK, WHATSAPP E INSTAGRAM CHE SAREBBE COSTATO 6 MILIARDI DI DOLLARI – LE SCUSE DI ZUCKERBERG: “SCUSATE PER L'INTERRUZIONE, SAPPIAMO QUANTE PERSONE FANNO AFFIDAMENTO SUI NOSTRI SERVIZI PER RESTARE CONNESSE” – SI ESCLUDONO ATTACCHI HACKER: PER GLI ESPERTI, IL BLOCCO DELLE RETI SAREBBE STATO CAUSATO DALLE MODIFICHE DI CONFIGURAZIONE DEI ROUTER…

FACEBOOK: BLACKOUT DOVUTO A MODIFICHE CONFIGURAZIONE ROUTER 

Da “ANSA-AFP”

FACEBOOK INSTAGRAM WHATSAPP DOWN

 

Il blackout mondiale che ieri da colpito Facebook e le sue app Instagram e WhatsApp è stato provocato da modifiche alla configurazione dei router che coordinano il traffico di rete tra i suoi centri dati. 

 

"Questa interruzione del traffico di rete ha avuto un effetto a cascata sul modo in cui comunicano i nostri centri dati, bloccando i nostri servizi", ha dichiarato in un post il vicepresidente delle infrastrutture di Facebook Santosh Janardhan.

 

WHATSAPP: SCUSE DI ZUCKERBERG, IN TANTI SI AFFIDANO A NOI  

Da “ANSA” 

 

FACEBOOK INSTAGRAM WHATSAPP DOWN

"Scusate per l'interruzione, sappiamo quante persone fanno affidamento sui nostri servizi per restare connesse": sono le scuse ufficiali che Mark Zuckerberg posta sul suo profilo Facebook dopo le sei ore di down delle sue app. 

 

Scrive su Twitter anche il capo di Whatsapp, Will Cathcart: "Sono grato a tutti coloro che hanno lavorato duramente per riportare il nostro servizio all'affidabilità che ci si aspetta, è stato un promemoria per ricordarci quante persone e organizzazioni si affidano alla nostra app ogni giorno. Impareremo e cresceremo da questo".

 

L'ORA NERA DI FACEBOOK: PRIMA LA «GOLA PROFONDA», POI IL BLACKOUT GLOBALE

Massimo Gaggi per il "Corriere della Sera"

 

frances haugen 4

Frances Haugen, computer scientist e manager di 37 anni, è la nuova spina nel fianco di Facebook. Prima consegnando documenti segreti alla stampa, poi andando in tv. E oggi verrà ascoltata dal Congresso. Per Facebook piove sul bagnato: ieri, poco dopo la denuncia televisiva, blackout di tutte le reti del gruppo, da Instagram a Whatsapp, in quasi tutto il mondo, per molte ore. 

 

Sabotaggio? Probabilmente no. La società si scusa con gli utenti e cerca di ripristinare il servizio. Secondo gli esperti, incidenti di questo tipo, con reazioni a catena, possono capitare quando le società cambiano le configurazioni interne di rete commettendo un errore che magari si ripercuote ovunque. 

frances haugen 3

 

Ma per ora non vengono date spiegazioni e un incidente di queste dimensioni non si era mai verificato. Haugen era la product manager nel Civic Integrity Team, l'organismo creato dall'azienda di Zuckerberg per monitorare possibili interferenze nelle sue piattaforme in tempo di elezioni. Ha visto dall'interno le distorsioni spesso segnalate da entità esterne (sempre negate da Facebook) e ha deciso di denunciarle. 

 

A maggio, dopo lo smantellamento del suo team, ha lasciato Facebook ma prima ha copiato migliaia di pagine di documenti interni che ha dato in modo anonimo al Wall Street Journal . È il materiale sul quale nelle settimane scorse il quotidiano finanziario ha costruito i suoi Facebook Files: un'inchiesta in cinque puntate dalla quale emergono fatti gravi come il funzionamento redditizio ma socialmente distorto di un algoritmo che diffonde strutturalmente discordia perché costruito per massimizzare i contatti e il tempo trascorso dagli utenti sulle sue piattaforme. 

frances haugen

 

O come il fatto che Instagram aveva studiato il suo effetto sui giovani scoprendo che l'uso intenso di questo social provoca danni psicologici seri alle ragazze più giovani. Una scoperta mai resa pubblica. Poi la «gola profonda» ha deciso di uscire allo scoperto: domenica sera Frances si è fatta intervistare da 60 Minutes , la storica trasmissione giornalistica della Cbs, e oggi sarà protagonista di un'audizione a Washington. 

 

Oltre alla sua identità ha rivelato nuovi dettagli. Ad esempio ha accusato Facebook di avere responsabilità per l'assalto al Congresso del 6 gennaio scorso non solo perché i ribelli hanno usato le sue piattaforme, ma anche perché la società ha smantellato prematuramente le strutture di controllo che aveva creato, come l'Integrity Team della Haugen. 

 

instagram adolescenti

La compagnia di Zuckerberg ha replicato con un comunicato nel quale respinge i rilievi e afferma di aver fatto del suo meglio per ridurre i danni che, insieme a tante cose positive, vengono provocati da ogni rete sociale. Facebook ha 40 mila dipendenti che lavorano sulla sicurezza con un costo di oltre 5 miliardi di dollari l'anno. 

 

instagram adolescenti

Ma tutto va rapportato alle dimensioni della rete del social (2,8 miliardi di utenti) e ai suoi profitti: poco più di un controllore per ogni 100 mila utenti. Per Frances i capi di Facebook non sono malvagi. Semplicemente non vogliono penalizzare fatturato e profitti introducendo limiti permanenti: le cautele usate durante la campagna elettorale sono state eliminate subito dopo il voto. 

 

Haugen dice di considerare questo un tradimento della democrazia: ha rivelato quanto sapeva per costringere la compagnia a cambiare, in meglio.

 

FACEBOOK PERDE 6 MILIARDI DI DOLLARI

WHATSAPP DOWN

Massimo Gaggi per www.corriere.it

 

Nell’era digitale e in una stagione in cui tutto il lavoro, almeno nelle società tecnologiche, sembra poter essere fatto in remoto, c’è voluta l’incursione fisica di un plotone di tecnici che hanno resettato manualmente i server del data center di Santa Clara per rimettere in moto la rete di Faceboo k, comprese tutte le sue molteplici piattaforme — Whatsapp, Instagram, Messenger, Oculus, il servizio di email del gruppo e tanti altri servizi digitali — letteralmente scomparse da diverse ore dall’intero pianeta.

 

instagram down

Il fenomeno, di una gravità e di un’ampiezza senza precedenti, ha avuto ripercussioni sociali, economiche e anche politiche ovunque nel mondo. Imprese abituate, dall’India al Brasile, a ricevere gli ordinativi e a fare le consegne comunicando attraverso Facebook si sono improvvisamente bloccate. L’agenzia Bloomberg stima che la perdita economica a livello mondiale sia stata di 160 milioni di dollari per ogni ora di interruzione della connessione digitale. 

Grave il danno, ma anche il tipo di incidente. Non è andato offline solo un pezzo del gruppo fondato da Mark Zuckerberg : alle 8,40 del mattino in California, le 5,40 del pomeriggio in Italia, l’intero sistema Facebook è letteralmente sparito nel nulla. Svanita anche la connessione alle mail e al sito Facebook.com.

whatsapp down

 

Le conseguenze sono state le più diverse e vanno molto oltre quelle di tipo commerciale: molti utenti dotati di apparecchi intelligenti attivati attraverso connessioni Facebook si sono trovati all’improvviso a non poter aprire la porta di casa, accendere la tv, attivare un termostato, entrare in un sito di shopping online. 

 

WHATSAPP DOWN

L’aspetto più comico è che per alcune ore nemmeno il personale di Facebook è riuscito a entrare nei suoi uffici perché il «buco nero» che ha colpito il gruppo ha fatto svanire, insieme all’intera architettura di sistema, anche i meccanismi di sicurezza interna, compresi quelli di riconoscimento dei badge dei dipendenti.

 

Sabotaggio? All’inizio sembrava un’ipotesi verosimile per un evento così disastros o deflagrato poche ore dopo la sortita di una ex dipendente, la computer scientist Frances Haugen, che ha denunciato in una seguitissima trasmissione televisiva della CBS una serie di scelte riprovevoli della società. Stamattina l’accusatrice di Facebook verrà ascoltata dal Congresso di Washington che l’ha convocata per un hearing. 

 

facebook down

L’ipotesi di un attacco hacker, però, è stata accantonata quasi subito: i tecnici hanno spiegato che incursioni di questo tipo prendono di mira punti specifici del sistema, non la sua intera architettura mentre, col sito di Facebook paralizzato, due tecnici della sicurezza si sono scambiati messaggi su Reddit (poi prontamente cancellati, cosa che attribuisce loro un valore ancora maggiore) nei quali parlano di un problema di rete causato da un errore nella configurazione di una componente essenziale del sistema, il BGP (Border Gateway Protocol).

 

facebook-down

Pian piano, mentre l’azienda ammetteva di aver un problema che stava cercando di risolvere e si scusava con gli utenti per i disagi, sono cominciati a emergere i contorni di un incidente tanto banale quanto catastrofico, figlio di problemi logistici e organizzativi prima ancora che degli infortuni tecnologici che, pure, devono esserci stati. 

 

Problemi aggravati da due fattori: il timore di sabotaggi che ormai spinge tutte le a ziende tecnologiche a darsi procedure di sistema segrete, affidate a pochissime persone molto fidate e preparate. E poi il Covid che ha portato quasi tutti i tecnici a lavorare in remoto da casa.

 

zuckerbeRG SOLDI

Quando è divenuto evidente che, coi sistemi totalmente paralizzati, bisognava andare a intervenire manualmente sui server, ci si è resi conto che chi era in grado di farlo era fisicamente lontano mentre chi era già in azienda non aveva le competenze necessarie. Anche per questo ci sono volute quasi 7 ore prima di poter ricominciare ad attivare, in modo molto graduale, le piattaforme del gruppo. 

 

Già nel 2019 Facebook aveva vissuto una crisi durata quasi 24 ore per un errore di configurazione dei server. Ma allora era stata colpita solo una parte del sistema mentre stavolta Facebook ha dovuto fronteggiare una vera tempesta perfetta. Una crisi che ha provocato una flessione del titolo Facebook in Borsa facendo in poche ore perdere a Zuckerberg 6 miliardi di dollari.

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...