gun show

AMERICA A MANO ARMATA - COLT DI BUFFALO BILL, CARABINE D’ANTAN E MAGLIETTE PRO-TRUMP - MA IL “GUN SHOW” IN CALIFORNIA PIÙ CHE UN COVO DI KILLER RICORDA LA FESTA DELL’UNITA’ PRE-RENZIANA

Michele Masneri per “Lettera 43”

GUN SHOWGUN SHOW

 

«Benvenuti patrioti» c’è scritto su un grande cartello sull’enorme Cow Palace, il palazzo delle mucche di Daly City, cittadina di 100 mila abitanti tra San Francisco e il suo aeroporto.
 

Qui si tiene il 'Crossroads of the West Gun Show', una delle mostre-mercato di armi più importanti d’America e soprattutto la prima dopo le lacrime amare di Barack Obama, lacrime che anticipano una stretta su pistole e mitragliatrici forse definitiva chiudendo epoche di diritti all’autodifesa e talvolta allo sterminio sanciti dal Secondo Emendamento.
 

TUTTI A DALY CITY PER FAR SCORTE. «Abbiamo un senso di urgenza su questo tema», ha detto Obama, ricordando i 30 mila morti annui per scannamenti domestici, e questa urgenza ha spinto subito in alto le azioni delle case produttrici di pallottole e semiautomatiche, e, secondo gli organizzatori di questo Gun Show fondamentale, anche gli americani del West a radunarsi qui a Daly City per far scorte, perché presto la festa sarà finita.
 

In realtà il sabato pomeriggio il parcheggio del Cow Palace (si chiama così perché vi si tenevano fiere di bestiame, poi vi suonarono i Beatles e pure Elvis, c’è un bagno dove si fece una famosa doccia, è un PalaTrussardi californiano di cemento armato) non è pieno.
 

GUN SHOWGUN SHOW

Si trova subito posto tra i pick up, si entra nel parcheggio e già ci sono i banchetti della Nra, la National Rifle Association, la vituperata lobby delle armi, che offre sconti se insieme all’ingresso ti abboni anche a loro. Una gentile signora di mezza età prende le iscrizioni, vende alcune riviste con titoli tipo Freedom, indossa una collana con ciondolo a forma di Beretta e due piccole Colt d’argento agli orecchi.
 

L'ENTRATA COSTA 13 DOLLARI. Niente, non le risulta che abbiamo richiesto un accredito, ci rispedisce alla cassa e tocca pagare i 13 dollari (fraintendendo il tesserino in pelle dell’onusto ordine dei giornalisti un’altra anziana alla cassa dice: «Non prendiamo carte di credito». Insomma, l’impressione è subito di un mondo più senile che pericoloso).

 

Anche entrando finalmente nel palazzo delle mucche, un odore di stalla, di stivali infangati e sudore maschile di mezza età, come su una corriera per allevatori.

 

«Contiamo di fare il doppio delle presenze dell’anno scorso», ci dice fiducioso il responsabile della comunicazione Bob Templeton, «dai 3.500 dovremmo salire a 7.000 ingressi». Però dentro non è che ci sia molta gente.

 

Il primo banco è di un rigattiere di pistole e fucili vintage: ci sono una carabina del 1980, un Winchester del 1944, una doppietta Beretta del 1952 che è la più cara, viene via per 3.000 dollari.

GUN SHOWGUN SHOW

 

Anche la leggenda di allegri shopping con bustoni della spesa ricolmi di bombe a mano come da saldi da Cenci è subito sfatata. «Non è che vieni qua e ti porti a casa il fucile o il mitra», ci dice sempre Templeton, «puoi comprarla ma poi devi andare a ritirarla al negozio dopo un tempo di controllo, in California sono 10 giorni, è il più alto in America».
 

IL MADE IN ITALY TIRA SEMPRE. Che delusione: si sognavano yankee con mine antiuomo nella shopper balistica, invece niente. Certo, di munizioni se ne possono comprare all’infinito, però pare leggendaria anche questa corsa alle scorte che i giornali paventano. Sì, ci sono famigliole con le buste gonfie, ma in minoranza.

 

Qualcuno approfitta delle offerte speciali: pallottole Fiocchi (il made in Italy va fortissimo, quando si dice che si viene da Brescia, patria di grilletti e mirini gli espositori si commuovono sempre) da 2 pollici e mezzo costa 10,95 nella pratica confezione da 25 ma se compri dieci scatole c’è uno sconto a 107 dollari.

 

Però anche qui non ci sono gran file, le facce non sono truci da serial killer lì pronti per armare una sparatoria almeno all’high school; pare più che altro una festa dell’Unità pre-renziana, con facce anche da intellettuali e da ceto medio riflessivo.
 

GUN SHOWGUN SHOW

«OBAMA? STA ERODENDO LA COSTITUZIONE». Al banco della California Rifle and Pistol Association, col suo orso californiano sulla bandiera, un signore distinto con occhiale alla Steve Jobs dice che non c’è nessuna contraddizione nell’essere lo Stato più liberal e occidentale d’America e voler tenere arsenali in casa. «Certo, c’è qualcuno a cui non piace la nostra costituzione», dice e potrebbe benissimo essere un girotondino, i toni pacati sono gli stessi.

 

«Certo, il diritto a difendersi da soli c’è solo da noi, ma viene da lontano, è stato voluto dai padri fondatori che non erano propriamente dei cialtroni, in altri Paesi è stato via via assorbito dallo Stato, qui no, è diverso. Cosa penso di Obama? Che stia gradatamente erodendo la Costituzione”, spiega con tono da minoranza Pd. «Se non piace il secondo emendamento lo si dica chiaramente».

GUN SHOWGUN SHOW

 

È il farmer market della rivoltella

Tutto intorno, un indotto anche molto interessante e artigianale, non ci sono gli stand delle granzi aziende ma piccoli rivenditori, è il farmers market della rivoltella anche un po’ a chilometro zero: giubbetti antiproiettile completi a 170 dollari, anche in variante da indossare sotto il completo (nella versione bianca o nera). Uno stand di coltelloni giganti capaci di trafiggere intere studentesche però qui in versione Masterchef, su taglieri in cui si dimostra la capacità di taglio con pomodori e formaggi.
 

Un vasto reparto per signora, con tanti gioielli di strass, non solo a tema pistolero, da portare forse a casa a mogli rurali, e per signorine invece pile accecanti antistupro con generatori da «18 milioni di watt», che pare esagerato, e autonomia di tre mesi, molto meglio degli smartphone della Silicon Valley. E poi tanti spray spruzzapeperoncino con finitura in versione zebrata o leopardata o con piccoli Swaroski (solo 10 dollari).
 

TANTE MAGLIETTE PRO TRUMP E CONTRO HILLARY

 

trump su hillary disgustatotrump su hillary disgustato

Merchandising da risate a denti stretti: un 'American Spartan Apparel' che fa il verso al più noto marchio dell’abbigliamento di cotone vende maglie 'Guns and Coffee' con il marchio che irride Starbucks. Poi magliette pro-Donald Trump e contro Clinton ('Hillary for Prison 2016'), contro Obama, tutto però un po’ troppo caro e cotone e stampe di pessima qualità, infatti non comprano in tanti.

 

E adesivi fatti a  mano, stickers 'Piss on Isis' a 99 centesimi con Calvin di Calvin e Hobbes che piscia sulla bandiera dello Stato islamico, altri di fattura più raffinata con la California colorata di rosso con la falce e martello però a 7 dollari (troppo cari).
 

OBAMA ARMI USAOBAMA ARMI USA

Si vendono piuttosto tanti oggettini da boy scout, polverine per accendere il fuoco, coltellini da campeggio multiuso, caricabatterie, pezzi di ricambio per la doppietta di ‘pora nonna, quel mirino che si cercava da tanto e proprio non si riusciva a trovare laggiù nel vecchio ranch.

 

Tra banchi di negozietti e barbe e stempiature, molti veterani, signori di mezza età che provano mitragliette con gesti esperti, però sguardi e fisici da assassini seriali, pochi: ci sono coppie con cani, è tutto un  «come si chiama il suo», «prego prima lei», «attenzione che è femmina». Prevale insomma il vintage e la nostalgia.
 

UNIFORMI SUDISTE E COLT DI BUFFALO BILL. Ecco banchetti con uniformi sudiste, cofanetti di dvd sgarrupati con Salvate il soldato Ryan, e Californication, la serie; cartoline impolverate di reduci, medaglie naziste finte, puntatori laser di seconda mano, la Colt di Buffalo Bill astucciata nell’edizione commemorativa approvata dalla United nation historical society (695 dollari, sarà un regalo di Natale riciclato di qualche nonno molto repubblicano).

 

GUN SHOWGUN SHOW

L’ufficio stampa dice soddisfatto che «ci sono anche molti nuovi acquirenti, c’è molta insicurezza in giro», citando il nuovo attentato a Philadelphia, dove un poliziotto 'è stato appena sparato'. Qualcuno consulta un manuale dall’aria signorile, il Blue book of gun values con tutte le quotazioni d’epoca, è il Bolaffi delle pistole.
 

L’anziano Don Kranz, ex poliziotto di San Francisco, qui in gita, ci dice che a lui Obama piace, rispetta la sua battaglia, e però nella sua lunga carriera ogni volta che si sequestravano pistole e fucili questi erano tutti illegali, dunque non è che rendendo più arduo il mercato ufficiale si risolverà qualcosa, anzi.

 

OBAMA ARMI USA 3OBAMA ARMI USA 3

Poi dice che «in Europa la vostra polizia ha tutte queste armi automatiche, noi non le abbiamo, sono troppo pericolose», e conclude constatando che Obama sta abusando delle sue prerogative «perché è il potere legislativo che deve fare le leggi, non l’esecutivo», con tono e aplomb da Zagrebelsky.
 

GUN SHOWGUN SHOW

Intanto una voce nell’altoparlante annuncia il vincitore del bingo compreso nel biglietto, si vincono 25 dollari, mentre fuori dal palazzo delle mucche, nell’America moderna, tutti si stanno comprando biglietti per il mega superenalotto che mette in palio 1 miliardo.

barack obamabarack obamatrump ride perche hillary e andata in bagno durante il dibattitotrump ride perche hillary e andata in bagno durante il dibattito

 

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...