giuseppe conte olivia paladino cesare

PALADINO, FUORI IL DINDINO - ORA CHE NON C'E' PIU' IL GENERO CONTE A PRESIDIARE PALAZZO CHIGI, CESARE PALADINO PROVA A RISANARE I DISASTRATI CONTI DELLE SOCIETÀ DI FAMIGLIA: AVVIATI DUE PIANI DI RISTRUTTURAZIONE PER 57 MILIONI DI DEBITI. TRA I CREDITORI, OLTRE A UNICREDIT, CI SONO L'AGENZIA DELLE ENTRATE E L'INPS (VICENDA SU CUI LA PROCURA DI ROMA HA APERTO UN'INDAGINE) – LE DUE SOCIETÀ DEL SUOCERO E DELLA COMPAGNA DI "GIUSEPPI", PER RISPETTARE LE SCADENZE, VENDERANNO ALCUNI IMMOBILI A ROMA E UN CASTELLO A TORRE SABINA, IN PROVINCIA DI RIETI…

OLIVIA E CESARE PALADINO

1 – Paladino (Hotel Plaza) ristruttura 57 milioni di debiti

Andrea Montanari per “MF”

 

L’assenza di turisti ha avuto colpito il business alberghiero romano e i riflessi sul comparto immobiliare sono stati rilevanti. Così la famiglia di imprenditori del real estate Paladino, composta dal padre Cesare e dalle figlie Cristiana e Olivia (è la compagna del premier Giuseppe Conte), proprietaria dello storico Grand Hotel Plaza (5 stelle lusso e 200 stanze) è dovuta ricorrere a una procedura per risanare i conti del gruppo.

 

grand hotel plaza. 9

In particolare, come emerge dai documenti delle società Immobiliare di Roma Splendido e della controllante Archimede Immobiliare - la capofila della galassia è la Agricola Monastero Santo Stefano Vecchio -, i Paladino hanno definito accordi di ristrutturazione e risanamento del debito con Unicredit, l’unica banca esposta. Nel dettaglio il progetto prevede che le due società, esposte complessivamente per 57,63 milioni (una ventina di milioni il credito vantato dalla banca milanese) definiscano nei prossimi anni la dismissione di asset real estate per un ammontare di 24,8 milioni.

 

olivia paladino giuseppe conte

Il tutto per saldare il debito con Unicredit ma soprattutto con l’Agenzia delle entrate, gli istituti di previdenza e il Comune di Roma. I due piani (quello di Archimede al 2026 e quello di Immobiliare Roma Splendido al 2030) prevedono l’inte- grale saldo del debito con il Fisco e con la giunta capitolina con pagamenti su base pluriennale.

 

I flussi di cassa per rispettare le scadenze prestabili- te saranno garantiti, oltre che dalle dismissioni di immobili a Roma e di un castello a Torre Sabina (Rieti), dall’incasso del canone d’affitto di 5,5 milioni, che tornerà a versare da giugno la società che gestisce il Plaza e che fa sempre riferimento ai Paladino, proprietari tra l’altro della maison di moda Sorelle Fontana.

 

grand hotel plaza

2 – Il «suocero» di Conte vende immobili e castello

Fabio Amendolara e Giuseppe China per “La Verità”

 

La famiglia Paladino, padre Cesare in testa e le figlie Cristiana e Olivia (compagna del premier Giuseppe Conte), ha avviato con la banca Unicredit la procedura di ristrutturazione e risanamento del debito del gruppo che amministra. I Paladino sono proprietari dello storico Grand hotel Plaza di Roma (un 5 stelle lusso al momento chiuso per ristrutturazione).

 

cesare paladino

Come emerge dai documenti delle società Immobiliare Splendido e della controllante Archimede Immobiliare (la capofila della galassia è la Agricola Monastero Santo Stefano Vecchio), i Paladino, riporta Milano finanza, avrebbero già definito gli accordi. Per la precisione, a essere parte della pratica, per un rimodulazione del debito complessivo di 57,63 milioni di euro, sono le società Immobiliare Splendido e la Archimede immobiliare. Il progetto con la banca milanese, cui spettano circa 20 milioni, prevede la dismissione di asset per un ammontare di 24,8 milioni.

 

giuseppe conte olivia paladino in spiaggia

Sono quindi stati predisposti due piani, il primo per Archimede e il secondo per Immobiliare Splendido (con scadenze rispettivamente 2026 e 2030), che stabiliscono l'integrale saldo di quanto dovuto al Fisco e alla giunta romana con pagamenti su base pluriennale. Tra i creditori, infatti, ci sono anche l'Agenzia delle entrate, gli istituti di previdenza e il Comune di Roma.

 

CESARE PALADINO E EWA AULIN

Capitolo fisco: la cosiddetta «rottamazione ter», varata dal Conte uno, ha permesso la rateizzazione senza multe e interessi di 27 milioni di euro. Però quando mancavano ancora 15 milioni da versare, i Paladino hanno smesso di pagare chiedendo che le dieci rate venissero trasformate in 18.

 

Per quanto riguarda l'Inps non bisogna dimenticare che la Procura di Roma ha aperto un'indagine a carico del «suocero» di Conte che non avrebbe pagato i contributi ai dipendenti. Ma c'è anche la più nota vicenda legata al mancato versamento della tassa di soggiorno al Comune di Roma, per un importo di circa due milioni, somma che il proprietario del Plaza avrebbe dovuto bonificare tra il 2014 e il 2019, e che invece aveva trattenuto.

terrazza grand hotel plaza

 

Circostanza che si è conclusa prima con il patteggiamento a un anno e due mesi per peculato, poi grazie al Decreto rilancio quel reato è stato depenalizzato. La sentenza è stata poi revocata e Paladino quindi eviterebbe anche la super multa, perché al momento dei fatti la riforma non era ancora in vigore.

 

L'impegno economico per la ristrutturazione del debito è garantito dalla dismissione di immobili a Roma e di un castello a Torre Sabina (Rieti) e anche dall'incasso del canone di affitto di 5,5 milioni che tornerà a essere versata dalla società che gestisce il Plaza. La struttura negli ultimi mesi è stata al centro delle cronache anche per i racconti degli ex dipendenti per il mancato pagamento degli stipendi.

grand hotel plaza.

 

E ora arriva l'ennesima stoccata dall'ex chef executive André Evans, il quale sul suo profilo Facebook ha scritto in un italiano sgangherato: «E noi ex dipendente aspettiamo ancora la liquidazione non percepito ma dichiarato nel unico dati falsati, aspettiamo il legge a fare il suo percorso... Bravo Cesare e Olivia della vostra onesta... Sotto le scarpe».

 

 

GIUSEPPE CONTE OLIVIA PALADINO AL MAREgrand hotel plaza. 3olivia paladino e giuseppe conte 10giuseppe conte e olivia paladino arrivano a ceglie messapicaterrazza grand hotel plaza 2olivia paladino e giuseppe conte 13terrazza grand hotel plaza GIUSEPPE CONTE OLIVIA PALADINOgiuseppe conte e olivia paladino arrivano a ceglie messapica 3OLIVIA E CESARE PALADINO

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)