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E ANCHE SUL PNRR IL GOVERNO SI È DIMENTICATO DEI GIOVANI – IN ITALIA LE RISORSE DEL RECOVERY DESTINATE AGLI UNDER 35 SONO STATE SCARSE: 4,9 MILIARDI DI EURO, PARI AL 2,5% DEL TOTALE DEI SOLDI INCASSATI DA BRUXELLES, MENTRE LA SPAGNA È ARRIVATA ALL’11% – LA RIMODULAZIONE DEL PNRR DECISA DA PALAZZO CHIGI HA TAGLIATO DIVERSI PROGETTI DI SOSTEGNO AI GIOVANI – 390 MILIONI DI EURO SONO STATI TOLTI ALLA RICERCA UNIVERSITARIA E SPOSTATI SU ALTRE VOCI DEL PIANO – L'ITALIA È AL PENULTIMO POSTO NELL’UE PER OCCUPAZIONE TRA I 20 E 29 ANNI...

Estratto dell’articolo di Sara Tirrito e Giovanni Turi per “La Stampa”

 

GIOVANI - LAVORO E DISOCCUPAZIONE

Penultimo posto in Ue per occupazione tra i 20 e 29 anni. Un bacino di Neet ancora elevato, il secondo più grosso a livello europeo. Il buco dei ricercatori arruolati attraverso il Piano. In Italia, il Pnrr non ha dato la spinta necessaria ai giovani per tornare sui livelli della media continentale. Questo perché le risorse destinate a questa fetta della popolazione sono poche: circa 4,9 miliardi di euro, pari al 2,54% del totale.

 

Come evidenzia il nuovo rapporto dal titolo "Il divario generazionale", a cura della Fondazione per la ricerca economica e sociale Ets, con il contributo dell'Università Luiss, «alcune scelte operate nella rimodulazione (del Pnrr, ndr) sembrano segnare un ridimensionamento della portata degli interventi a favore dei giovani».

 

STANZIAMENTO DEL PNRR PER I GIOVANI IN EUROPA - LA STAMPA

L'esempio più evidente è l'unica misura a supporto dell'imprenditorialità giovanile - la "Sezione speciale turismo" del Fondo centrale di garanzia -, che è stata chiusa in anticipo. Il motivo: «Bassa attrattività per i potenziali beneficiari».

 

Inoltre, ci sono 390 milioni di euro tolti dal sostegno alla ricerca universitaria e spostati su altre voci del Piano. Il ricollocamento dei fondi, comunque, ha avuto anche risvolti positivi: 308 milioni in più alle borse di studio, una voce che conta 808 milioni in tutto.

 

Il report evidenzia come siano stati 55 mila i beneficiari che, in media, hanno ottenuto 700 euro all'anno. Anche l'offerta di alloggi ha avuto una dotazione aggiuntiva di 238 milioni, portando così il fondo per lo student housing a oltre 1,2 miliardi di euro.

 

giorgia meloni - videomessaggio al convegno L'Italia del Pnrr

[...] Lo studio parla di un Pnrr che «non ha integrato una strategia generazionale coerente né in termini quantitativi né di progettazione sistemica, data la mancata creazione di una missione dedicata specificatamente alle politiche per i giovani».

 

In un'analisi che incrocia il tasso di disoccupazione degli under 35 e l'incidenza delle risorse, si nota come la Spagna ha indirizzato l'11,7% dei soldi del proprio Piano alle misure giovanili. La Germania viaggia sul 9,5%. Anche la Grecia, che nel 2019 aveva una disoccupazione giovanile ben superiore all'Italia, ha fatto meglio con un 6,4%.

 

[...] La media europea del tasso occupazionale di ragazze e ragazzi tra i 20 e 29 anni è sul 65,5%. L'Italia occupa il penultimo posto (47,6%), davanti alla Bosnia Erzegovina. E non va tanto meglio sul fronte dei Neet, i giovani tra i 15 e 29 anni che non studiano, né lavorano o si stanno formando. Il Paese ha numeri in calo rispetto al contesto di partenza (27,9%), ma persiste un solido 15,2%. Una cifra inferiore solo a quella della Romania in pole position (19,4%).

 

PNRR

I problemi alla base, sottolinea Luciano Monti, professore di Politiche dell'Unione europea alla Luiss di Roma e padre della valutazione dell'impatto generazionale in Italia, sono «le assenze di coordinamento tra i vari incentivi nel Piano, di una strategia e di una prospettiva intergenerazionale integrata.

 

Questo Pnrr non è stato a sostegno per i giovani, nonostante fosse pensato e proiettato al futuro. Anzi, gli under 35 sono stati considerati un problema, piuttosto che un'opportunità di investimento in capitale umano. Si tratta di un'occasione persa». Eppure, Monti non cestina tutto.

 

anna maria bernini contestata dagli studenti di medicina ad atreju 14

«Senza il Piano, il Paese sarebbe già in recessione. Il maggiore problema sul fronte giovanile è l'ambiguità dell'articolo 47 sull'assunzione di ragazze e ragazzi dalle imprese che vincevano le gare d'appalto per i progetti Pnrr. Soltanto un terzo delle imprese l'ha fatto. E l'Anac è chiara: 7 volte su 10 la clausola è andata in deroga e in meno del 40% dei casi senza una motivazione».

 

[...]

 

Il 65,95% delle risorse era stato speso al quarto trimestre 2025 sulla missione Istruzione e ricerca. Circa 7,6 miliardi di euro su 11,6 miliardi di euro secondo i dati di Open Pnrr. La prospettiva per i giovani però resta una questione aperta. Secondo i dati dell'associazione italiana dei dottorandi e dottori di ricerca (Adi) tra il 2025 e il 2026 sono scaduti o scadranno oltre 35.000 contratti precari nel sistema universitario e della ricerca, in gran parte perché i contratti attivati dal Pnrr erano a tempo determinato.

 

giorgia meloni tommaso foti - foto lapresse

«Noi la chiamiamo la grande espulsione - dice Raffaele Vitolo, coordinatore dell'associazione - ogni mese vediamo migliaia di contratti in scadenza che non verranno sostituiti».

 

Con l'obiettivo di rendere strutturali le competenze sviluppate nell'ambito dei progetti finanziati dal Pnrr, il ministero dell'Università e della Ricerca ha risposto con un piano straordinario che prevede 60,7 milioni di investimenti all'anno per assumere 2mila ricercatori post Pnrr. Ma il timore dell'associazione è che non basteranno in un Paese in cui, stimano, il 90% di chi ha un dottorato non riesce a trovare una posizione stabile all'Università.

 

DISOCCUPAZIONE GIOVANILE IN ITALIA

«A maggio 2025 i contratti di ricerca attivi erano circa 22mila - spiega Vitolo -. Oggi sono scesi a circa 10.000, è impensabile che vengano sostituiti da poco più di 2mila nuove posizioni». Il Mur ha in cantiere altri progetti che daranno continuità ai fondi Pnrr, tra gli altri il super calcolatore Leonardo.

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