pfizer

ECCO L'ENNESIMA POLEMICA INUTILE - A MODENA, 6 DOSI DEL VACCINO ANTICOVID CHE NON ERANO STATE SOMMINISTRATE PERCHE' CHI ERA IN LISTA NON SI ERA PRESENTATO IN OSPEDALE, SONO STATE DATE DAGLI OPERATORI AI LORO PARENTI - ARCURI PARLA DI “REATO CONTRO LA SALUTE", I SOLITI MINCHIONI GRIDANO ALLO SCANDALO - MA UNA VOLTA SCONGELATE, LE FIALE DEVONO ESSERE USATE ENTRO SEI ORE: GLI OPERATORI AVREBBERO DOVUTO BUTTARLE. E' MEGLIO PER TUTTI, INVECE, AVERE ALTRE SEI PERSONE VACCINATE...

https://www.dagospia.com/rubrica-39/salute/prima-partire-campagna-vaccinale-gia-zoppica-non-si-256328.htm

 

Micol Lavinia Lundari per repubblica.it

 

VACCINO PFIZER 1

L'Ausl si scusa e teme un'ombra sulla campagna vaccinale, mentre il commissario per l'Emergenza Domenico Arcuri parla di "reato contro la Salute" per le dosi di vaccino che alcuni operatori hanno inoculato su propri pazienti, a fine giornata, nell'ospedale modenese di Baggiovara.

 

E' successo il 5 gennaio: alcune dosi (sei, per la precisione) del vaccino anti-Covid, che non era state somministrate perché chi era in lista non si era presentato, erano state a quel punto somministrate a figli e parenti dagli operatori che martedì sera erano di turno al centro unico vaccinale, dopo che gli stessi avevano tentato invano di contattare professionisti della sanità che ne avrebbero avuto diritto. Dosi che erano destinate ad essere buttate via se non fossero state somministrate entro fine giornata.

 

DOSI DEL VACCINO PFIZER IN ITALIA

Un episodio che l'Ausl modenese definisce senza giri di parole "un errore grave", annunciando un'istruttoria e promettendo la massima trasparenza. I Nas hanno avviato un'indagine e oggi pomeriggio si sono presentati all'ospedale di Baggiovara, mentre il commissario per l'Emergenza Domenico Arcuri commenta durissimo: "Per quanto ne so, le persone coinvolte in questa vicenda sono state preposte ad assolvere altre funzioni e a non somministrare più. C'è un reato supremo del quale non per forza deve occuparsi il codice penale: è il reato contro la Salute, che va contro la morale". Per Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna, quelli attuati sono "comportamenti inaccettabili".

 

 

Sui social le foto del vaccino alle figlie

il vaccino pfizer arriva allo spallanzani

Secondo la ricostruzione dell'accaduto, è stato proprio per evitare che le dosi andassero buttate che gli operatori hanno deciso di 'convocare' i congiunti, non riuscendo a mettersi in contatto con altri sanitari. In particolare un volontario di un'associazione di pubblica assistenza che prestava servizio al centro vaccinale ha contattato le figlie, di cui una minore, per vaccinarle con le dosi avanzate, condividendo poi le foto sui social.

 

 

 

Ausl: "Non è quello che prevede la direttiva"

MEME SUL VACCINO PFIZER

"Quando alla fine della giornata di vaccinazione rimangono alcune dosi già ricomposte, poiché la loro durata è di sole sei ore e non possono dunque essere utilizzate il giorno successivo, vengono contattati operatori sanitari che hanno dato la disponibilità ad essere vaccinati (persone già presenti in ospedale oppure già prenotate in altre giornate) al fine di non sprecare nessuna dose", spiega l'Ausl di Modena in una nota, chiarendo cosa prevede il protocollo in merito alle dosi rimaste perché qualcuno non si è presentato all'appuntamento per il vaccino, o non è stato ritenuto idoneo.

 

"Una procedura", puntualizza l'Ausl, "stabilita nell’ambito del gruppo di lavoro per un utilizzo efficiente delle dosi, nel rispetto delle indicazioni ministeriali: non sprecarne nessuna invitando alla somministrazione persone aventi diritto al vaccino. Quanto avvenuto ieri, dunque, non risponde ad alcuna direttiva o indicazione fornita dall’Azienda". Dopo l'episodio è stato ribadito "l’assoluto divieto di iniziative autonome che escano da quelle previste per l’erogazione dei vaccini". L'Ausl "si scusa con tutti i cittadini e si impegna a garantire la massima trasparenza, così come è stato fatto fin dall’inizio, nelle procedure di somministrazione e utilizzo del vaccino".

 

 

PFIZER

 

"Episodio getta ombra su campagna vaccinale"

Silvana Borsari, referente unica a livello provinciale della cabina di regia sul vaccino, chiede "davvero scusa a tutti, anche ai professionisti che stanno lavorando, per questa cosa che non doveva succedere e che sta creando abbastanza disagio per la risonanza che ha avuto, piu' che per il fatto in sé". "Dispiace moltissimo, anche personalmente - aggiunge - che questo episodio comunque spiacevole, e in assoluta buona fede, abbia gettato una luce non trasparente su questa campagna vaccinale, che invece qui e in tutta l'Emilia-Romagna sta andando molto bene".

 

 

 

Bonaccini: "Comportamenti inaccettabili"

In serata interviene anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini. "Può essere che chi coinvolto abbia agito in buona fede", scrive, "ma non ci possono essere deroghe di alcun tipo rispetto alle procedure definite e a comportamenti inadeguati, che diventano inaccettabili. Bene ha fatto la Asl ad avviare subito una verifica interna e a prendere i dovuti provvedimenti. Qui se ci sono degli errori non passano sotto silenzio e chi ne ha responsabilità paga".

scatole di vaccino pfizer distribuite negli usa

 

 

 

Insorge l'opposizione. "Casi anche a Bologna"

Sulla vicenda modenese insorge l'opposizione a viale Aldo Moro. "L'Ausl di Modena e la Regione facciano chiarezza su quanto accaduto e individuino al più presto i responsabili di questa vergogna", attacca il consigliere della Lega Stefano Bargi. "La giunta prenda posizione e spieghi ai cittadini come sia potuto accadere che, mentre buona parte del personale medico e sanitario è ancora in attesa di una chiamata, a Baggiovara siano state vaccinate persone senza alcun grado di priorità".

 

Per la pentastellata Silvia Piccinini il caso "dimostra come ad oggi sulla programmazione degli interventi ci sia ancora molto da fare". E a quanto risulta, continua Piccinini, "anche in altre realtà dell'Emilia-Romagna, come per esempio Bologna, il caso delle dosi di vaccino in eccesso a fine giornata sembra essere una costante quasi quotidiana. Per questo non è accettabile che la gestione di questi casi venga portata avanti così come fatto a Modena.

 

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