cardinale angelo becciu promotore alessandro diddi

C’È UN’ARIA FRIZZANTINA IN VATICANO – IN APERTURA DEL PROCESSO D’APPELLO SUL CASO DEL PALAZZO LONDINESE DI SLOANE AVENUE, LA CORTE HA RITENUTO “AMMISSIBILE” LA RICUSAZIONE DEL PROMOTORE DI GIUSTIZIA, ALESSANDRO DIDDI, AVANZATA DAGLI IMPUTATI, OVVERO IL CARDINALE ANGELO BECCIU, FABRIZIO TIRABASSI, RAFFAELE MINCIONE ED ENRICO CRASSO. ORA LA DECISIONE PASSA ALLA CASSAZIONE – ALL’ISTANZA SONO ALLEGATE LE CHAT WHASTAPP TRA LE DUE “ACCUSATRICI” DI BECCIU, GENOVEFFA CIFERRI E FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI, DIDDI E MONSIGNOR PENA PARRA – IL PROMOTORE DI GIUSTIZIA: “FINALMENTE POSSO DIFENDERMI DA UNA SERIE DI ILLAZIONI…”

LE CHAT DI CHAOUQUI NELL'ISTANZA DI RICUSAZIONE DI DIDDI

il cardinale angelo becciu

(ANSA) - CITTÀ DEL VATICANO, 22 SET - Sono allegate all'istanza di ricusazione di Giovanni Angelo Becciu, di Enrico Crasso, di Raffaele Mincione e di Fabrizio Tirabassi nei confronti del Promotore di Giustizia, Alessandro Diddi, le chat tra le due 'accusatrici' del cardinale Becciu e di una di queste con il sostituto mons. Pena Parra.

 

E' quanto si legge nell'istanza stessa depositata questa mattina nel corso della prima udienza del processo di appello sui fondi riservati della Santa Sede. Nello specifico si tratta, della "chat whatsapp intercorsa tra la signora Genoveffa Ciferri e il Promotore Alessandro Diddi, sull'utenza cellulare privata di quest'ultimo dal 26 novembre 2022 al 22 marzo 2023, con ultimi messaggi scambiati il 30.11.2022;

 

ALESSANDRO DIDDI

chat whatsapp intercorsa tra la signora Genoveffa Ciferri e la signora Francesca Immacolata Chaouqui dal 9 agosto 2020 al 4 giugno 2024; chat whatsapp intercorsa tra la signora Ciferri e mons. Peña Parra dal 18 settembre 2020 al 26 maggio 2024".   

 

 "Dalla lettura complessiva e dall'ascolto dei messaggi ivi contenuti - si legge nell'istanza - si evince che, durante la fase delle indagini relative al presente procedimento, dopo il primo interrogatorio di mons. Alberto Perlasca del 29 aprile 2020 e durante il processo dinanzi al Tribunale, è stata compiuta un'attività volta a dirigere e influenzare mons. Perlasca, dapprima quale indagato e successivamente quale teste dell'accusa, affinché rendesse dichiarazioni contro il cardinale Angelo Becciu e gli altri odierni indagati, con la promessa/prospettazione che solo in tal modo non avrebbe subito il processo e la sua posizione sarebbe stata archiviata (come poi effettivamente è avvenuto)".

 

PRIMA UDIENZA - RESOCONTO DELL’ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE GIORNALISTI ACCREDITATI IN VATICANO (AIGAV)

 

Resoconto dell’AIGAV (associazione internazionale giornalisti accreditati in Vaticano) del pool giornalisti ammessi in aula per gli altri vaticanisti non ammessi.

 

ALESSANDRO DIDDI 1

Il processo è iniziato in ritardo di mezz'ora, alle 930, si è concluso alle 11,25, nella nuova aula del tribunale vaticano, inaugurata e visitata dal Papa giovedì scorso. E' situata al piano terra del palazzo apostolico.

 

Imputati presenti cardinale Becciu, Crasso, Mincione, Tirabassi, Carlino (ma non è imputato) Squillace. Assenti Marogna, Torzi, Bruelhard e Di Ruzza.

 

Tirabassi, Mincione, Crasso e Becciu hanno presentato l'istanza di ricusazione del Promotore di Giustizia, dopo breve Camera di consiglio la corte d'appello ha comunicato di ammissibilità dell'istanza della ricusazione.

 

francesca chaouqui

E ha ordinato alla cancelleria, che decorso il termine dei tre giorni previsto dal Codice di procedura penale, di trasmettere l'ordinanza appena emessa e le eventuali risposte del PG Diddi alla Corte di Cassazione.

 

“Si chiede al prof Diddi quale comportamento intenda tenere davanti alla istanza di ricusazione”.

 

DIDDI interviene.

 

PAPA FRANCESCO E IL CARDINALE BECCIU

“Finalmente ho la possibilità di potermi difendere da una serie di illazioni. Ringrazio le difese per questa iniziativa. Voglio sfruttare i termini dei tre giorni per esprimere le mie considerazioni in maniera serena, in modo da dissolvere i dubbi che in questi mesi sono stati aperti sulla conduzione delle indagini. Quindi secondo il codice io posso fare solo attività urgente, e io non credo che stamattina ci siano attività urgenti da compiere.

 

Faccio presente che venerdì scorso ho depositato in cancelleria una dichiarazione. Tutti i componenti dell'ufficio del Promotore di Giustizia sono delegati a svolgere attività anche in sede di appello. Ci sono state illazioni, faccio presente che spero non ci siano pressioni, io rappresento l'accusa per legge, e non sono qui per mio desiderio. Io per il momento credo sia doveroso di allontanarmi dall'udienza, non ci sono attività urgenti da compiere. Vado in ufficio”.

 

francesca immacolata chaouqui le iene.

La Corte ha sospeso per dieci minuti l'udienza.

Arellano: “bisogna stabilire se si va avanti oggi o se si deve aspettare tre giorni”.

 

(dalle spiegazioni tecniche che ci sono state date, Diddi depositerà l'atto tra tre giorni e la Corte di Cassazione, formata da quattro giudici, i cardinali Farrell, presidente, Lojudice, Zuppi e Gambetti, dovrà pronunciarsi in merito ma non ci sono termini perentori, il che significa che potrebbe pronunciarsi in un tempo indefinito)

 

L'udienza viene intanto ripresa. E la parola passa ad uno dei due giudici laici, Massimo Masella Ducci Teri il quale da inizia a fare l'appello dei presenti, imputati e difensori e ha ricapitolato le decisioni del primo grado. “con la dovuta chiarezza bisogna esporre l'oggetto del presente giudizio, la sentenza emessa il 16 dicembre 2023 e depositata il 30 ottobre 2024.

 

ALESSANDRO DIDDI PAPA FRANCESCO

Roberto Zannotti, dell'Ufficio del Promotore di Giustizia:

“Abbiamo una istanza sulla ricusazione dell'ufficio del promotore di giustizia”

 

La Corte: “penso che la rimandiamo”

 

Poi hanno ricostruito l'intera vicenda processuale. Tra tutte le parti civili solo lo IOR ha presentato ricorso di appello per erronea quantificazione del danno patrimoniale e di immagine subito dall'istituto.

 

Dagli imputati è stata impugnata non solo la sentenza ma le quindici ordinanze emesse dal Tribunale dal 2022 al 2023.

 

“Le disposizioni avrebbero concesso ampi poteri all’Ufficio dell’accusa, riguardo alle indagini, alla raccolta delle prove, agli accertamenti tecnici con conseguenti violazioni del principio di parità delle parti nel processo e altre garanzie previste dai principi del cosiddetto giusto processo”.

 

IL CARDINALE ANGELO BECCIU A CINQUE MINUTI SU RAI 1

L'udienza è aggiornata a domani perché le eccezioni di improcedibilità sollevate sia dal Promotore di Giustizia che dai difensori siano confermate o ritirate.

 

“Il prof Diddi col suo intervento di stamane ha personalizzato il processo Becciu , lo ha trasformato in una questione che investe il suo ufficio e forse l’intera istituzione giudiziaria . Credo sia legittimo chiedersi perché stia rischiando di creare tale difficoltà in un momento di delicata transizione istituzionale . Non si rende conto che rischia di trasformare il processo Becciu nell’affaire Diddi? ” avvocato Cataldo Intrieri.

 

Mincione ha confermato ai giornalisti presenti che la Segreteria di Stato, a proposito della sentenza del processo di Londra, all’Alta Corte commerciale, che 20 giorni fa è stato pagato con 3,5 milioni di euro. Si tratta del 50 per cento delle spese processuali di quel processo  stabilito in sentenza dal giudice inglese a febbraio 2025 preso l’Alta Corte commerciale e non di un risarcimento danni.

immacolata chaouqui

Ultimi Dagoreport

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...