ASSICURATI CONTRO LE TASSE – LA PROCURA DI MILANO INDAGA SU UN MIGLIAIO DI RICCONI DEL NORD ITALIA CHE HANNO COMPRATO POLIZZE DEL CREDIT SUISSE ALLE BERMUDA – SI IPOTIZZA UNA MEGA-EVASIONE DA 8 MILIARDI DI EURO

Giuseppe Guastella per il “Corriere della Sera

 

CREDIT SUISSE CREDIT SUISSE

Hanno portato all’estero qualcosa come 8 miliardi di euro nascondendoli all’Erario sotto il mantello protettivo di polizze assicurative, ma ora un migliaio di facoltosi italiani tremano perché la Procura di Milano sta indagando su di loro seguendo i fili di una delle più imponenti indagini sul riciclaggio della storia giudiziaria.

 

L’inchiesta, guidata dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dai sostituti del suo dipartimento «Criminalità economica» Antonio Pastore e Gaetano Ruta, è partita da un accertamento negli uffici milanesi del «Credit Suisse life & pension», che è una branca dell’istituto di credito elvetico. Durante il sopralluogo, gli uomini della Guardia di finanza di Milano hanno acquisito una lista che contiene un migliaio di nomi di soggetti che hanno sottoscritto polizze assicurative collegate al «Credit Suisse life» delle Bermuda.

 

Si tratta delle cosiddette «polizze mantello», un prodotto assicurativo in passato finito sotto inchiesta in Germania e negli Stati Uniti, dietro le quali, sospetta la magistratura, si celerebbero un’esportazione illecita di capitali e una megaevasione fiscale.

 

GUARDIA DI FINANZA GUARDIA DI FINANZA

Nel 2012, infatti, un’analoga indagine per un’evasione fiscale commessa tra il 2005 e il 2009 partì in Germania coinvolgendo circa cinquemila clienti del Credit Suisse che, come nel caso di Milano, avevano acquistato i prodotti assicurativi presso la controllata con sede nelle isole delle Bermuda del colosso bancario svizzero. Gli inquirenti tedeschi perquisirono anche molti dei clienti del Credit Suisse accusati di aver incassato, grazie alle polizze, gli interessi sui risparmi senza però pagare le tasse.

 

Il Wall Street Journal scrisse che un portavoce di Credit Suisse aveva emesso un comunicato affermando che, al momento della sottoscrizione, «la banca aveva detto ai clienti di contattare i propri commercialisti a seguito dell’acquisto delle polizze» e di aver ricordato che erano «responsabili del calcolo dei loro obblighi fiscali quando acquistarono i prodotti». A febbraio scorso, il via all’investigazione Usa fu dato dal Dipartimento della giustizia e dall’Irs, la temuta Agenzia governativa delle tasse.

GUARDIA DI FINANZAGUARDIA DI FINANZA

 

Il periodo temporale sul quale stanno lavorando i pm milanesi riguarderebbe gli ultimi cinque, sei anni, ma ci sarebbero polizze precedenti sulle quali, però incombe la prescrizione. L’inchiesta, emersa solo ieri nel testo del «Bilancio sociale» della Procura, è alle sue prime fasi e per ora è contro ignoti, anche se i pm hanno già formulato le ipotesi di reato di riciclaggio e di abusivismo finanziario, ed ha «permesso di evidenziare circa mille clienti italiani che hanno investito, al di fuori del rispetto delle norme sul monitoraggio fiscale, in polizze vita di paesi black-list», si legge nel documento presentato dal procuratore Edmondo Bruti Liberati.

 

IL PM DI MILANO FRANCESCO GRECO AL CELLULARE IL PM DI MILANO FRANCESCO GRECO AL CELLULARE

Dopo aver perquisito nei giorni scorsi le sedi di Milano del Credit Suisse Ag, del Credit Suisse life & pension e del Credit Suisse Bank, le Fiamme gialle stanno spulciando i nomi dei sottoscrittori delle polizze assicurative tra i quali ci sono moltissimi imprenditori, la gran parte residenti al Nord. L’ipotesi è che si tratti di un sistema per far incassare denaro all’estero evitando di pagare le tasse, come la «euroritenuta». È la «tassazione del risparmio transfrontaliero» che, in base ad un accordo con l’Ue, viene applicata ai capitali e gli interessi depositati in Svizzera, ma le indagini guardano anche al Liechtenstein. Tra i soggetti nel mirino, alcuni hanno già usufruito dello scudo fiscale per far rientrare i propri capitali depositati all’estero, altri stavano per approfittare della «voluntary disclosure», il provvedimento varato recentemente dal Parlamento che prevede il pagamento delle tasse sui redditi non dichiarati all’estero e la copertura per i reati collegati.

 

Il tema dell’evasione e della frode fiscale è l’altro argomento sul quale la Procura intende fare chiarezza con l’obiettivo strategico di portare nella casse dello Stato gran parte delle tasse non pagate, come è già avvenuto negli ultimi anni per alcuni miliardi «recuperati» con importanti indagini.

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