PUTIN CI STRANGOLA CON LA GUERRA DEL GRANO - UN MERCANTILE TURCO DA 8.000 TONNELLATE DI CEREALI DESTINATO A RAVENNA È STATO COLPITO NELLA ZONA ECONOMICA ESCLUSIVA DELLA ROMANIA DA DUE DRONI: LA NAVE È AFFONDATA, DUE MARINAI SONO MORTI, IL TRASPORTO È ANDATO DISTRUTTO. NEI GIORNI SEGUENTI SONO STATE PRESE DI MIRA IN ACQUE RUMENE E BULGARE ALTRE TRE NAVI CHE TRASPORTAVANO GRANAGLIE, NESSUNA DELLE QUALI PARTITA DALL’UCRAINA - L’OBIETTIVO DELLA RUSSIA E’ FRENARE L’EXPORT UCRAINO E PROVOCARE UN’ALTRA ONDATA DI STRESS ECONOMICO IN EUROPA. UNA STRATEGIA CHE SI RIFLETTERÀ PRESTO SUI PREZZI DELLE CARNI…
Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”
vladimir putin in un campo di grano immagine creata con midjourney 1
La Molini Industriali di Modena, un trasformatore da quattromila quintali di farina al giorno per le più importanti aziende italiane di prodotti da forno, aspetta da un mese. Ha un treno da 1.600 tonnellate di grano, 400 mila euro di materia prima, che non riesce a far arrivare dall’Ungheria. I collegamenti si erano complicati da quando la Russia in luglio ha ripreso a bombardare i porti ucraini sul Mar Nero, ma nelle ultime due settimane è successo qualcosa che li ha resi più difficili ancora. Il 6 ottobre era partita dal porto sul Danubio di Izmail, sul confine fra Ucraina e Moldova, un mercantile turco da ottomila tonnellate di cereali destinato a Ravenna.
Poco dopo è stato preso nella zona economica esclusiva della Romania da due droni che Kiev attribuisce alla Russia: la nave è affondata, due marinai sono morti, il trasporto è andato distrutto. Nei giorni seguenti lo stesso copione si è ripetuto in acque rumene e bulgare contro altre tre navi che trasportavano granaglie, nessuna delle quali partita dall’Ucraina. (…)
LO STOP DI PUTIN ALL ACCORDO SUL GRANO VISTO DA GIANNELLI
Alla Borsa merci di Bologna il grano tenero è rincarato del 24% e il mais per allevamenti del 17%, da quando la Russia ha ripreso a chiudere con le bombe i porti ucraini e ora anche l’intera filiera della logistica via mare dall’Europa orientale a quella occidentale (…)
La Russia sapeva esattamente dove e cosa colpire, per frenare l’export ucraino e trasmettere un’altra ondata di stress economico in Europa. Paradossalmente il problema dei prezzi non nasce in Ucraina, che da sola vale il 10% del mercato mondiale del mais. Le difficoltà fisiche di spedire i cereali all’estero sono tali che i suoi produttori, pur di vendere, praticano sconti sulla materia prima alla frontiera con l’Ungheria.
vladimir putin in un campo di grano immagine creata con midjourney 3
È la scarsità di camion e treni che si mangia tutto il resto e innesca effetti a catena. Alessandro Alberti, un mediatore di cereali a Milano, osserva un nuovo fenomeno di queste settimane: poiché il mais non geneticamente modificato dell’Ucraina arriva in tempi così incerti, i produttori di mangimi per bovini si gettano sul grano tenero. Ma questo a sua volta rincara rapidamente. Ciò a sua volta si rifletterà presto sui prezzi delle carni (…)