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“QUANDO TUTTO FINIRÀ ANDRÒ CON ALBERTO SULLA TOMBA DI CHIARA” – NEL CASO GARLASCO SCENDONO IN CAMPO I “FAMILIARI”. DOPO L'INTERVISTA A MARCO POGGI, PARLA ELISABETTA LIGABÒ, LA MADRE DI ALBERTO STASI, CHE STA ANCORA SCONTANDO IN REGIME DI SEMILIBERTÀ LA CONDANNA DEFINITIVA PER IL DELITTO DI CHIARA POGGI. SPERA NELLA REVISIONE DEL PROCESSO: “CI SONO ELEMENTI FORTI A CARICO DI ANDREA SEMPIO. A QUESTO PUNTO, CERTO CHE CI CREDO! SPERO FIN DAL 2007. NON POTEVO ACCETTARE QUELLO CHE STAVA SUCCEDENDO AD ALBERTO. OGGI INCONTRO PERSONE CHE MI FERMANO E MI DICONO: ‘LA POSSO ABBRACCIARE?’. MI AUGURO CHE IL VERO ASSASSINO ABBIA VISSUTO MALE QUESTI ANNI” – ALLA FAMIGLIA POGGI, CHE NON HA SPESO PAROLE TENERE NEI CONFRONTI DEGLI STASI, NON INVIA MESSAGGI: “PREFERISCO DI NO”

Estratto dell’articolo di Massimo Pisa per “la Rerpubblica”

 

Elisabetta Ligabo - madre di Alberto Stasi

Per 19 anni Elisabetta Ligabò ha violato la consegna del riserbo soltanto per rarissimi sfoghi, vivendo in disparte la vicenda giudiziaria di suo figlio. «È quello che continuerò a fare. Ci vorrebbe più silenzio, questo rumore è una cosa mai vista, un caso unico». La incontriamo in un bar del centro, vicino all'ufficio dove Alberto Stasi lavora da quando è in semilibertà, appena prima del rituale incontro familiare del sabato.

 

Signora Elisabetta, come ha vissuto l'ultimo anno, soprattutto i giorni dopo la chiusura indagini?

«Con trepidazione, in attesa di riuscire a venire fuori da questa storia. E con fiducia in questi nuovi inquirenti e investigatori».

 

Elisabetta Ligabo e Alberto Stasi

Avrà letto dei nuovi indizi a carico dell'indagato Andrea Sempio. Rafforzano la sua speranza?

«Sono elementi forti. Sì, a questo punto, certo che ci credo! Spero fin dal 2007. Non potevo accettare quello che stava succedendo ad Alberto. L'ho sempre detto: se solo avessimo avuto, sia io sia mio marito, il minimo sospetto che fosse stato lui, io personalmente lo avrei preso e portato dai carabinieri […]».

 

Eppure ha subito e continua a subire pesanti attacchi.

«Me ne sono accorta, sì. Una cosa vergognosa, dal mio punto di vista. Imbarazzante. Evidentemente non vogliono che si venga a sapere come sono andate le cose».

 

ANDREA SEMPIO

L'opinione pubblica nei confronti di suo figlio Alberto è radicalmente cambiata. Se lo aspettava?

«Ho sempre avuto persone vicino a darmi conforto nei momenti difficili. Ma ho notato questo cambiamento, ho trovato molta solidarietà nelle piccole cose di tutti i giorni, quando esco in paese per le mie commissioni.

 

Incontro persone che mi fermano e mi dicono: la posso abbracciare? Tre giorni fa, sono andata in Comune per il rinnovo della carta d'identità, una persona mai vista mi ha guardato e poi mi ha detto: forza, vedrà che questa volta ce la facciamo. Sono cose che aiutano ad andare avanti».

 

Elisabetta Ligabo e Alberto Stasi

La solidarietà esonda sui social, anche se lei non ha profili, e in tv, anche se la guarda poco?

«Sì, la percepisco e mi arriva. E voglio pubblicamente ringraziare tutte le persone che mi scrivono, che mi mandano pacchi a casa, vorrei rispondere a uno a uno».

 

A Garlasco non si è mai sentita gli occhi del paese addosso?

«Mai uno sguardo. O, quanto meno, non li ho notati. Nessuno dei nostri amici si è allontanato o ha avuto sospetti. Io ho sempre fatto la mia vita tranquilla, preferisco stare in casa e non andare in giro. Ho dovuto occuparmi anche del negozio per sei anni, insieme ai due dipendenti, da quando è venuto a mancare mio marito».

 

elisabetta ligabo alberto stasi rita preda 1

Era il giorno di Natale del 2013, dopo la cancellazione dell'assoluzione di vostro figlio.

«Tasto dolente… Non ci voleva. È stato pesante. Per niente facile. Spero che Nicola sia orgoglioso di me: io ce l'ho messa tutta, ho fatto del mio meglio. In casa, in negozio, a stare vicino ad Alberto. Ma sì, è mancato tantissimo».

 

La condanna ha modificato il rapporto con suo figlio?

«Ci siamo dati forza l'uno con l'altra. Forse Alberto ne ha data più a me, anche se non era fisicamente presente. Piano piano siamo arrivati ad oggi, con la possibilità di vederci e di tornare a frequentarci di più. Vuol dire molto. Ma no, il rapporto non è cambiato, e lui è sempre lo stesso. Certo che la vita ci ha messo a dura prova».

 

ANDREA SEMPIO A ROMA

Cosa ricorda di Chiara Poggi?

«Veniva a casa nostra, anche se non spessissimo. E poi in quella al mare, quando andavano insieme. Erano due ragazzi stupendi. Mi rimane il suo sorriso: sorrideva sempre. Ricordo l'ultima volta che venne a bussare, nel luglio 2007, quando Alberto era già partito per Londra e Chiara venne a prendere dei vestiti da portar su. Aveva una gonnellina rossa e una maglietta bianca.

Sorridente, felice di andare a trovare Alberto. Comunque, Chiara è sempre nei miei pensieri e nelle mie preghiere. E so che lei da lassù ci sta proteggendo».

 

CHIARA POGGI ALBERTO STASI

La famiglia Poggi non ha speso parole tenere nei vostri confronti. Ha un messaggio per loro?

«Preferisco di no».

 

E per la famiglia Sempio, dalle loro lettere alle frasi più recenti?

(Si porta una mano alla bocca, ndr). Capito. Però, se ad uccidere Chiara non è stato suo figlio, c'è un assassino in libertà da 19 anni. Che sia Andrea Sempio o meno.

 

Ha mai pensato a come avrà trascorso questo tempo?

«Mi auguro che lo abbia vissuto male, e io non sono abituata ad augurare il male a nessuno. Ma mi auguro non li abbia passati bene, se ha una coscienza. Speranza che parli? Non so. E per il resto non saprei cosa dirgli».

 

[…]

 

elisabetta ligabo alberto stasi 6

Alberto, una volta, ha detto che crede nella giustizia e nelle persone di buona volontà.

«Ha ragione. Esistono queste persone. Il dottor Napoleone, il dottor Civardi, i loro collaboratori, i carabinieri di Moscova. Stanno lottando con determinazione per far emergere la verità. Persone così non ti fanno perdere la speranza».

 

Da innocente o colpevole, prima o poi Alberto tornerà a casa. Qual è la prima cosa che farete insieme?

«Siamo già andati sulla tomba di mio marito Nicola, la prima volta che mio figlio ha avuto permesso di muoversi. Penso che andremo al cimitero da Chiara».

ANDREA SEMPIO A ROMAElisabetta Ligabo e Alberto StasiElisabetta Ligabo e Alberto Stasi

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