IL "RE DELLE TRUFFE TELEMATICHE", CHEN ZHI, È STATO ESTRADATO IN CINA DALLA CAMBOGIA: IL 37ENNE È STATO INCRIMINATO DAGLI USA PER UNA FRODE MULTIMILIARDARIA CHE HA PORTATO L'FBI A SEQUESTRARE 11 MILIARDI DI DOLLARI IN BITCOIN - A PECHINO, CHEN ZHI RISCHIA LA PENA DI MORTE: SE VENISSE ESTRADATO A SUA VOLTA NEGLI USA, POTREBBE RESTARE IN CARCERE PER 40 ANNI - CHEN USAVA LE VITTIME DI TRATTA DI ESSERI UMANI: LI COSTRINGEVA A COMPIERE FRODI CON CRIPTOVALUTE ATTRAVERSO SCHEMI DI INVESTIMENTO...
(ANSA) - PECHINO, 08 GEN - Il 're' delle truffe telematiche, Chen Zhi, è stato estradato in Cina dalla Cambogia, dopo l'incriminazione decisa dagli Usa per una presunta frode multimiliardaria che ha portato l'Fbi a sequestrare 11 miliardi di dollari in bitcoin. E' quanto ha confermato il ministero della Pubblica sicurezza di Pechino, precisando - in merito ad alcune anticipazioni di stampa - che Chen è stato "scortato" in Cina da Phnom Penh ed elogiando "l'importante risultato centrato nella cooperazione tra di due Paesi e tra le rispettive forze dell'ordine".
Le autorità mandarine emetteranno presto mandati di arresto per "la prima linea di rappresentanti del gruppo criminale di Chen Zhi e arresteranno con forza e determinazione i fuggitivi", ha ammonito la nota, in merito alle sorti del Prince Holding Group di Chen, la cui controllata Prince Bank è finita in liquidazione su iniziativa della Banca nazionale della Cambogia, con la conseguente sospensione "della fornitura di nuovi servizi bancari, tra cui l'accettazione di depositi e l'erogazione di credito".
Ai clienti è consentito di "prelevare denaro normalmente", mentre i mutuatari "devono continuare a rispettare i propri obblighi". Prince Bank, uno dei maggiori conglomerati finanziari del Paese del sudest asiatico che ha operato in oltre 30 Paesi dal 2015 sotto le mentite spoglie di attività immobiliari, servizi finanziari e attività di consumo legittime, è accusato dagli Stati Uniti di aver operato per coprire "una delle più grandi organizzazioni criminali transnazionali dell'Asia".
Chen, nato in Cina 37 anni fa, è stato sanzionato da Washington e Londra a ottobre per aver diretto una presunta frode informatica condotta da centinaia di truffatori infiltrati i in Cambogia. L'uomo d'affari rischierebbe anche la pena di morte in Cina e fino a 40 anni di carcere se condannato negli Stati Uniti per frode telematica e riciclaggio di denaro, con accuse di associazione a delinquere che coinvolgono circa 127.271 bitcoin sequestrati dagli Stati Uniti, per un valore di oltre 11 miliardi di dollari ai prezzi attuali.
I procuratori americani hanno accusato Chen di controllare siti in Cambogia dove lavoratori, vittime di tratta di esseri umani, sono costretti a compiere frodi con criptovalute attraverso schemi di investimento che costruiscono la fiducia nel tempo prima di rubare fondi. In Cambogia, Chen è stato consigliere del premier Hun Manet e di suo padre, l'ex leader Hun Sen: ma la sua nazionalità cambogiana gli è stata revocata a dicembre.




