"RIVEDREMO 70 MILA CASI DI ABUSI" - DOPO LA MORTE DI LYHANNA, 11ENNE FRANCESE UCCISA DA JEROME BARELLA, UN PEDOFILO GIA' DENUNCIATO, IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA GÉRALD DARMANIN ANNUNCIA DI PASSARE AL SETACCIO "L'INSIEME DELLE DENUNCE CHE RIGUARDANO I MINORI" PER EVITARE UN ALTRO CASO DEL GENERE - DARMANIN RICONOSCE LE "GRAVI MANCANZE" DA PARTE DELLA GIUSTIZIA E AVVIA UN'INDAGINE INTERNA - BARELLA ERA SEGNALATO CINQUE VOLTE ALLE FORZE DELL'ORDINE (EPPURE NON È MAI STATO ARRESTATO E PROCESSATO PRIMA D’ORA)
Estratto dell’articolo di Anais Ginori per "la Repubblica"
«Perdonaci per quello che hai vissuto, ti amiamo». Il messaggio dei genitori di Lyhanna è stato letto ieri nel silenzio di Fleurance, il piccolo comune nel sudovest della Francia dove la bambina di 11 anni era stata vista per l'ultima volta il 29 maggio, prima di essere trovata morta tre giorni fa.
Sulle magliette dei familiari c'era scritto «Mai più». Intorno a loro l'intero paese, circa seimila persone, si è stretto nel dolore partecipando alla marcia bianca organizzata in memoria della giovane vittima.
«Oggi siamo una città arrabbiata, una regione arrabbiata, un Paese arrabbiato», ha detto il sindaco di Fleurance, Grégory Bobbato. «La realtà è che Lyhanna è l'ultimo atto di una tragedia che si protrae da troppo tempo, la negazione della voce dei bambini. È un fallimento nella nostra missione più importante come rappresentanti eletti, come nazione».
Jérôme Barella, 41 anni, padre di due figli, conosceva Lyhanna perché era amica di sua figlia. Il presunto killer, ora in carcere, era già stato denunciato più volte per abusi sessuali su minori ma, nonostante la gravità dei sospetti, non era mai stato interrogato dagli inquirenti. «È un dramma che avrebbe potuto essere evitato», ha ammesso il ministro dell'Interno Laurent Nuñez.
Sotto accusa c'è soprattutto il sistema giudiziario. Il Guardasigilli, Gérald Darmanin, ha presentato le sue scuse alla famiglia della vittima «a nome della giustizia», mentre Macron ha parlato di un disfunzionamento «inaccettabile», evocando «responsabilità» che dovranno essere accertate attraverso un'inchiesta amministrativa.
Darmanin ieri ha annunciato una risposta eccezionale per evitare altri drammi come questo. Il ministro ha chiesto ai procuratori generali di riesaminare entro il 14 luglio «l'insieme delle denunce che riguardano i minori», ovvero circa settantamila fascicoli. [...]
Il Guardasigilli ha riconosciuto «gravi mancanze» nel caso di Barella, su cui ora pesano sei denunce, e ha promesso di rendere pubblico il rapporto dell'ispezione, che dovrà indicare «chi sono i responsabili». Darmanin ha parlato anche di possibili sanzioni disciplinari, fino alla destituzione dei magistrati della procura, qualora il caso lo giustificasse.
«Oggi è un immenso fallimento, ma voglio dire ai francesi che c'è un ministro della Giustizia che guida la propria amministrazione e che la riformerà», ha promesso, dovendo però ammettere che le circolari diramate finora per dare priorità alle indagini su crimini pedofili non hanno dato i risultati attesi. [...]



