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SALVINI GIÙ DAL PONTE! – GLI INDAGATI DALLA PROCURA DI ROMA PER CORRUZIONE E RIVELAZIONE DEL SEGRETO D’UFFICIO SUL CASO DEL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA SONO IL MAGISTRATO TOMMASO MIELE, EX PRESIDENTE AGGIUNTO DELLA CORTE DEI CONTI, L'AVVOCATO GIACOMO SACCOMANNO, EX COMMISSARIO DELLA LEGA IN CALABRIA, E L’IMPRENDITORE VINCENZO VIRGOGLIO – SECONDO I PM, I TRE AVREBBERO TENTATO DI INFLUENZARE IL GIUDIZIO DI LEGITTIMITÀ DEI GIUDICI CONTABILI SULL'APPROVAZIONE DEL PROGETTO FORTEMENTE VOLUTO DAL LEADER LEGHISTA. ALL’EX TOGA SAREBBE STATA PROMESSA UNA POLTRONA IN ENTI PUBBLICI O SOCIETÀ PARTECIPATE DOPO LA PENSIONE – E PENSARE CHE, QUANDO LA COMMISSIONE CIPESS BOCCIÒ IL PIANO PER LA REALIZZAZIONE DEL PONTE, LO STESSO SALVINI E MELONI GRIDARONO AL COMPLOTTO – L’INTERCETTAZIONE DI MIELE: “È UNA SITUAZIONE CRITICA, MA SIAMO SUL PEZZO”

PONTE SULLO STRETTO, SI INDAGA PER CORRUZIONE: COINVOLTO ANCHE EX GIUDICE DELLA CORTE DEI CONTI

Estratto dell’articolo di Antonio Fraschilla e Andrea Ossino per https://roma.repubblica.it/

 

Tommaso Miele - ex presidente aggiunto della Corte dei Conti

Una poltrona per il dopo pensione in cambio di informazioni riservate e di un aiuto per superare uno dei passaggi più delicati del progetto del Ponte sullo Stretto.

 

È l'ipotesi sulla quale lavora la procura di Roma, che ha iscritto nel registro degli indagati Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, un imprenditore reggino e un avvocato già componente del consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina Spa.

 

I carabinieri del Ros hanno eseguito una serie di perquisizioni nei confronti dei tre professionisti. L'indagine, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi, ruota attorno al sospetto che gli indagati abbiano tentato di influenzare il giudizio di legittimità della Corte dei Conti sull'approvazione del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.

 

GIACOMO SACCOMANNO

Le accuse contestate, a vario titolo, sono pesanti: corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, corruzione attiva da parte di pubblico ufficiale e rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio.

 

[.]  Pressioni fortissime e promesse di utilità a magistrati contabili per far approvare la delibera Cipess sul ponte sullo Stretto: una delibera dal valore di 13,5 miliardi di euro smontata dalla sezione controllo corte dei conti sugli atti del governo.

 

Allora il ministro Matteo Salvini e la premier Giorgia Meloni gridarono al complotto. Oggi si scopre invece che ci furono pressioni dall'ex componente del cda, prima e dopo la bocciatura della delibera.

 

I PONTI NON TORNANO - MEME BY EMILIANO CARLI

E che ad essere agganciato sarebbe stato anche l'ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Miele, andato in pensione lo scorso febbraio. Pressioni che non hanno raggiunto l'obiettivo: la delibera non è stata mai pubblicata in Gazzetta.

 

[…] Secondo la ricostruzione dei magistrati, l'avvocato Giacomo Saccomanno, 71 anni – ex commissario della Lega in Calabria e uomo di fiducia di Salvini – insieme all'imprenditore Vincenzo Virgoglio, avrebbe cercato di avvicinare il magistrato contabile "al fine di condizionare l'esame della Corte dei Conti in favore della società Stretto di Messina Spa". In cambio della sua disponibilità, i due gli avrebbero promesso il proprio sostegno per ottenere, una volta conclusa la carriera in magistratura, incarichi di prestigio in enti pubblici o società partecipate.

 

Per gli investigatori il giudice avrebbe accettato di mettersi a disposizione dei due interlocutori. Avrebbe fornito aggiornamenti costanti sull'andamento della procedura davanti alla Corte dei Conti, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati e sugli sviluppi della camera di consiglio chiamata a pronunciarsi sul progetto.

 

Tommaso Miele - ex presidente aggiunto della Corte dei Conti

Ma c'è di più. Quando il 29 ottobre 2025 arrivò il parere sfavorevole della Corte, il magistrato, secondo l'accusa, si sarebbe impegnato a predisporre una memoria nell'interesse della società Stretto di Messina Spa da far pervenire al commercialista della stessa società.

 

In cambio avrebbe puntato a un incarico di vertice: la presidenza dell'Autorità Antitrust oppure quella di una società partecipata.

 

L'inchiesta ricostruisce anche altri tentativi di avvicinamento. L'avvocato e l'imprenditore, infatti, avrebbero cercato contatti con ulteriori magistrati ritenuti utili agli interessi legati alla realizzazione dell'opera. L'obiettivo sarebbe stato quello di ottenere informazioni coperte da segreto d'ufficio e notizie riservate sui procedimenti in corso.

 

PIETRO CIUCCI E MATTEO SALVINI

Durante le perquisizioni, i carabinieri del Ros hanno sequestrato computer, telefoni cellulari e altri supporti informatici. Materiale che adesso verrà analizzato dagli investigatori per verificare la consistenza delle accuse e ricostruire la rete di rapporti che, secondo la procura, avrebbe cercato di incidere su uno dei dossier più sensibili e controversi degli ultimi anni.

 

[…]

 

"Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la Società è totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilità a collaborare con le autorità inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto". Lo ha detto l'amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci.

 

matteo salvini con il plastico del ponte sullo stretto di messina

"La società - ha affermato l'ad - prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal governo conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal dl 'Commissari' dell'11 marzo 2026".

 

 

 

 

 

 

 

INCHIESTA PONTE, MIELE INTERCETTATO 'SITUAZIONE CRITICA MA STIAMO SU PEZZO'

TOMMASO MIELE

(ANSA) -  "Ehh... però è una situazione... critica!". È quanto afferma l'ex aggiunto della Corte dei Conti, Tommaso Miele in una intercettazione ambientale citata nelle carte della Procura di Roma in cui si procede anche per corruzione nell'indagine sul Ponte dello Stretto. Per i pm la conversazione "lascia intendere all'interlocutore di avere visionato la documentazione della istruttoria relativa al progetto Ponte".   

 

Miele avrebbe definito la situazione "in salita", pur non ritenendosi preoccupato dall'ultimo rigetto della Corte del 17 novembre, considerato "logica conseguenza del rigetto del 29 ottobre", aggiungendo: "il problema da risolvere è sempre quello...cioè, non cambia una virgola, però se ci scriviamo, ci parliamo, ci vediamo".

 

Gli inquirenti riportano anche il riferimento a un report riservato predisposto sulla vicenda da consegnare ai privati coinvolti: "l'importante che tu dai comunque il report.... che io sto sul pezzo... noi stiamo sul pezzo".  

 

MATTEO SALVINI E IL PLASTICO DEL PONTE SULLO STRETTO

Dagli atti emerge il rapporto tra Miele e l'imprenditore Vincenzo Virgiglio, anch'egli indagato. Secondo l'accusa, il magistrato si sarebbe rivolto all'imprenditore anche per individuare architetti di fiducia per lavori nelle abitazioni dei figli. Sempre secondo l'accusa Miele, prossimo al pensionamento avvenuto nel febbraio 2026, era interessato a ottenere "cariche apicali in organismi di diritto pubblico successivamente al pensionamento".

 

In un'altra conversazione Miele avrebbe parlato delle proprie prospettive future: "quando andrò in pensione ora l'anno nuovo, io dovrei fare il Presidente di non so che ancora... però mi hanno chiesto la disponibilità... io ho sparato alto...c'ho l'imbarazzo della scelta e ti dico la verità... se gli arriva un bell'endorsment... certo che va bene".

BISCOTTI I SALVINY – MEME SUL PONTE SULLO STRETTO MATTEO SALVINI E IL PONTE SULLO STRETTO - MEMEmeme su Matteo Salvini e il ponte sullo strettoGIACOMO SACCOMANNO

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