SALVINI HA REALIZZATO LA SECESSIONE FERROVIARIA – I LAVORI PER LA SOSTITUZIONE DEL CAVALCAVIA “PONTE AL PINO”, ALL’ALTEZZA DI FIRENZE, HANNO SPACCATO IN DUE L’ITALIA DELL’ALTA VELOCITÀ FINO A GIOVEDÌ. PER ANDARE DA ROMA A MILANO SERVONO OLTRE SEI ORE – “IL FOGLIO”: “SALVINI DA DUE GIORNI SI TROVA IN SERBIA MA SCRIVE SU ‘AVVENIRE’ DI SICUREZZA, COME SE PERCORRESSE GIÀ IL BINARIO VIMINALE. E QUESTO PONTE AL PINO CHE OGGI SEPARA L’ITALIA, COME VOLEVA BOSSI, È L’UNICA VERA OPERA PER CUI SALVINI SARÀ RICORDATO. VOLEVA UNIRE MESSINA E REGGIO CALABRIA E DIVIDE, PER LAVORI, MILANO E ROMA”
Estratto dell’articolo di Carmelo Caruso per “Il Foglio”
LAVORI SULLA RETE FERROVIARIA A FIRENZE
“Sfasciati, tossici, puttane, delinquenti, e a volte lasciano la mancia, ringraziano. Il taxi di notte è una carrozza per l’inferno. C’è un degrado… ma lei, alle quattro di mattina, qui, che ci fa?”, chiede l’autista che mi porta alla stazione Termini, sigla Imola 31 […]
Viaggio sulla triste velocità Roma-Milano, nei tre giorni del disagio, così li ha chiamati Salvini, “tre giorni per avere l’alta velocità per trent’anni”, tre giorni che dividono l’Italia, per questo Ponte al Pino da sostituire, a Firenze, ferro marcio e malandato, l’ingegneria dai capelli bianchi. […]
LO CHIAMAVANO TRENITA - MEME SU MATTEO SALVINI E I TRENI
Sembra di essere tornati al Covid, all’Italia chiusa del 2020, silenzio e vuoto: clandestini con il biglietto.
E’ vuota la banchina di Ladispoli, vuota a Campiglia Marittima, vuota a Empoli. Solo vuoto e sonno.
[…] Gli dico che provo ad andare a Milano a bassa velocità, come se ci fosse il mare mosso, percorrendo la Tirrenica, lì dove la velocità scende da 320 chilometri orari a trenta, così come piace ai sindaci, slow: niente armi, niente difesa, niente, ma solo il sogno dell’Italia a mulo, pulita e lenta.
Da settimane sia Italo sia Trenitalia non emettono biglietti, esauriti. Ne riemergono, a volte, come dal mare, come reperti di civiltà sepolte e riemergono a intervalli irregolari, perché l’algoritmo misura anche la speranza: per uno che rinuncia al viaggio, c’è un altro che lo sostituisce. […]
Giocando con il portale di Italo, come con le slot-machine, trovo il biglietto di chi ha rinunciato, alle 5 di mattina, Roma-Milano, sei ore e quindici previste, salvo rallentamenti, con fermate a Firenze, Bologna, Reggio Emilia.
E’ il solo modo per raggiungere Milano, altrimenti resta il treno notturno che ha scelto Lia Quartapelle, parlamentare riformista, del Pd, che scrive, da Milano: “E’ una specie di Erasmus. C’è chi da Roma va a Catania, e poi da Catania prende il volo per Milano”.
MATTEO SALVINI COME IL TRENINO THOMAS - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA
Mi accorgo solo adesso che l’Italia chiusa per tre giorni è stata travolta dalle offese di Trump a Meloni, dal vertice di Ankara, dalla bomba di Lavitola a Ranucci, ma difeso da Ranucci perché suo vecchio amico.
Sul binario tronco è finita anche la polemica sui treni perché il governo Meloni, come le stagioni, si avvicina al capolinea, e anche Salvini è da sollevare con la gru dalla segreteria della Lega. Da due giorni si trova in Serbia ma scrive su Avvenire di sicurezza, come se percorresse già il binario Viminale, e nei ritagli lancia ancora corridoi, la Trieste-Belgrado, perché per Salvini le opere sono tunnel, nient’altro che scappatoie per evadere l’ordinario.
RIMOZIONE PONTE AL PINO A FIRENZE - STOP AI TRENI
Questa volta non ci sono tabelloni che piangono ritardi: più 80 minuti, più 120… E’ la solita Termini, il sottosuolo dei perduti della terra, che viaggiano sul posto, e accanto a loro ci sono vigilantes, militari per una volta felici.
Ho come l’impressione che vorrebbero benedire questo ponte marcio, Ponte al Pino, questa gru che Salvini si vanta di aver trasportato dall’altra parte del mondo, felici di non smistare corpi e dolori. Sono una manciata di treni, quasi tutti pieni di stranieri, viaggiatori che hanno prenotato quando a Londra c’era ancora Starmer premier. [...]
LAVORI DI MANUTENZIONE SULLA RETE FERROVIARIA
Si sente una ninna nanna, il lungo russare della carrozza Roma-Milano, sei ore di improvvise soste e ripartenze, la bassa velocità come la dormita nazionale. Sono tre giorni che forse valgono davvero trent’anni, che non verranno ricordati per la gru ma per queste mani alzate in biglietteria a Milano, la resa, “nessun biglietto”, per la cacciata dell’ad di Ferrovie, per Salvini all’estero.
Non c’è la febbre del costruire e del riparare ma solo il ponte come castigo italiano: immaginato a Messina, saltato con Trump. Non c’è la grandezza di Nietzsche, il ponte come scopo, ma solo la manutenzione rimandata e “l’arrangiatevi”, la strada. E’ questo Ponte al Pino che oggi separa l’Italia, come voleva Bossi, l’unica vera opera per cui Salvini sarà ricordato. Voleva unire Messina e Reggio Calabria e divide, per lavori, Milano e Roma. La secessione l’ha fatta il binario.
MATTEO SALVINI IN TRENO
RIMOZIONE PONTE FERROVIARIO AL PINO A FIRENZE - STOP AI TRENI
