villa putin gelendzhik lanfranco cirillo

SAPETE CHI HA COSTRUITO LA REGGIA DI PUTIN SUL MAR NERO? L’ITALIANO LANFRANCO CIRILLO, 61 ANNI, FINITO NEL VIDEO DI NAVALNY: L'OPPOSITORE SOSTIENE CHE LO ZAR COMPRÒ IL SILENZIO DELL’ARCHITETTO CON 4 VILLE NELLE VICINANZE - “NESSUNO MI HA MAI REGALATO NULLA. LE CASE DI CUI PARLA LE HO DISEGNATE MA NON SONO MAI STATE MIE. PUTIN NON L'HO MAI INCONTRATO LÌ. IO PAGATO CON FONDI DESTINATI ALLA SANITÀ? A QUANTO SO LA SOCIETÀ MEDICALE A CUI FANNO RIFERIMENTO È PRIVATA, NON VEDO ILLECITI” – “NON È ISPIRATA A VILLA CERTOSA, MA…”

Paolo G. Brera per “La Repubblica”

 

la villa di putin a gelendzhik 4

Parla Cirillo, architetto del palazzo sul Mar Nero al centro dell'inchiesta di Navalnyj di Paolo G. Brera «Quel palazzo è un'eccellenza italiana, e ne sono orgoglioso». Lanfranco Cirillo, 61 anni, l'architetto bresciano che secondo un'inchiesta della Fondazione anti-corruzione di Navalnyj ha costruito la villa faraonica «di Putin» sul mar Nero, arredata con mobili delle più esclusive aziende italiane e ispirata a Villa Certosa di Berlusconi, è in partenza per l'Africa: «Vado per la mia fondazione sul clima».

 

lanfranco cirillo 5

Da qualche anno vive a Dubai: «Combatto per la difesa degli Oceani, ho finanziato laboratori scientifici al Polo. Facevo una vita da matti, poi un giorno arrivi a casa e trovi tua figlia con metastasi dappertutto. Ho detto basta, me ne vado. Hanno cercato di trattenermi, C'era anche il capo della sicurezza del Cremlino. Ho detto: se non capite cosa sia la famiglia non mi interessa più lavorare con voi».

 

BERLUSCONI E PUTIN A VILLA CERTOSA NEL 2003

Per la villa sul mar Nero vi siete ispirati a Villa Certosa?

«Ma no, sono molto diverse per dimensioni e stile. Villa Certosa è francese mediterraneo, il palazzo di Gelendzhik neoclassico. Solo l'anfiteatro può ricordare Villa Certosa. Ma l'uscita a mare l'abbiamo fatta prima noi! E la pole dance è un'invenzione: nella ricostruzione le pareti sono di colore diverso e le finiture non corrispondono».

 

È stato Putin a volere il palazzo fatto così? Lei con chi trattava?

«Io non ho fatto la casa per il presidente. Ero commissionato da una società moscovita, Stroi Gas Consulting Ltd. Avevo altri interlocutori e contratto regolare, e mi hanno pagato. Putin non l'ho mai incontrato lì, e non ho mai discusso con lui di quel progetto».

la villa di putin a gelendzhik 2

 

È stato pagato con fondi destinati alla sanità?

«A quanto so la società medicale a cui fanno riferimento è privata, non vedo illeciti. Non faccio politica né il finanziere, non ho informazioni sulla provenienza dei soldi: le persone che ne discutono fanno guerra tra loro».

 

Nelle intercettazioni c'è anche lei e la sua società Medea.

«Dico che devono pagare i mobili che ho ordinato. Medea non è mia, penso fosse una società ponte per far arrivare i soldi in Italia. Tutto legale, sono cittadino italiano».

lanfranco cirillo 4

 

E russo.

«Sì, un onore concessomi da Putin. Se avessi fatto cose illegali la giustizia italiana me lo avrebbe contestato, no? Ho fatto il mio mestiere, portando l'immagine del nostro Paese in Russia al più alto livello».

 

Navalnyj dice che Putin comprò il suo silenzio con una delle 4 ville nelle vicinanze. È vero?

«Nessuno mi ha mai regalato nulla. Le case di cui parla le ho disegnate ma non sono mai state mie. Villette a schiera di 400 mq l'una con entrata e portico, 3 camere, soggiorno, 4 terrazze, tre bagni e una camera al piano di sopra. Belle, ma non regge. Sono andate a persone vicine a Putin, e sono partite le polemiche».

la villa di putin a gelendzhik 7

 

Putin era contento del palazzo? Ci va, l'ha venduto?

«Non ne ho idea, ma la casa è molto bella: abbiamo portato centinaia di camion dall'Italia dando lavoro a aziende, falegnami, decoratori, parchettisti. Ha 90 colonne, marmi spettacolari, piscina e Spa; un home theatre molto grande, passeggiata e parco con migliaia di cipressi e piante aromatiche italiane. Ha 12 stanze da letto, un'orangerie di 800 mq, serre per le piante d'inverno, l'anfiteatro in travertino romano... Ne sono orgoglioso».

la villa di putin a gelendzhik 6villa certosa berlusconiberlusconi e putin a villa certosaVILLA CERTOSA IN SARDEGNAvladimir putin lanfranco cirillo 3 lanfranco cirillovilla certosa berlusconivladimir putin lanfranco cirillo 2la villa di putin a gelendzhik 4la villa lanfranco cirillo 6BERLUSCONI PUTIN VILLA CERTOSAla villa di putin a gelendzhik 1la villa di putin a gelendzhik 10la villa di putin a gelendzhik 11la villa di putin a gelendzhik 12la villa di putin a gelendzhik 2la villa di putin a gelendzhik 3la villa di putin a gelendzhik 4la villa di putin a gelendzhik 6la villa di putin a gelendzhik 7la villa di putin a gelendzhik 8la villa di putin a gelendzhik 9la villa di putin a gelendzhik 1la villa di putin a gelendzhik 2la villa di putin a gelendzhik 3la villa di putin a gelendzhik 5

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?