giorgia meloni chiara ferragni

SAPETE QUALI SONO LE CATEGORIE DI CUI GLI ITALIANI SI FIDANO MENO? I POLITICI E GLI INFLUENCER (E IN ALCUNI CASI LE DUE ATTIVITA’ SONO SOVRAPPONIBILI) – SECONDO IL “GLOBAL TRUSTWORTHINESS INDEX 2026”, I PIU’ “AFFIDABILI” SONO SCIENZIATI, MEDICI E INSEGNANTI – NELLA CATEGORIA “AZZECCAGARBUGLI”, I SONDAGGISTI PIACCIONO PIU’ DEGLI AVVOCATI – I GIORNALISTI SONO CONSIDERATI PIU’ ATTENDIBILI DEI CONDUTTORI DEI TELEGIORNALI – META’ CLASSIFICA PER I SACERDOTI, GIUDICATI COMUNQUE MIGLIORI DEI BANCHIERI…

Estratto dell’articolo di Andrea Scavo* per il “Corriere della Sera”

*Direttore Public Affairs – Ipsos Doxa

 

CATEGORIE PROFESSIONALI GIUDICATE PIU AFFIDABILI - GLOBAL TRUSTWORTHINESS INDEX 2026

Gli italiani non si fidano dei politici, non è certo una novità. Lo è però forse il fatto che questa sfiducia non rappresenti affatto un’anomalia nazionale. Siamo in buona compagnia: se in Italia il 65% considera «inaffidabili» i politici (e solo il 12% li ritiene «affidabili»), in Germania, Regno Unito e Stati Uniti siamo al 67%, in Francia si arriva al 72%, in Spagna al 75%. In Romania addirittura all’83%. La crisi della rappresentanza, insomma, non è un’esclusiva nazionale: i politici sono in assoluto la categoria meno affidabile per i cittadini in quasi tutto il mondo. Lo dice una ricerca globale di Ipsos sulla fiducia nelle categorie professionali, condotta in 31 paesi a giugno e pubblicata ieri.

 

Secondo il «Global trustworthiness index 2026», però, c’è una categoria che in alcuni paesi riesce a fare persino peggio: gli influencer. In Italia ne diffida il 66%, mentre solo il 13% li considera affidabili. Se la sfiducia verso la classe politica mina i meccanismi della rappresentanza, anche il mondo della comunicazione non gode quindi di grande salute.

 

In fondo alla classifica di affidabilità troviamo (oltre ai ministri con il 15%) i pubblicitari (15%) e la new entry di questa edizione dell’indagine Ipsos: i chatbot, gli assistenti virtuali basati sull’intelligenza artificiale come ChatGpt o Claude. Solo il 20% degli italiani li considera affidabili. Va un po’ meglio per i giornalisti: 23% (e 22% per i conduttori dei telegiornali), sullo stesso livello di imprenditori e funzionari governativi (22%), banchieri e sacerdoti (23%).

 

influencer

All’estremo opposto medici, scienziati e insegnanti: sono le tre categorie più affidabili ovunque. Nel nostro Paese si fida dei medici il 61% dei cittadini, degli scienziati il 64% (+8%). Rispettivamente 3 e 7 punti sopra la media globale, e in crescita rispettivamente di 2 e di 8 punti rispetto al dato italiano registrato nel 2024.

 

La fiducia nei medici è in realtà è inferiore di cinque punti rispetto al picco del 2021, raggiunto nel pieno della pandemia, ma si tratta di un ritorno alla normalità con il dato che si riallinea ai valori del 2018 e 2019. Superato il momentum legato al Covid, il capitale di credibilità della professione rimane quindi solido.

GIORGIA MELONI

 

Riscuotono buoni livelli di fiducia tra gli italiani anche le forze armate e quelle di polizia: 40% nel primo caso (in linea con la media globale), 42% nel secondo (ben 6 punti in più rispetto alla media). Sembra quindi che gli italiani siano innanzitutto alla ricerca di certezze e di stabilità: ci si affida alle competenze scientifiche e alla tutela dell’ordine, mentre il mondo della politica e le nuove forme di comunicazione faticano a rendersi credibili.

 

Soprattutto, però, gli italiani sembrano fidarsi poco gli uni degli altri. Si fida delle «persone comuni» soltanto il 29%, contro il 34% mondiale (e in calo di ben 6 punti rispetto al 2024). È forse questo il dato più profondo e allarmante: la diffidenza cresce e non riguarda soltanto le élite ma attraversa anche le relazioni interpersonali e la società nel suo insieme.

chiara ferragni

 

Una piccola eccezione confortante riguarda infine i sondaggisti: gode della loro fiducia il 30% degli italiani, quattro punti più della media globale, mentre solo il 27% li considera inaffidabili. In tempi di sfiducia generalizzata, per chi misura l’opinione pubblica non è affatto un cattivo risultato.

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)