elon musk dario amodei sam altman intelligenza artificiale rischi pericoli apocalisse fine del mondo

NEVER SAY GOODB-AI – MA SE DARIO AMODEI, SAM ALTMAN ED ELON MUSK SONO COSI’ PREOCCUPATI PER LO SVILUPPO FUORI CONTROLLO DELL’IA, CHE POTREBBE “STERMINARE L’UMANITÀ”, PERCHÉ NON “STACCANO LA SPINA” ALLA TECNOLOGIA? – LA RISPOSTA È SEMPLICE: NON POSSONO…OPPURE NON VOGLIONO – I MOTIVI SONO SOPRATTUTTO ECONOMICI E GEOPOLITICI, TRA IL TIMORE DI PERDERE IL PRIMATO IN FAVORE DI UN COMPETITOR O DELLA CINA, CENTINAIA DI MILIARDI DI DOLLARI IN INVESTIMENTI RICEVUTI, LA CONVINZIONE CHE L’IA POSSA ESSERE UNA NUOVA “RIVOLUZIONE INDUSTRIALE”, MA ANCHE…

Estratto dell’articolo di Federico Ferrazza per “la Repubblica”

 

SAM ALTMAN DARIO AMODEI

C'è un aspetto curioso di questa narrazione apocalittica dell'intelligenza artificiale. E cioè che chi ha creato il problema e ci ricorda che le sue tecnologie potrebbero mettere fine all'umanità, ora vuole pure risolvere il problema: "Avete fatto male a fidarvi di noi, ma ora fatelo". È questo il senso dell'appello di sabato del fondatore di Anthropic, Dario Amodei. Un messaggio subito sottoscritto da Sam Altman di OpenAI e Elon Musk di xAI.

 

Ma la domanda più semplice a cui non stanno rispondendo le Big Tech dell'intelligenza artificiale è: se l'IA è così pericolosa per l'umanità, perché non vi fermate invece di parlare e scrivere lettere accorate da mesi? A guardare i fatti, la risposta è altrettanto semplice: non vogliono. Lo provano i continui rilasci di modelli sempre più potenti. […]

 

Allora perché mostrarsi così interessati alle sorti del genere umano e poi non fare nulla? Sono sei le ragioni, molto concrete e poco ideali, che lo spiegano.

SAM ALTMAN ELON MUSK

 

1. Le Big Tech non competono per vendere un prodotto, lo fanno per non perdere un primato. Come ci insegna la storia dell'economia digitale, infatti, non c'è mai spazio per troppi concorrenti. Il più bravo o forte si prende tutto. […] Se Google rallenta, quindi, Microsoft può accelerare. Se OpenAI si ferma, Anthropic può continuare. Se le aziende americane si prendono una pausa, quelle cinesi non lo fanno. […]

 

2. La corsa all'IA non è più una scommessa da qualche miliardo di dollari. È diventata una gigantesca infrastruttura industriale: data center, chip, energia, cloud, assunzioni, acquisizioni, ricerca. […] Un'azienda che ha costruito enormi capacità di calcolo e ha speso decine di miliardi nello sviluppo dei modelli non può semplicemente dire: "Forse ora è meglio fermarsi". […]

PERICOLI DELL INTELLIGENZA ARTIFICIALE

 

3. Gli Usa non vedono l'IA soltanto come un mercato. La considerano giustamente una tecnologia strategica, come lo sono stati in passato il nucleare o lo Spazio. La competizione con la Cina rende molto difficile immaginare uno stop unilaterale. E questo produce una situazione paradossale: le aziende possono chiedere regole più severe, ma contemporaneamente hanno incentivi enormi a continuare a correre.

 

4. Quando emerge un problema — errori, sicurezza, cyberattacchi, uso improprio — la risposta dell'industria raramente è: fermiamoci. È: costruiamo un modello migliore. […]

 

5. […] Le aziende — e gli investitori — vedono la possibilità che l'IA diventi una tecnologia capace di modificare produttività, ricerca scientifica, medicina, industria e servizi. Tutto, insomma. Oggi non sanno se stanno costruendo una nuova Internet, una nuova elettricità o una nuova rivoluzione industriale. Ma proprio perché non lo sanno, nessuno vuole davvero essere quello che si ferma prima di scoprirlo.

 

PERICOLI DELL INTELLIGENZA ARTIFICIALE

6. Infine, c'è una ragione che negli ultimi mesi sta preoccupando, e non poco, le aziende americane. I modelli cinesi sono un po' meno performanti ma costano decisamente di meno. Risultato? Si stanno diffondendo rapidamente, anche negli Usa. […]

PERICOLI DELL INTELLIGENZA ARTIFICIALE

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