selvaggia lucarelli crepacuore

“STO DIVENTANDO QUELLO CHE VOLEVO COMBATTERE” – SELVAGGIA LUCARELLI SI METTE A NUDO NEL SUO ROMANZO “CREPACUORE”, UNA LUNGA SEDUTA DI AUTOANALISI DOPO ESSERE FINITA NELLA TRAPPOLA DI UN NARCISISTA MANIPOLATORE: “AVEVO FAME DI AMORE PER COLMARE UN VUOTO CHE MI AVEVA FATTO REGREDIRE. LA ZAVORRA DEL PASSATO FAMIGLIARE C'È, MA NON VOGLIO SOVRACCARICARE DI RESPONSABILITÀ IL PASSATO. MIA MADRE AVEVA AMBIZIONI, INVECE SI È PERSA IN UN AMORE TOTALIZZANTE. VOLEVO RISCATTARLA, HO SEGUITO ANCHE I SUOI SOGNI, MA…”

Lorenzo Cresci per "la Stampa"

 

selvaggia lucarelli

Parafrasando Nada, l'amore disperato di Selvaggia Lucarelli inizia proprio quando incontra un angelo caduto dal cielo.

«Sono storie che partono con un love bombing, con attenzioni e promesse, con dichiarazioni e impegni».

 

E come si è sentita in quel momento, signora Lucarelli?

«Invasa dalla sensazione di un amore totalizzante, salvo scoprire che non era così».

 

E com' era, com'è stato?

«Un trailer che non prevede la proiezione di un film. Assomiglia alla dipendenza da una sostanza stupefacente, perché sei come il tossicodipendente che cerca di tornare all'inizio e trovare piacere, ma invece sei solo una vittima di quello che chiamo sortilegio».

crepacuore selvaggia lucarelli

 

Selvaggia Lucarelli, 47 anni, giornalista e scrittrice, non usa troppi giri di parole e si racconta. Una lunga seduta di autoanalisi, un romanzo - Crepacuore, scritto per Rizzoli - per descrivere che cosa significhi per una donna finire nella trappola di un narcisista, di un manipolatore. Di un uomo che ti fa fare cose senza apparentemente imporle.

 

Riprendiamo il discorso: l'errore che non si perdona?

«Il fatto che non avevo voglia di innamorarmi in quella fase della mia vita, ma avevo fame di amore per colmare un vuoto che mi aveva fatto regredire».

 

All'adolescenza?

«Magari. Io sono tornata all'età infantile. Io mi sono aggrappata ai pantaloni di quest' uomo perché non mi lasciasse, come si fa da bambini con la mamma».

 

selvaggia lucarelli 1

Ha citato la mamma. Possiamo aprire una parentesi su di lei, visto che ne ha recentemente parlato?

«Mia madre ha l'Alzheimer, più che il presente ora posso vivere del ricordo di lei».

 

E che ricordo ne ha?

«Aveva ambizioni, da ragazza. Diceva di voler diventare come l'inventore della Ford (Henry Ford, ndr) e lasciare il segno. Invece si è persa in un amore totalizzante. Volevo riscattarla, ho seguito anche i suoi sogni, ma nella sfera sentimentale sono finita come lei, almeno dal punto di vista dello schema relazionale».

 

Signora Lucarelli, mi perdoni: lei sta mettendo a nudo molto di sé. Non si sentirà già nel momento di tirare il bilancio della vita?

selvaggia lucarelli lorenzo biagiarelli foto di bacco (2)

«Mah, forse sì. Sono nel momento in cui come tante persone inizio a guardarmi indietro e sposto lo sguardo. Fino a una certa età viviamo di sogni e ambizioni e siamo proiettati sull'orizzonte. Poi, come me, arrivi a essere genitore del tuo genitore, qualche traguardo professionale lo hai raggiunto, nel mio caso ho un figlio ormai grande e allora quando capisci che il cordone ombelicale ormai è staccato, beh, allora ti butti sugli animali domestici come ho fatto io con il gatto».

 

Ma, alla fine, è contenta?

«Oddio, uso una frase di Star Wars, per dire che "sto diventando quello che volevo combattere"».

 

selvaggia lucarelli foto di bacco (7)

Colpa dell'infanzia, come ci racconta spesso la psicanalisi?

«Sicuramente la zavorra del passato famigliare c'è, ma non voglio sovraccaricare di responsabilità il passato. In fondo il passato non è destino. Però è interessante scavare e può aiutare a decodificare errori e momenti di ostinazione».

 

Torniamo agli amori sbagliati: il manipolatore è sempre uomo?

«Nella maggior parte dei casi sì, culturalmente la donna è più facilmente vittima, ma attenzione: è una questione che va oltre le classi sociali o geografiche».

 

selvaggia lucarelli foto di bacco (1)

E quando a manipolare è una donna?

«Il finale è lo stesso: nel mio podcast, che ha preceduto il libro, ho parlato di un uomo vittima di dipendenza affettiva. Ha avuto una relazione pressoché virtuale, durata dieci anni e in quel tempo avrà visto sì e no cinque volte la donna di cui era innamorato. Lei lo irretiva e lo manipolava. Si è licenziato dal lavoro, ha perso tutto, ha finito per vivere come un clochard, in un container, mangiando minestrone surgelato a cubetti, perché non aveva nulla neppure per riscaldarlo».

 

Tremendo. C'è un lieto fine?

«Sì, ha avuto la forza di riscattarsi».

E lei?

selvaggia lucarelli

«Pure».

Come?

«Guardi, la persona giusta non la incontri per caso. Prima parlavo di colmare un vuoto, ecco, il vuoto è un virus silente, che non lo cancelli, ma puoi disinnescarlo se ti trovi ad avere una personalità definita e indipendente. Se sei già ricca, arriva anche la storia d'amore».

 

Ora si sente completa?

«Rido, mi scusi, perché dieci anni fa il mio attuale compagno (lo chef Lorenzo Biagiarelli, ndr) non lo avrei neanche guardato».

selvaggia lucarelli

 

Perché?

«Perché è troppo risolto. E io non sarei stata pronta con un uomo così. Oggi sì».

 

Ha paura di ritrovarsi di fronte un manipolatore?

«Ci potrei anche inciampare, ma oggi non avrebbe presa».

 

Il messaggio del suo libro?

«Nessuna autoassoluzione. Serve a spostare lo sguardo».

 

Spostiamo lo sguardo assieme sull'attualità e il Covid: dopo aver visto arti in silicone da vaccinare, che cosa le fa più paura?

«Il braccio in silicone penso non sia troppo indicativo, è quasi folklore. Però, attenzione, racconta la follia del singolo. I No vax sono tanti e la frangia estrema sta alzando l'asticella del livore. Allora non posso escludere che tra loro si nasconda un Luca Traini pronto a sparare o un Massimo Tartaglia a lanciare oggetti come fece con Berlusconi».

SELVAGGIA LUCARELLI

 

Lei in piazza è stata aggredita, quindi sta dicendo che teme un gesto dimostrativo?

«Sì, mi spaventa quell'idea. In piazza ho visto gente che non sta bene. Mi spaventano loro, mi spaventa la loro lista di proscrizione e non mi fa piacere essere lì dentro. No, non sono tranquilla».

 

E come si comporta nella quotidianità?

«A cena in un ristorante sono nervosa se vedo tavoli troppo attaccati o camerieri senza mascherina».

 

E in famiglia?

«Non me ne parli».

 

Ne parliamo?

selvaggia lucarelli alla manifestazione no vax

«Ci sono famigliari che non si sono vaccinati. Mi dispiace perché vedo rapporti che si alterano per posizioni diverse. Mi imbarazza un po' ed è un peccato ridurre gli incontri o fare un pranzo per pochi».

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