gilberto pichetto fratin giorgia meloni nucleare

QUI SI FA LA SCORIA! LA CRISI DEL GOLFO PERSICO HA MESSO A NUDO LA FRAGILITÀ ITALIANA SULL’ENERGIA: PAGHIAMO LE BOLLETTE PIÙ CARE D’EUROPA E ORA IL VETO SUL NUCLEARE, IMPOSTO CON UN REFERENDUM “SENTIMENTALE” UN ANNO DOPO LA TRAGEDIA DI CHERNOBYL, VIENE MESSO IN DISCUSSIONE – IL GOVERNO ACCELERA: LA CAMERA HA APPROVATO IL DDL DELEGA SL NUCLEARE, E ORA SI PASSA AL SENATO. MA I TEMPI SONO LUNGHI: I MINI REATTORI SMR NON SARANNO DISPONIBILI FINO AL 2030, E QUELLI DI QUARTA NEL 2032 – I CITTADINI SONO PRONTI: IL 59% È FAVOREVOLE (FINCHÉ IL REATTORE NON GLI ARRIVA SOTTO CASA)

1 - DIECI ANNI PER LA PRIMA CENTRALE, RESTA IL REBUS DEI RIFIUTI RADIOATTIVI

Estratto dell’articolo di Massimo Ferraro per “la Repubblica”

 

gilberto pichetto fratin

ORA SERVE IL VIA LIBERA DEL SENATO POSSIBILE UN NUOVO REFERENDUM

Con 155 voti a favore, 86, contrari e 8 astenuti la Camera ha approvato il disegno di legge delega del governo sul nucleare, varato dal Consiglio dei ministri il 2 febbraio 2025. Ora il testo passerà al Senato per il via libera definitivo, poi l'esecutivo avrà 12 mesi di tempo per emanare i decreti attuativi.

 

Per il ministro Pichetto Fratin l'iter in Parlamento si concluderà entro l'estate e gli ulteriori provvedimenti legislativi verranno presentati già prima di Natale. Gli ambiti di intervento sono la produzione di energia da fonte nucleare sostenibile, la ricerca sulla fusione e la gestione dei rifiuti radioattivi.

 

In Italia si torna quindi a parlare di energia nucleare dopo il referendum del 1987 che ha messo fuori gioco le norme sulla costruzione delle centrali e quello del 2011 che bocciò l'allora nuovo piano strategico dell'energia. Non è da escludere che anche in questa occasione l'ipotesi di ritorno all'atomo venga sottoposta al voto popolare.

 

IL GOVERNO PUNTA SUGLI SMR POSSONO COSTARE FINO A 3 MILIARDI

MINI REATTORI NUCLEARI

Il governo vuole puntare sui reattori di terza generazione avanzata, gli Small Modular Reactor, o Smr. Sono piccoli reattori tradizionali a fissione, raffreddati ad acqua, costruiti in fabbrica in moduli separati, e poi installati da soli o in batteria in una centrale. Ogni modulo produce dai 100 ai 400 Megawatt.

 

Lo scorso anno è stato affidato a Nuclitalia, una newco con Enel (51%), Ansaldo Energia (39%) e Leonardo (10%), l'incarico di studiare le tecnologie più avanzate e analizzare le opportunità di mercato nel settore, con un focus proprio sugli Smr.

 

energia nucleare

Sui costi, il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi lo scorso anno alla Camera ha citato l'analisi della Agenzia Internazionale dell'Energia che stima circa 10mila dollari per kilowatt per i primi impianti in Europa. Per un solo Smr da 300 Megawatt si va da 1,2 a 3 miliardi di dollari. Secondo il governo ne serviranno una ventina per soddisfare il 10% del fabbisogno elettrico nazionale entro il 2050.

 

[...]

 

Non sono pochi gli ostacoli all'attuazione del piano. La disponibilità di una filiera di Smr in Europa è attesa a partire dal 2030, per ora di piccoli reattori modulari ne esistono solo alcuni prototipi in Cina e Russia, mentre un modello statunitense è in costruzione in Canada.

 

centrali nucleari in francia

I reattori di quarta generazione, o Amr, sono solo progetti su carta e la società Newcleo (francese ma a guida italiana) conta di far funzionare il primo nel 2032. Secondo il ministro Pichetto Fratin, la prima produzione di energia da fissione nucleare in Italia avverrà «dal 2034-2035», poco meno di dieci anni. [...]

 

AFFIDATA AI COMUNI LA SCELTA DEI SITI E LA CONSERVAZIONE DELLE SCORIE

C'è poi il tema della posizione, forse il più spinoso. Dove sistemare i reattori? E dove conservare le scorie? Un emendamento al testo alla Camera ha inserito un elemento di novità, la candidatura spontanea dei Comuni interessati o ospitare il sito di produzione e stoccaggio.

 

L'iter prevede che gli enti locali manifestino la loro disponibilità presentando domanda per accogliere sia i depositi temporanei sia i depositi definitivi delle scorie nucleari. Per il ministro, la possibilità di autocandidarsi «conferma la volontà di sviluppare un percorso trasparente, partecipato e orientato alle competenze industriali del Paese». Ma già la precedente normativa prevedeva la possibilità per i Comuni di farsi avanti per ospitare le scorie nel proprio territorio, e fu un fiasco.

 

MINI REATTORI NUCLEARI

D'altra parte, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini assicura che molte aziende sono pronte a ospitare gli Smr. La decisione spetterebbe però agli enti locali, con l'evidente priorità per gli amministratori di non perdere il consenso del territorio.

 

2 - ENERGIA DALLA FISSIONE, IL 59 PER CENTO È FAVOREVOLE

Estratto dell’articolo di Fausta Chiesa per il “Corriere della Sera”

 

Gli italiani non hanno più paura del nucleare civile. Il 59,1% della popolazione adulta — emerge dalla «Analisi sul gradimento per la reintroduzione del nucleare in Italia» effettuata il 28 maggio da Futuri Probabili, associazione presieduta da Luciano Violante, su un campione di 350 mila adulti — è favorevole agli Smr (Small modular reactor), i reattori di piccola taglia su cui punta l’Italia. E il 67% preferisce il nucleare al gas da affiancare alle rinnovabili.

 

LA CENTRALE NUCLEARE DI CHERNOBYL

Il sondaggio dice dunque che l’opinione pubblica è pronta. E, per entrare più nel dettaglio, lo sono soprattutto le fasce più istruite (il 66,5% di chi ha un parere positivo ha una laurea o post-laurea) e chi vive nel Nord-Ovest. Ma è l’età dei maggiori sostenitori – la fascia tra i 18 e i 34 anni è al 75% favorevole – a confermare che le giovani generazioni sono «più neutre» nei confronti delle tecnologie per la decarbonizzazione.

 

Dunque, se si votasse per un referendum l’esito potrebbe essere diverso da quello dei due voti popolari che il nostro Paese ha già affrontato. Il primo nel 1987, in seguito alla tragedia di Chernobyl il 26 aprile 1986, portò alla chiusura delle quattro centrali attive di Trino Vercellese, Caorso (Piacenza), Latina e Garigliano (Caserta) che l’Italia aveva inaugurato negli Anni 60.

FUSIONE NUCLEARE

 

Il secondo sul tentativo nel 2009 dell’allora premier Silvio Berlusconi di riavviare il programma nucleare. L’11 marzo del 2011 in Giappone un maremoto causò un incidente alla centrale nucleare di Fukushima. L’esito del referendum di giugno bloccò tutto. [...]

La centrale di Chernobyl nel 1986Bandiere segnalano radioattivita a Chernobyl

 

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