adamo massa rapina rom ucciso

UN GRUPPO DI 200 ROM HANNO ASSALTATO L'OSPEDALE DI MAGENTA DOPO CHE UN LORO AMICO, ADAMO MASSA, E' STATO UCCISO DURANTE UNA RAPINA IN UN APPARTAMENTO - IL 37ENNE E' STATO ACCOLTELLATO DAL PROPRIETARIO DI CASA, IL 33ENNE JONATHAN MARIA RIVOLTA CHE, DOPO AVER INCASSATO UNA SERIE DI PUGNI, HA FERITO A MORTE MASSA CHE, INSIEME A UN COMPLICE, SI ERA INTRUFOLATO IN CASA SUA AL MATTINO - DOPO LA COLLUTTAZIONE, I CRIMINALI SONO SCAPPATI IN AUTO: MASSA, IN FIN DI VITA, E' STATO LASCIATO DAVANTI AL PRONTO SOCCORSO MA E' POI DECEDUTO - SUCCESSIVAMENTE LA STRUTTURA OSPEDALIERA E' STATA ASSALTATA DAI ROM FURIOSI DELLA PERIFERIA DI TORINO - IL CASO DIVENTA POLITICO: LEGA E FRATELLI D'ITALIA CORRONO IN DIFESA DEL 33ENNE CHE HA UCCISO IL LADRO...

1 - ACCOLTELLATO DAL PADRONE DI CASA BANDITO MORTO NELLA RAPINA IN VILLA

Estratto dell'articolo di Pierpaolo Lio per il “Corriere della Sera”

 

campo rom 5

Lo squarcio più grande gli corre sotto il pettorale sinistro. Vicino al nome (e alla data di nascita) del figlio. Sempre lì c’è anche un’altra ferita, più piccola. Gli saranno fatali. Nonostante l’aiuto dei «compagni». La corsa disperata in auto. E la decisione d’interrompere la fuga verso casa, Torino. L’Audi scura, con la targa clonata, si ferma per una sosta fuori programma.

 

Dopo aver sfrecciato per venti minuti. Dalle viette di Lonate Pozzolo, nel Varesotto, sorvolate dagli aerei in fase d’atterraggio a Malpensa, fino all’ospedale di Magenta, nel Milanese, a due passi dall’autostrada A4. Le sue condizioni sono gravissime. E decidono di scaricarlo di fronte alle porte del Pronto soccorso. Dove Adamo Massa — 37enne di origini sinti, residente in un campo nomadi torinese, una lunga lista di precedenti, soprattutto per reati contro il patrimonio — morirà poco dopo.

LADRO FORZA LA FINESTRA DI UN APPARTAMENTO

 

A impugnare il coltello è Jonathan Maria Rivolta, ricercatore 33enne che vive a casa dei genitori. È lui a ferire mortalmente quello sconosciuto durante la colluttazione seguita all’«incrocio» imprevisto nella cucina della villetta. Insospettito dai rumori, era sceso al piano terra. E ha sorpreso i due ladri che avevano appena fatto irruzione. Il «colpo» doveva essere semplice. Non doveva esserci nessuno in casa. Almeno nella testa di chi l’aveva puntata.

 

Nonostante l’orario. Tutti via, a lavorare. Per questo, la «batteria» torinese in trasferta fra i comuni lombardi ieri mattina si muoveva in scioltezza. Non sono neanche le 11 quando la berlina si ferma in via Montello, frazione di Sant’Antonino, nel piccolo centro a due passi dall’aeroporto. Sono in tre. Uno resta al volante.

ADAMO MASSA

 

 

Il «lavoro» tocca a Massa e al complice. Scampanellano più volte, con insistenza, senza avere risposta. Per loro deve essere stata la conferma del via libera. Per questo, s’intrufolano nel giardino da un ingresso posteriore, quasi nascosto da una rientranza lungo la via. Scavalcano il cancello. «Bypassano» la prima finestra e le sue inferriate. E spaccano il vetro della porta finestra della cucina.

 

Il «botto», dopo il campanello, fa insospettire Jonathan, che in quel momento sta in camera, al piano di sopra. Il 33enne afferra un coltello («Fa parte di un kit di sopravvivenza che uso durante le mie escursioni per il trekking», riferirà agli inquirenti), e prende le scale per scendere a controllare. Quando si trova di fronte gli intrusi, e Adamo gli si fionda addosso, «ho alzato istintivamente la mano in cui avevo il coltello».

Nella lotta, Jonathan viene colpito al volto più volte. Sbatterà anche la testa contro lo stipite di una porta. Mentre è intontito, i rapinatori s’allontanano di corsa.

 

LADRO FORZA LA FINESTRA DI UN APPARTAMENTO

A terra, i carabinieri della compagnia di Busto Arsizio e del Nucleo investigativo di Varese, allertati da una vicina insospettita dal trambusto e dai genitori del 33enne, avvisati nel frattempo dal figlio, repertano alcune gocce del suo sangue sul pavimento. E poi, quello di Massa.

 

Quando il 37enne s’infila con il complice nell’abitacolo dell’Audi che li attende fuori con il motore acceso, l’auto riparte a tutta velocità. Sfreccia per i venti chilometri scarsi che portano alla Milano-Torino. Ma prima d’imboccare l’autostrada, lasciano l’amico all’ingresso del Pronto soccorso di Magenta. Le sue condizioni sono disperate. I medici, di fatto, non avranno nemmeno il tempo di operarlo d’urgenza.

 

campo rom 2

L’inchiesta sulla tragica incursione nella villetta è affidata al pm di Busto Arsizio, Nadia Calcaterra. Il magistrato ha già disposto l’autopsia sul corpo del 37enne. Gli investigatori stanno cercando di rintracciare i due complici, partendo dalle immagini di videosorveglianza lungo tutto il tragitto percorso dall’Audi, dalle telecamere posizionate vicino alla casa, a quelle dell’ospedale, fino ai varchi autostradali. Nel frattempo è stato subito sentito l’aggredito. C’è da ricostruire nel dettaglio la dinamica, e valutare la sua posizione. Il racconto di Rivolta è sembrato agli inquirenti coerente con la legittima difesa.

 

CASA RAPINATA DA ADAMO MASSA

E, al momento, in attesa degli altri accertamenti, il solo fascicolo aperto in Procura è per tentata rapina. Dalla cronaca, l’episodio esonda in un attimo nella polemica politica. Riaccendendo il vecchio dibattito sulla legittima difesa. Tema caro a gran parte del centrodestra.

 

Al vicepremier leghista Matteo Salvini bastano pochi caratteri di un (ex) tweet per prendere posizione: «Solidarietà a chi è stato aggredito in casa sua e si è difeso», digita con punto esclamativo finale su «X». Sul territorio, il «suo» sindaco, la leghista Elena Carraro, ammette che anche a Lonate Pozzolo «c’è un problema di sicurezza». E indica anche la soluzione: «Servono più forze dell’ordine sul territorio».

 

Sulla stessa linea c’è anche Fratelli d’Italia. «Esprimo la mia totale vicinanza e solidarietà» al padrone di casa, commenta il deputato di FdI, Riccardo De Corato, «lui si è solamente difeso da un tentativo di furto e aggressione all’interno della propria abitazione».

campo nomadi

 

2 - AL PRONTO SOCCORSO ARRIVANO 200 ROM E LA MADRE DEL LADRO SCARDINATA LA PORTA

Estratto dell'articolo di Pierpaolo Lio per il “Corriere della Sera”

 

Sono duecento volti che si girano all’unisono verso lo stesso punto. E duecento voci che si spengono d’improvviso tutte assieme. E smettono di commentare, di chiedere novità, di far circolare informazioni. Tutti in silenzio a osservare quel piccolo varco protetto da un cordone di carabinieri, che si apre e lascia uscire, in carrozzella, la madre di Adamo Massa. Sono quasi le 16, e le grida della donna sono disperate. «Perché? Perché me l’hanno ammazzato». Urla, e sfoga la sua rabbia sulla sedia a rotelle e sulla stampella che tiene appoggiata sulle gambe.

furto in casa - ladro

 

La folla di amici e parenti — quelli che solo qualche decina di minuti prima aveva quasi assaltato il pronto soccorso del piccolo ospedale Fornaroli di Magenta, nell’hinterland ovest di Milano, per sapere come stava il loro familiare, l’amico, e per reclamarne il corpo — si alterna, in ordine, ad abbracciare la donna, a baciarla, a farle le condoglianze per la perdita, a dirle di farsi forza. E la «scorta» fino al parcheggio, «accerchiandola», e l’accompagna ancora fino all’auto che poi la porterà via in lacrime. Seguita subito dopo da tutto il resto del gruppo.

 

furto in casa - ladro

Giusto il tempo che la notizia del ferimento del 37enne corra per i 120 chilometri che separano da Torino. E che le macchine s’incolonnino lungo l’autostrada. È il primissimo pomeriggio quando nella via d’accesso al pronto soccorso e nel vicino parcheggio s’ammassano decine e decine di persone. Sradicano la porta a vetri scorrevole.

 

Provano a raggiungere la stanza in cui il corpo attende l’arrivo della Mortuaria. Chiedono tutti di lui, di Adamo, ferito (mortalmente) durante l’ultimo colpo tentato ieri mattina, a Lonate Pozzolo, nel Varesotto, e scaricato un paio d’ore prima proprio là davanti dai due complici in fuga.

accoltellamento 4

 

Serve l’arrivo di svariate pattuglie dei carabinieri per riportare la calma. Per placare l’ira generalizzata, e lasciarli aspettare all’esterno, facendo entrare solo i familiari più stretti. Sinti piemontese, casa nello storico campo nomadi di corso Unione Sovietica — il «Sangone», nato quarant’anni fa in zona Mirafiori, alla periferia di Torino —, Massa avrebbe festeggiato il compleanno dei 38 fra poco più di dieci giorni. Una compagna. Un figlio. E una lunghissima fila di precedenti. [...]

 

3 - LE DUE LAUREE, LE ARTI MARZIALI E IL SACCO DA BOXE SUL BALCONE «HA FATTO BENE, NOI CON LUI»

Estratto dell'articolo di Andrea Galli per il “Corriere della Sera”

 

accoltellamento 5

Fuori, il sacco da boxe sul balcone. Per allenarsi, cultore fin da ragazzino delle arti marziali: lo si vede(va) sferrare pugni e calci anche al mattino presto, ritmo e forza. Dentro, le targhe delle due lauree. Una magistrale in Economia e Gestione aziendale, l’altra triennale in Scienze della Comunicazione — più un terzo pezzo di carta, un dottorato in Management —. I diplomi sono incorniciati sui muri color bianco dell’ampio primo piano della casa; in un cassetto, ma a immediata portata, il coltello di quelli da kit di sopravvivenza.

 

L’abitazione di famiglia dei Rivolta. Al piano terra, sul lato del cortile di ordine e cura, la mamma e il padre; e appunto, sopra, lui, il ricercatore Jonathan all’anagrafe Jonathan Maria, che per lo stesso papà, il signor Francesco, non ha bisogno d’esser dichiarato innocente poiché nulla v’è da dire, «giornalisti levatevi dai piedi, lasciatelo in pace, schifosi che non siete altro, quelli ci sono entrati in casa — sono entrati a casa nostra per rubare! — e mio figlio si è difeso. Cosa avrebbe dovuto fare?», domanda senza attender la risposta. La fornisce un cugino, che cerca invano di placarlo: «Io mi sarei comportato all’identico modo. Ovvio».

accoltellamento 3

 

Sicché non segue dibattito, non urge discussione. Se, ci viene ripetuto in questo lembo di provincia infastidito dagli aerei di Malpensa, un popolo discepolo di birrifici, sushi, tatuatori e corse con il cane, se finanche Jonathan, «gran testa e cuore, un ragazzone dalle maniere cortesi», dottore e ancora una volta dottore con quei diplomi, ha reagito, beh, allora «significa che abbiamo perso la pazienza» insiste il cugino. Giù infatti a elencare, in mancanza però di immediate conferme, una sequenza nei mesi scorsi di assalti a domicilio, sempre s’intende da parte di rom.

 

accoltellamento fra ucraini a brescia 5

[...] Dovere di cronaca c’impone di raccontare che al netto dell’esclusione di legami e coinvolgimenti da parte dei medesimi Rivolta, in questo territorio laborioso ma insozzato dalle cosche — lo confermano indagini che hanno coinvolto anche giri politici — più d’uno, del circuito della ’ndrangheta, ha approntato una sorta di servizio d’ordine girando in strada. Così rivelano al Corriere alcune fonti. [...]

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