A SORPRESA, C’È UN MESTIERE CHE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NON SOPPIANTERÀ: IL FILOSOFO! – I MODELLI DI IA HANNO IMPARATO A SCRIVERE LIBRI, A FARE CALCOLI COMPLICATISSIMI E A PROGRAMMARSI DA SOLI (O QUASI). QUELLO CHE ANCORA NON RIESCONO PROPRIO A FARE È RAGIONARE, NEL SENSO PROPRIO E CLASSICO DEL TERMINE – CERTO, SANNO PROCESSARE LE INFORMAZIONI, RICONOSCERE MODELLI E SCHEMI, GENERARE RISPOSTE, MA QUANDO SI TRATTA DI GIUDIZIO E COMPRENSIONE, INSOMMA DEL “SAPERE”, L’IA SPESSO SI CONFONDE E FA PASTICCI. TENDE A INGANNARE GLI UMANI, PERCHÉ INGANNA SÉ STESSA…
Estratto dell’articolo di Gabriele Beccaria per www.lastampa.it, segnalato dalla newsletter “Letterina”
intelligenza artificiale nel lavoro
Non si sa se sarà il mestiere del futuro, ma di certo è il mestiere del presente. Il filosofo. Contro ogni previsione, quando si diceva che il “coding” era un passaporto per l’impiego e il benessere, ora l’Intelligenza Artificiale ha imparato anche a programmarsi da sola (o quasi).
E, invece, zoppica ancora quando deve ragionare, nel senso proprio e classico del termine: è vero che sa processare le informazioni, riconoscere modelli e schemi, generare risposte (velocissime e sovrabbondanti) e tuttavia, quando scivola sul piano inclinato del giudizio e della comprensione, con l’informazione che si trasforma in sapere e, perfino, in saggezza, l’IA spesso si confonde e fa pasticci.
intelligenza artificiale nel lavoro
Tende a ingannare gli umani, perché inganna sé stessa. Ecco perché l’universo del Big Tech sta cercando giovani filosofi e filosofe e li recluta nei suoi laboratori: devono rimediare al più presto. […]
INTELLIGENZA ARTIFICIALE - LAVORO IN BANCA