CON 'STO CALDO STATEVENE A CASA: ALTRIMENTI FINITE ARROSTITI COME SINNER, CHE SI È SENTITO MALE AL ROLAND GARROS - DA QUANDO È ARRIVATA L'ESTATE, GLI ACCESSI AL PRONTO SOCCORSO SONO AUMENTATI DEL 15% - AD ACCUSARE MALORI NON SONO SOLO GLI ANZIANI, MA ANCHE I CARDIOPATICI PIÙ GIOVANI, LE DONNE IN GRAVIDANZA E GLI IRRESPONSABILI SPORTIVI DELLA DOMENICA, CHE PER BUTTARE GIU' LA PANZA IN VISTA DELLA PROVA COSTUME, RISCHIANO LA PELLE - I CONSIGLI DA "OVVIO DEI POPOLI" DEGLI ESPERTI: BERE TANTA ACQUA (NON SIA MAI CHE QUALCUNO ESAGERI CON LA TEQUILA), RESTARE A CASA NELLE ORE PIÙ CALDE E MANGIARE LEGGERO (IL TEMPO DEI FAGIOLI CO' LE COTICHE TORNERA' A OTTOBRE)...
ONDATA DI CALDO E INNALZAMENTO DELE TEMPERATURE MEDIA IN EUROPA
(Adnkronos Salute) - Dopo una pausa che ha diviso l'Italia, torna il caldo con tutti gli effetti sulla salute. Durante l'ondata improvvisa delle scorse settimane, "sono stati registrati nei pronto soccorso picchi anche del 15% di accessi". Lo afferma all'Adnkronos Salute Fabio De Iaco, ex presidente nazionale della Simeu (Società italiana di medicina d'emergenza urgenza).
"Qui a Torino, dove lavoro, abbiamo avuto 10 giorni fa un picco di accessi al pronto soccorso: in un solo giorno 267 accessi con l'arrivo di 82 ambulanze - continua De Iaco - dovuto all'aumento repentino delle temperature.
La cosa particolare è stata che i pazienti non erano solo anziani con il classico colpo di calore, ma molto eterogenei: c'era - chiaramente - l'anziano, ma anche chi faceva sport e si è sentito male, il cardiopatico, la donna in gravidanza, chi soffriva di coliche renali".
Con le ondate di calore gli ospedali attivano anche i codici calore, "un percorso assistenziale preferenziale e differenziato, destinato a tutti coloro che manifestano segni e sintomi causati da malesseri e malori legati alle elevate temperature, di gravità ed intensità variabili".
Secondo De Iaco, oggi nell'ufficio di presidenza della Simeu, "i codici calore vanno bene, ma non cambiano molto l'organizzazione di un pronto soccorso - spiega - I picchi di accessi per il caldo colpiscono soprattutto gli ospedali e i pronto soccorso delle grandi città, dove l'afa è più sentita per fattori ambientali e urbanistici".




