libro miguel gotor l omicidio di piersanti mattarella l'italia nel mirino: palermo, ustica, bologna 1979-1980

“L’OMICIDIO DI PIERSANTI MATTARELLA È MATURATO DENTRO 'GLI IBRIDI CONNUBI’ DENUNCIATI DAL GIUDICE GIOVANNI FALCONE” - LO STORICO MIGUEL GOTOR NEL LIBRO “L'OMICIDIO DI PIERSANTI MATTARELLA. L'ITALIA NEL MIRINO: PALERMO, USTICA, BOLOGNA 1979-1980” FA UN VIAGGIO NELL’INTRECCIO TRA NEOFASCISTI, MASSONERIA OCCULTA, MAFIA, PEZZI DI POLITICA CORROTTA E L'ANTI-STATO DEI FUNZIONARI INFEDELI, NASCOSTI NEI SERVIZI, NELLA POLIZIA, NELL'ANTITERRORISMO: “L’APERTURA AL PCI DI MATTARELLA NON PIACEVA AI SETTORI PIÙ OLTRANZISTI DELLA DESTRA REPUBBLICANA AMERICANA NÉ AI GOLPISTI CHE TRAMAVANO ALL'OMBRA DELLA P2. NON SONO POCHE LE TESTIMONIANZE CHE VEDONO GELLI COINVOLTO NELL’OMICIDIO…”

Estratto dell’articolo di Simonetta Fiori per “la Repubblica”

 

miguel gotor

«L'omicidio di Piersanti Mattarella matura dentro "gli ibridi connubi" denunciati dal giudice Falcone. Non a caso la testimonianza del magistrato è rimasta secretata per trent'anni, al riparo dall'opinione pubblica». Già autore di libri rivelatori sull'omicidio di Aldo Moro, lo storico Miguel Gotor prosegue la sua ricerca sul terribile biennio che fece seguito a quei fatti, una stagione segnata da delitti politici, attentati, carneficine (L'omicidio di Piersanti Mattarella.

 

L'Italia nel mirino: Palermo, Ustica, Bologna 1979-1980, Einaudi). La definisce «la seconda fase della strategia della tensione», in continuità con la prima, inaugurata dalla madre di tutte le stragi che è la bomba in piazza Fontana nel 1969.

 

libro miguel gotor L omicidio di Piersanti Mattarella L Italia nel mirino: Palermo, Ustica, Bologna 1979-1980

Il filo conduttore di questo viaggio angosciante e documentato dentro "la foresta del potere italiano" è l'intreccio tra l'universo neofascista, la massoneria occulta, la criminalità mafiosa, pezzi di politica corrotta e l'anti-Stato dei funzionari infedeli, nascosti nell'alta burocrazia, nei servizi, nella polizia, nell'antiterrorismo. Quegli "ibridi connubi" che lo studioso indica come «un carattere originale e forse insopprimibile della nostra vicenda nazionale».

[…]

 

Chi era Piersanti Mattarella e perché è stato ucciso il 6 gennaio del 1980?

«Era il presidente della Regione Sicilia che con grande coraggio e determinazione mise mano concretamente a un rinnovamento morale e politico di una terra difficile. Fermò la speculazione e gli abusi edilizi. Impose nuove regole sui collaudi. E istituì una vigilanza sugli appalti, specie su quelli di alcune scuole di Palermo, scoperchiando il cartello della mafia. Tutte iniziative che scontentavano Cosa Nostra, la "borghesia mafiosa" e gli uomini della Dc che coprivano quei traffici. Ciancimino, Lima , i fratelli Salvo…».

 

Ma i suoi nemici non stavano solo in Sicilia o a Roma.

il guanto ritrovato nella macchina di piersanti mattarella

«Mattarella era considerato il Moro siciliano, in predicato di diventare nel febbraio del 1980 – un mese dopo la sua morte – vicesegretario nazionale della Democrazia Cristiana. Ancora prima del suo maestro, aveva voluto coinvolgere i comunisti nel governo dell'isola. Un processo di profondo cambiamento della politica che in molti avevano interesse ad avversare».

 

Chi?

«L'apertura al Pci non piaceva ai settori più oltranzisti della destra repubblicana americana che alimentava una nuova fase muscolare della guerra fredda, favorita dalla decisione della Nato nel 1979 di installare dei missili Cruise in Sicilia: nel libro documento la missione esplorativa di Sindona in Sicilia nell'estate di quell'anno su incarico di esponenti del mondo militare statunitense. E la collaborazione con i comunisti non piaceva ai golpisti che tramavano all'ombra della P2».

 

Che ruolo ha avuto la loggia segreta di Gelli?

licio gelli

«Dopo la morte di Moro, era stato Gelli a pronunciare la famosa frase: il più è fatto. E non sono poche le testimonianze che lo vedono coinvolto nell'uccisione di Mattarella.

È documentato che riuscì a mettere alcuni suoi uomini ai vertici della squadra mobile palermitana. In questa cornice credo vada collocata la scomparsa del guanto del killer, di cui è stato accusato di recente il prefetto Filippo Piritore, ora agli arresti domiciliari come presunto depistatore: al tempo era un poliziotto di 28 anni che eseguiva degli ordini».

 

La sua tesi è che la pista mafiosa non sia incompatibile con quella neofascista. E qui mi pare che lei rimetta in campo molte prove indiziarie a carico di Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini, che però sono stati assolti nei tre gradi del giudizio.

«Da storico devo tenere conto di quelle sentenze assolutorie, ma ho anche l'obbligo di riportare tutte le testimonianze. Colpisce la lucida insistenza con cui la vedova Irma Chiazzese – testimone oculare – abbia riconosciuto il killer del marito nel volto arrossato di Fioravanti, nonostante i tentativi della questura di Palermo di orientarla verso altri riconoscimenti. E colpiscono le reiterate testimonianze accusatorie del fratello Cristiano Fioravanti».

sandro pertini piersanti mattarella

 

Gli attuali inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati Nino Madonia, l'assassino di Pio La Torre e del generale Dalla Chiesa.

«Neppure questa ipotesi contrasta con la pista nera. Nino Madonia è una sorta di Fioravanti siciliano, partecipe giovanissimo con il padre al Golpe Borghese, il tentativo di colpo di Stato che nel 1970 segna l'inizio della collaborazione della mafia con il neofascismo italiano: comune a entrambi è la volontà di destabilizzare l'Italia».

 

Qual è il legame tra l'omicidio di Mattarella e la strage di Bologna, di cui Gelli è stato riconosciuto come uno dei mandanti e organizzatori?

«Intanto c'è una relazione cronologica: 6 gennaio delitto Mattarella, 27 giugno strage di Ustica, 2 agosto bomba di Bologna. La cronologia per uno storico è una sonda affidabile. È impressionante la convergenza di numerose testimonianze su una drammatica coincidenza: le stesse persone che il 27 luglio dell'80 si incontrarono in Sicilia alla vigilia della strage di Bologna si sarebbero viste nel tardo autunno del 1979 per discutere dell'uccisione di Mattarella».

 

gheddafi

Ma sulla strage di Bologna lei fa intervenire un altro protagonista, che è Gheddafi. Secondo la sua ricostruzione, sarebbe l'ispiratore occulto della strage.

«Gheddafi finanziava i gruppi neofascisti. E aveva molti motivi per vendicarsi dell'Italia. Nel 1976 aveva salvato la Fiat dal fallimento, ma nel 1979 dovette incassare il sì dell'Italia alla Nato sui missili Cruise puntati verso di lui. E la strage di Ustica nasce nel contesto di una falsa esercitazione aerea per farlo fuori. […]».

 

Lei in sostanza ritrae l'Italia di quel biennio come un Far West, dentro la cornice più ampia di una rinnovata guerra fredda.

«Un Paese dove – dopo la morte di Moro – si pratica il delitto politico per ridefinire gli equilibri di potere».

 

Ed è in questo contesto che per fermare i processi di rinnovamento proliferano gli "ibridi connubi" di cui parlava Falcone.

miguel gotor foto di bacco (2)

«Sì. Sono anche debitore nei confronti del giudice D'Ambrosio, il quale ha definito il delitto Mattarella non un omicidio di mafia ma di "politica mafiosa", con "una serie di passaggi operativi e ideativi che danno il senso compiuto dell'anti-Stato". Pur non negando un corposo interesse mafioso nella vicenda, sia Falcone che D'Ambrosio ritenevano che – servendosi dei Nar come manovalanza – il clan dei corleonesi avesse agito anche per conto della politica romana e di inconfessabili interessi legati alla massoneria criminale. Ma sa la cosa che più mi fa riflettere?».

 

piersanti mattarella

Qual è?

«Le loro interpretazioni sugli "ibridi connubi" e la "politica mafiosa" sono rimaste secretate sino al 2018-2019. Nessuno poteva avervi accesso».

 

Nel suo libro Giulio Andreotti è il personaggio più citato.

«È stato il politico che più si è posto il problema di governare gli "ibridi connubi" italiani».

giulio andreotti

 

identikit del killer di piersanti mattarella fatto dalla poliziamiguel gotor foto di baccopiersanti mattarella il fotofit del killer di piersanti mattarella realizzato dopo il delittola 127 utilizzata per il delitto mattarella e abbandonata poco distante dalla scena del crimine giuseppe luccheseantonio madonia omicidio piersanti mattarellapiersanti mattarella

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