SVASTICHELLE DI CASA NOSTRA - AD AREZZO CINQUE MINORI SONO INDAGATI PERCHE’ ACCUSATI DI PROPAGANDA E ISTIGAZIONE A DELINQUERE PER DISCRIMINAZIONE RAZZIALE - SECONDO LA PROCURA DI FIRENZE I GIOVANISSIMI HANNO AVUTO UN RUOLO NELLA DIFFUSIONE DI CONTENUTI RAZZISTI E SUPREMATISTI SUI SOCIAL - LE INDAGINI ERANO PARTITE NEL MARZO 2025, DOPO LA COMPARSA A SAN GIOVANNI VALDARNO DI ALCUNE SCRITTE: "WHITE POWER", "ITALIA AGLI ITALIANI" E "NUOVA ITALIA"...
perquisizione in casa di neonazisti italiani
Barbara Perissi per l'ANSA
Dalle scritte "White Power" sui muri di San Giovanni Valdarno alla rete online dell'estrema destra: cinque minorenni, alcuni appena sopra i 14 anni, sono finiti al centro di un'inchiesta della procura per i minorenni di Firenze su estremismo online e radicalizzazione di giovanissimi.
Per loro è arrivato adesso l'avviso di conclusione delle indagini, con accuse di Propaganda e istigazione a delinquere per discriminazione razziale, etnica e religiosa. Secondo quanto emerso, non si tratta "solo" di adolescenti che condividevano online contenuti estremisti: alcuni - secondo l'impostazione accusatoria - avrebbero avuto un ruolo attivo nella Propaganda e nella diffusione di contenuti razzisti e suprematisti, all'interno di una rete più ampia.
perquisizioni in casa di neonazisti italiani
L'indagine della Digos di Arezzo, coordinata dalla Procura minorile di Firenze, partì nel marzo 2025, dopo la comparsa nel parcheggio "Dalla Chiesa" di San Giovanni Valdarno di scritte come "White Power", "Italia agli italiani", "Nuova Italia". A denunciare pubblicamente l'episodio, oltre un anno fa, era stata la sindaca Valentina Vadi.
Da quell'episodio gli investigatori hanno progressivamente ricostruito una rete di giovanissimi attiva soprattutto sui social e inserita in un circuito di ispirazione nazista, fascista e suprematista, con contatti e ramificazioni anche fuori dalla Toscana. Il primo passaggio decisivo arrivò il 31 luglio 2025, quando la Digos eseguì 22 perquisizioni in diverse città italiane, quattro delle quali in Toscana. Tra i destinatari c'erano anche due minorenni aretini, di 14 e 17 anni, oltre a un quindicenne di Firenze e a un minore di Livorno.
Le perquisizioni avevano consentito di sequestrare o acquisire manuali e documenti suprematisti e nazionalsocialisti, riproduzioni di armi prive del tappo rosso, abbigliamento militare, passamontagna, materiale per il soft air e persino una divisa da SS. Ma è soprattutto attraverso l'analisi dei dispositivi e delle comunicazioni che l'inchiesta avrebbe fatto un ulteriore salto di qualità.
perquisizioni in casa di neonazisti italiani
Una seconda serie di accertamenti, effettuata nel febbraio 2026, ha permesso alla polizia di acquisire un consistente patrimonio di chat, fotografie, video e altri contenuti digitali. Secondo la Digos, quel materiale ha consentito di delineare i diversi ruoli ricoperti dai ragazzi all'interno del gruppo e di individuare le responsabilità penali contestate ai cinque minorenni.
Adesso la procura minorile, chiusa la fase delle indagini, dovrà valutare il passaggio successivo: per i cinque ragazzi potrebbe arrivare la richiesta di rinvio a giudizio. La vicenda mette sotto i riflettori una rete di adolescenti che, secondo gli investigatori, aveva già trasformato l'estremismo online in un'attività organizzata e strutturata.

