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SVEGLIA, GLI ANARCHICI IN ITALIA SONO UNA MINACCIA SERIA! – LA CELLULA ROMANA, SMANTELLATA DALLA PROCURA DI ROMA CON L’INCHIESTA SUI SABOTAGGI ALLE LINEE FERROVIARIE, PUNTAVA A COORDINARE GLI ATTENTATI DEI VARI GRUPPI ANTAGONISTI SPARSI PER L’ITALIA, PER RILANCIARE LA LOTTA IN FAVORE DI ALFREDO COSPITO, DETENUTO AL 41 BIS – LE INTERCETTAZIONI: “ALZIAMO IL TIRO E PROVIAMO A CONVERGERE PER AVERE UN IMPATTO MAGGIORE, PIUTTOSTO CHE UN GRUPPO FA LA TIM E QUELL'ALTRO IL TAV” – GLI INQUIRENTI SONO CERTI CHE, DOPO GLI ATTACCHI ALL'ALTA VELOCITÀ DELLO SCORSO FEBBRAIO, GLI ANARCHICI ERANO A PRONTI A COLPIRE IN MANIERA PIÙ VIOLENTA...

Estratto dell’articolo di Irene Famà per “la Stampa”

 

sabotaggio linea ferroviaria 1

Nessuna retorica, ma attacchi mirati. Alfredo Cospito, teorico dell'anarchia informale in carcere al 41bis, nei suoi scritti ricorda «la felicità di concretizzare i propri desideri attraverso l'azione, l'opporsi con ogni mezzo distruttivo a questo sistema di merda».

 

E per Alfredo, la cellula anarco-insurrezionalista romana, smantellata da un'inchiesta della procura di Roma, era pronta a ripensare le modalità della mobilitazione e della lotta. Una lotta «da rilanciare», dicevano nelle conversazioni intercettate dalla Digos, «per far conoscere quello che succede anche al di fuori della nostra cerchia».

 

cellula di anarchici a roma - perquisizioni della digos

I militanti sono pochi e quelli disposti a rischiare il carcere per mettere a punto azioni violente ancora meno. Nuove leve? Complesse da intercettare, «scostanti, inaffidabili». Gli anarchici della Capitale vogliono «alzare il tiro» [...]

 

Il tema è chiaro ed è riassunto in una conversazione finita negli atti dell'inchiesta che ha portato a sette arresti su misura cautelare per associazione con finalità di terrorismo o eversione dell'ordine democratico: «Proviamo a convergere piuttosto che a disperderci no? Piuttosto che un gruppo fa la Tim e quell'altro il Tav».

 

il casale di vicovaro dove si riunivano gli anarchici

[...] E così gli antagonisti romani, che a luglio 2025 si ritrovano in un casolare a Vicovaro, nel Lazio per mettere a punto, secondo gli inquirenti, sabotaggi ed altri attacchi, passano in rassegna la possibilità di coinvolgere nei progetti altri compagni. «In particolare i "santi", ovvero gli anarchici di "Casa Santa" di Predappio».

 

Contattano i piemontesi, i bolognesi, i fiorentini, i napoletani. C'è chi mette a disposizione luoghi segreti per gli incontri, chi offre ospitalità prima, dopo e durante le azioni in programma. «Tutto dev'essere incentrato su Alfredo», dicono.

 

«E sarà così per diversi mesi». Bisogna «creare un'escalation di violenza capace di condizionare gli organi deputati a decidere sul rinnovo del 41bis». Il gruppo, si legge negli atti dell'inchiesta, «si muove con costanza, programmazione, sistematicità». Ma, perché gli attacchi siano efficaci, «serve una convergenza progettuale».

 

CORTEO DEGLI ANARCHICI PER ALFREDO COSPITO A ROMA

Tanti i temi «su cui inserirsi», tante le campagne da portare avanti: quella antimilitarista e quella anticapitalista, quella contro «le galere» e contro il governo di Israele e contro le grandi opere.

 

«Ogni gruppo - riflettono gli anarchici romani - si perde nella sua piccola lotta». Eppure, nel 2022 e 2023, proprio la mobilitazione per Cospito che ha coinvolto gli antagonisti di tutto il mondo, «ha dimostrato che quando si converge tutti in una singola questione, si riesce ad esprimere la forza». Certo.

 

corteo di anarchici a torino per alfredo cospito

[...]  Ecco i concetti chiave: condividere progetti. Condividere «nozioni teoriche e pratiche per realizzare ordigni esplosivi, utilizzando materiale facilmente reperibile in ambienti domestici, individuare luoghi sicuri dove maneggiarli».

 

Sabotare, danneggiare: «Solo così, con azioni di conflitto, si possono raggiungere i risultati». Non solo. Oltre a colpire, bisogna comunicare. E la cellula della Capitale era impegnata pure nella creazione di un nuovo sito web, dove pubblicare documenti di rivendicazione. L'obiettivo? «La riproducibilità dell'azione».

 

sabotaggio linea ferroviaria 2

Poco importa se certi documenti «forniscono alle guardie informazioni utili». Uno dei volti più noti dell'anarchica romana, Nico Aurigemma, arrestato l'altro ieri, lo spiega nel dettaglio: «In questo Paese si predilige di più la sicurezza che la riproduzione.

Mi prendo un po' di rischio per dare informazioni anche agli sbirri, ma le stesse informazioni permetteranno all'azione di riuscire».

 

Gli inquirenti hanno pochi dubbi: dopo gli attacchi all'alta velocità, in particolare quello messo a segno il 14 febbraio sulla linea Roma-Napoli e Roma-Firenze (con 43 treni regionali soppressi, Frecce in ritardo anche di 230 minuti e oltre 455mila euro di danni), gli anarchici erano a pronti a colpire di nuovo. E in maniera più violenta.

anarchici manifestazionesabotaggi alla rete ferroviaria ad alta velocita a romasabotaggi alla rete ferroviaria ad alta velocita a romaalfredo cospitoCORTEO DEGLI ANARCHICI PER ALFREDO COSPITO A ROMA

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