berlusconi meloni craxi

TI DONO UN CONDONO! CECCARELLI SULLA SANATORIA PROPOSTA DA FRATELLI D’ITALIA IN FREGOLA ELETTORALE: "TRA PRIMA E SECONDA REPUBBLICA SI STAGLIANO LE OMBRE DI TRE GRANDI E FATALI CONDONI. IL PRIMO FU VARATO NEL 1985 DA BETTINO CRAXI, IL SECONDO FU PROMESSO E CONCESSO DA BERLUSCONI NELL’ESTATE 1994 NON APPENA REALIZZÒ CHE IL SUO PRIMO GOVERNO COMINCIAVA A SCRICCHIOLARE. NEL 2003 SEMPRE BERLUSCONI, IMPERATORE DELL’ANNUNCIO ILLUSORIO, FECE SBOCCIARE L’IDEA DI UNA TERZA SANATORIA (“DOBBIAMO ESSERE CREATIVI E MIGLIORATIVI”). METÀ REGALO E METÀ PERDONO, PER I GOVERNANTI LA DANNAZIONE DI QUESTE SANATORIE CONSISTE NELLA CONSAPEVOLEZZA DELLA…"

 

Filippo Ceccarelli per la Repubblica – Estratti

 

berlusconi meloni

Gli dei della politica amano i condoni, ma i demoni del potere molto di più. La riprova sta nella regola numero 1, per cui il condono non è mai un condono e la cosa più avvincente, si fa per dire, è la rapidità con cui chi lo invoca si sforza di nasconderlo dietro vaghi eufemismi o incomprensibili giri di parole.

 

In quest’ultimo caso qualche fratello d’Italia in fregola elettorale, con sospetta noncuranza ha usato la formula «riapertura dei termini» eccetera.

 

Ma poiché la questione del condono edilizio è statutaria per non dire perenne, sarà bene ricordare qui di seguito che oltre alla vecchia e cara sanatoria, nel corso del tempo si è avuta la regolarizzazione urbanistica, la definizione agevolata, l’emersione, la conciliazione e il perfezionamento della pratica, quindi l’aggiornamento delle posizioni, l’accertamento di conformità, la tolleranza costruttiva, la flessibilità edilizia e la riconduzione alla legittimità, là dove la legge è in realtà la maggiore vittima di tutte queste perifrasi, non di rado con l’aggravante della beffa.

 

Tanto per non far nomi e tempi, tra Prima e Seconda Repubblica si stagliano le ombre di tre grandi e fatali condoni intervallati da sequenze di nove anni. Il primo fu varato nel 1985 da Bettino Craxi, che per il suo garofano cercava “l’onda lunga”, e affidato alle manine esperte del ministro Franco Nicolazzi. 

bettino craxi

 

 

(...)

 

Il secondo condono fu gentilmente promesso e concesso da Berlusconi nell’estate 1994 non appena realizzò che il suo primo governo e il conseguente miracolo italiano cominciavano a scricchiolare. In questo caso, per darsi un po’ di ossigeno finanziario, il Cavaliere mollò il crostino scottadito al povero ministro Radice, imprenditore del comparto barche, che alla fine dovette riconoscere: «Me l’hanno imposto Dini (ministro dell’Economia, ndr) e la Ragioneria».

 

Nel 2003 sempre Berlusconi, imperatore dell’annuncio illusorio, fece sbocciare l’idea di una terza sanatoria edilizia nell’ambito del progetto “Bella Italia” e di un non meglio precisabile Concorso per il Comune «più fiorito». Siccome trovava sconvenienti le ruspe, motivò gli italiani garantendo che in certi casi si potevano obbligare gli abusivi a risarcire la collettività realizzando a proprie spese qualcosa di bello e di utile, «tipo un giardino pubblico o – ecco il tocco di genio - un parco giochi per bambini».

 

meloni cirielli

Come facilmente s’immagina, negò risolutamente che si trattasse di un condono. Aggiunse quindi, con uno dei suoi indimenticabili sorrisoni: «Dobbiamo cercare di essere creativi e migliorativi», anche se quest’ultima parola avrebbe già dovuto destare qualche dubbio.

 

Metà regalo e metà perdono, per i governanti la dannazione di queste sanatorie non consiste solo nella loro innominabile essenza, ma nella consapevolezza della loro necessità ai fini del consenso.

 

Per cui sotto elezioni, da sottaciuto o contraffatto espediente, il condono diventa indispensabile, inesorabile e urgente. Ma a questo punto s’innesca un cortocircuito perché anche soltanto l’annuncio di provvedimenti di quel genere finisce per incentivare ulteriori scempi e abusi edilizi sui quali regolarmente si piangerà in caso di catastrofi, vedi case costruite sul dorso dei vulcani o presso il greto dei fiumi, insediamenti venuti su in fretta e furia senza rispetto per la natura e l’ambiente. 

 

(...) Grosso modo, la morale è che da un lato la norma si critica, ma dall’altro si sfrutta.

 

Chi è senza condono scagli la prima pietra - e come nel commento di Agostino al vangelo di Giovanni (8,1-11) rimasero in due: la miseria e la misericordia, amen.

giorgia meloni a napoli 3

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...