diabolik fabrizio piscitelli demce molisso senese

LE TRAME DEI BOSS PER “COMANDARE” SU ROMA DOPO L’OMICIDIO DIABOLIK - DAL NARCOTRAFFICANTE ALBANESE ELVIS DEMCE A GIUSEPPE MOLISSO, MANDANTE CON LEANDRO BENNATO DELL’UCCISIONE DI PISCITELLI, SI INFIAMMA LA GUERRA TRA I DELFINI DEL BOSS SENESE E GLI ALBANESI PER PRENDERSI LA CAPITALE – DEMCE E QUELL'AGGUATO A MOLISSO, FALLITO PER L'ARRIVO DELLA POLIZIA, PER VENDICARE DIABOLIK…

Valentina Errante per “il Messaggero” - Estratti

 

diabolik fabrizio piscitelli

«Quando arriva Peppe si risolve tutto, nessuno parla più, rimangono tutti contenti» , Peppe è Giuseppe Molisso. E in questi termini ne parla il collaboratore di giustizia Simone Capogna al pm Francesco Cascini. Ed è Molisso, legato da un'indissolubile amicizia con Leandro Bennato, che il narcotrafficante albanese Elvis Demce decide di uccidere, perché la mala di Roma e i clan sostengono che siano proprio Molisso e Bennato i mandanti dell'omicidio di Diabolik: un terremoto per gli equilibri della criminalità, con l'alleanza ventennale tra i delfini del boss Michele Senese e gli albanesi che si rompe.

 

Ma Demce fa di più: dopo il fallito piano di colpire Molisso ha paura e per rimanergli a fianco e non farsi scoprire "vende" il suo killer di fiducia, "Il principe" Matteo Costacurta, legato agli ultrà e all'estrema destra a Bennato, rivelandogli che nel 2019 era stato proprio Costacurta a sparagli. Ma la decisione di vendicare Diablo è forse per molti anche un pretesto per fare fuori Molisso e Bennato che, dopo la scomparsa di Piscitelli e l'arresto del potentissimo albanese Arben Zogu, hanno preso il controllo delle piazze. Per anni Zogu aveva protetto Diabolik dalle insofferenze degli altri criminali rispetto ai suoi comportamenti spesso ritenuti "scorretti".

 

APPUNTI AGENDA DIABOLIK

(...)

 È il collaboratore di giustizia Simone Capogna a riferire che Zogu era pronto a tornare dall'Albania «per ucciderli tutti», e aggiungeva «Riccardino (Zogu) Jenny, Sasà erano un gruppo che c'avevano una vendita molto alta. Con l'arresto di Riccardino, di Jenny e Sasà questa vendita era persa e con il fatto del legame di Molisso e Bennato credo che sia tutto collegato. Bennato e Molisso hanno preso tutto. Uno che si fa dieci anni di galera, gli ammazzano un compagno... Zogu diceva «falli fare, mo' torna Riccardino e li ammazza tutti». La circostanza emerge dall'informativa depositata nel processo a Raul Esteban Calderon, presunto killer di Fabrizio Piscitelli e uomo di fiducia di Bennato. E secondo Corvesi anche per Demce l'intento è lo stesso: vuole uccidere Molisso perché «Perché si vuole prende Roma».

omicidio diabolik

 

È da una conversazione tra Corvesi e Fabrizio Mineo, figlio di un procuratore sportivo e legato a ultrà laziali e alla mala che emerge come Demce abbia paura. Dice Corvesi in un'intercettazione. «Barba (Molisso ndr) mette paura. Gli fa 10-0 a tutti». E Mineo: «E per me ha mangiato anche la foglia... E per me Matto (Demce ndr) ha paura». Corvesi risponde: «Sìii, So che gli hanno consigliato comunque di girare sempre con amici».

 

Ma Demce, dopo avere organizzato l'agguato a Molisso, fallito per l'arrivo della polizia, e avere ingaggiato il "nero" Costacurta per ucciderlo, decide di fingere, mostrando a Molisso e Bennato di essere ancora legato a loro.

 

fabrizio piscitelli demce

Non è chiaro se lo faccia per paura o per proseguire nel proposito di vendetta. A rivelarlo ai pm è Fabrizio Capogna, che come il fratello, nel 2023 ha deciso di collaborare. A raccontare a Capogna molti dettagli su quanto accaduto tra i clan, all'indomani della morte di Diabolik è stato il cugino Alessio Lori, che con Demce e Costacurta aveva condiviso il piano di uccidere Molisso. «Mio cugino mi disse: "vuole parlare questo pezzo di m.... Si è venduto Matteo Costacurta" - racconta Capogna a verbale - Io gli dissi: "In che senso si è venduto Matteo Costacurta?", dice: "Perché Matteo Costacurta è quello che ha sparato a Leandro Bennato" e disse che Elvis lo disse a Bennato che chi gli ha sparato nel 2019 era Matteo Costacurta».

 

giuseppe molisso

Annotano gli investigatori del nucleo Investigativo dei carabinieri e della Mobile: «È probabile, quindi, che Demce fosse stato costretto, in epoca recente, a vendersi Costacurta a Bennato (che aveva visto in viso i propri attentatori) per la necessità di poter continuare ad accattivarsi l'appoggio del gruppo diretto da Molisso, indispensabile per continuare nel suo pericoloso doppio gioco finalizzato a eliminare coloro i quali riteneva responsabili dell'omicidio dell'amico Piscitelli».

 

Quando i "suoi" avvisano Molisso di «un piano dei fascisti per ucciderlo», il boss reagisce: «Frà, solo per capire chi sono, di dove sono. Gli sfondo la testa gliela spappolo. Io faccio i fatti. Devo andare a fondo». Eppure quando saranno arrestati Demce e Molisso si troveranno a dividere la stessa cella a Rebibbia.

il boss michele senese, detto o pazzomichele senesemichele seneseMICHELE SENESE DETTO O PAZZ

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…