GIUSTIZIA A SCOPPIO RITARDATO – IL TRIBUNALE DEL RIESAME HA ORDINATO IL CARCERE PER IL COMMESSO BENGALESE DEL MINIMARKET DI TORINO, OCIKUR RAMAHAN, ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE NEI CONFRONTI DI UNA 13ENNE E DI UNA DONNA ADULTA. LA RICHIESTA È MOTIVATA DAL PERICOLO DI FUGA E DI REITERAZIONE DEL REATO – IL PORCONE 42ENNE ERA STATO SCARCERATO DOPO APPENA 48 ORE, NONOSTANTE NEL GIRO DI MEZZ’ORA AVESSE PALPEGGIATO IL SENO DELLA MINORENNE E AVESSE MOLESTATO UN 40ENNE, PERCHÉ SECONDO IL GIP SI È “PENTITO” E...
Estratto dell’articolo di Elisa Sola per www.lastampa.it
Il tribunale del Riesame di Torino ha ordinato il carcere per il commesso del minimarket accusato di violenza sessuale nei confronti di una tredicenne e di una donna adulta. […]
Il collegio presieduto da Claudio Ferrero (a latere i giudici Stefano Vitelli e Cristiano Trevisan) ha accolto la richiesta della pm Eleonora Sciorella, che il primo settembre aveva impugnato l'ordinanza di scarcerazione del GIP, chiedendo al tribunale della Libertà il carcere per l'indagato. Una richiesta motivata dal pericolo di fuga e di reiterazione del reato.
L'appello della procura ricalcava quanto era già stato chiesto al GIP il 28 agosto, subito dopo che l'uomo, di 42 anni, era stato fermato dalla polizia.
Per i pm esiste il rischio che il commesso possa ripetere quanto ha già fatto - abusi sessuali nei confronti di due donne, nel giro di mezz'ora - perché si tratterebbe di un uomo «incapace di contenere i propri impulsi», nemmeno nei confronti di una minorenne.
Ad aggravare la posizione dell'indagato - tanto da convincere lo stesso gip che lo scarcerò a non concedergli l'ipotesi di minore gravità prevista dall'ultimo comma del reato di violenza sessuale - è il fatto che lui, prima di mettere le mai addosso alla ragazzina, le aveva chiesto quanti anni avesse, commentando la sua età («Sei molto giovane»).
Le modalità della violenza poi, che per motivi deontologici (e per non vittimizzare la parte offesa) non riporteremo, sono considerate dalla procura e dal GIP perfettamente integranti il reato di violenza […]
All'udienza del Riesame il commesso, difeso dall'avvocata Francesca D'Urzo, non si è presentato, ma ha fatto avere ai giudici una dichiarazione spontanea scritta dove dichiara di provare «vergogna» per quanto fatto e di avere bisogno dell'aiuto di un centro di supporto per uomini violenti.
Secondo la procura però, non vi sarebbero dubbi sul fatto che le scuse non basterebbero. Il pericolo che l'uomo fugga è elevato: in Italia non ha parenti e non ha una residenza. La sua famiglia è in Bangladesh. Non solo.
Ora l'indagato avrebbe avuto tempo di capire che rischia una condanna severa per il reato commesso - violenza sessuale aggravata - e non avrebbe alcun motivo per rimanere nel nostro Paese, che ha raggiunto nel 2021 per motivi economici e nel quale può stare fino al novembre del 2027, data in cui gli scadrà il permesso di soggiorno. […]



