IL “VAFFA” CHE RIECHEGGIA NELLA VALLE - MOLTI ABITANTI DELLA VAL DI SUSA NON VOGLIONO ESSERE ACCOMUNATI AL “BLOCCO NERO” CHE HA MESSO A FERRO E FUOCO IL CANTIERE DELLA TAV A CHIOMONTE: “È GENTE CHE VIENE APPOSTA PER FARE DANNI, CON QUESTE AZIONI NON CI RAPPRESENTANO E CI DANNEGGIANO” - LE BANDIERE NO TAV APPESE SUI BALCONI DELLE CASE ORMAI SONO POCHE: “NOI VALSUSINI ABBIAMO LOTTATO TANTO E PERSO” - LA VIOLENZA DEGLI ANTAGONISTI HA PORTATO A UN SOLO RISULTATO: DANNI DA 1 MILIONE DI EURO (LA STIMA E' PROVVISORIA) - VIDEO
Estratto dall’articolo di Federico Gottardo per “la Repubblica”
UN MANIFESTANTE NO TAV LANCIA UNA BOMBA CONTRO I CARABINIERI
Se non fosse per i posti di blocco lungo le strade, sembrerebbe di essere in un'altra valle vicino a Torino. Tra Susa, Venaus e San Didero, a pochi metri dai luoghi dove si è tenuta la guerriglia di sabato pomeriggio, è tornata la calma: a spezzarla, solo il passaggio dei turisti della montagna e dei ragazzi che hanno partecipato al festival Alta Felicità di Venaus, pronti a ripartire verso Francia, Spagna, altre parti d'Italia.
"Forestieri", come la maggior parte degli antagonisti che hanno assaltato i cantieri della Tav: «È gente che viene apposta per fare danni, anche se qui in paese sono stati tutti gentili – è combattuta una barista del centro di Susa –. Di certo, con queste azioni non ci rappresentano e ci danneggiano: rischiamo di essere abbandonati».
«Sì, ci lasciano un biglietto da visita pessimo», interviene una cliente mentre tiene a bada i suoi bassotti. Poi aggiunge di essere «convintamente Sì Tav ma con tanti amici No Tav, con cui abbiamo il tacito accordo che non si parla di questi argomenti».
Il dubbio è che di contestatori locali ne siano rimasti pochi in mezzo agli antagonisti arrivati da fuori, come dimostrano le poche bandiere No Tav rimaste appese a balconi, finestre e lampioni: «Noi valsusini abbiamo lottato tanto e abbiamo perso, adesso vengono altri a lottare per noi in questo modo barbaro», si sfoga un'altra signora mentre passeggia per Chiomonte.
Non è d'accordo Pacifico Banchieri, sindaco di Caselette e presidente dell'Unione montana Valle Susa: «La maggior parte dei cittadini e degli amministratori continua a pensare che la Tav sia un'opera sbagliata e non adeguata ai tempi perché pensata 30 anni fa. Lo dimostra la partecipazione alla marcia».
Gli organizzatori parlano di 20mila persone, la questura di 7mila: «L'intensità dell'avversione locale si è smorzata nel tempo – commenta Roberto Garbati, sindaco di Chiomonte –. Ora cerchiamo di portare a casa almeno le compensazioni: aspettiamo tra i 96 e i 98 milioni ma arrivano col contagocce». [...]
guerriglia no tav al cantiere di chiomonte, in val di susa 8
Gli abitanti sono stanchi di tensioni che portano problemi e disdette da parte dei turisti, soprattutto in una fase esecutiva: i No Tav sono ormai un numero residuale di persone radicalizzate, gli altri si sono resi conto che non è più possibile tornare indietro.
Un anziano, seduto fuori da un bar chiuso a San Didero, va sul concreto: «Tutti si lamentano che non c'è lavoro e poi protestano quando si fa qualcosa. Ma va detto che sabato la gestione dell'ordine pubblico non è stata perfetta». [...]
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