LA PAPATA BOLLENTE - CI SONO DOCUMENTI RISERVATI TRAFUGATI E NON ANCORA UTILIZZATI: SI TRATTA DI CARTE SEGRETE CHE RACCONTANO COSA È ACCADUTO NEGLI ULTIMI ANNI ALLO IOR - CHISSÀ SE SVELANO L’IDENTITÀ DEI TITOLARI DEI CONTI “LAICI” (E LAIDI) NELLA “BANCA DI DIO”…

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

 

Il torrione Niccolo V, sede dello Ior  niccolovIl torrione Niccolò V, sede dello Ior niccolov

Ci sono documenti riservati trafugati e non ancora utilizzati. Carte segrete che raccontano quanto accaduto negli ultimi anni allo Ior, l' Istituto finanziario di fatto forziere della Santa Sede. Documenti che in parte sono finiti nei due libri sul Vaticano in uscita domani e in parte hanno preso strade che gli uomini della gendarmeria hanno cominciato a esplorare e che potrebbero portare a nuovi e clamorosi sviluppi.

 

Per questo le verifiche avviate dagli investigatori si concentrano adesso sulle persone che potrebbero aver aiutato monsignor Lucio Angel Vallejo Balda e Francesca Chaouqui a individuare e copiare gli atti veicolati all' esterno. Persone esperte di computer, addirittura in grado di svolgere attività di hackeraggio, con cui i due indagati avevano rapporti. La gendarmeria vaticana li tiene sotto controllo da tempo. Ulteriori riscontri sarebbero arrivati analizzando il computer e il cellulare di monsignor Vallejo Balda.

 

francesca chaouqui prende la comunione da monsignor vallejofrancesca chaouqui prende la comunione da monsignor vallejo

L' analisi dei contatti dell' alto prelato consente di ricostruire la rete dei suoi rapporti degli ultimi mesi. I dati custoditi su pc e cellulare servono infatti a fornire riscontri a quanto è stato acquisito grazie alle intercettazioni e alle verifiche svolte a partire dal maggio scorso. Tenendo conto che già qualche settimana fa monsignor Vallejo Balda avrebbe avuto il sospetto di essere sotto inchiesta e avrebbe effettuato mosse che lo hanno definitivamente tradito.

 

Anche Chaouqui, dopo essere stata convocata in Vaticano, avrebbe avuto la netta percezione di essere stata incastrata e per questo avrebbe deciso di collaborare. Lei giura di essere una vittima, di non aver fatto nulla. Le indiscrezioni assicurano che l'interesse di chi indaga si concentra pure sul ruolo avuto da suo marito, esperto informatico che ha lavorato a lungo per il sistema di ultimo livello della Santa Sede.

Papa Bergoglio Papa Bergoglio

 

La strategia prevede che i nuovi potenziali protagonisti vengano convocati come persone informate dei fatti, in modo da poter contare sulla loro disponibilità a collaborare. Alcuni avrebbero infatti incarichi in Vaticano e al rischio di subire conseguenze giudiziarie si aggiunge quello di essere allontanati dagli uffici dove lavorano tuttora.

 

Il copione è simile a quello di tre anni e mezzo fa, quando si scoprì che le «spie» erano più d' una, ma l' unico a pagare - almeno ufficialmente - è stato il segretario di papa Benedetto XVI, Paolo Gabriele. Adesso la partita appare addirittura più grande perché colpisce direttamente l' opera di rinnovamento portata avanti dal pontefice, ma soprattutto perché ha come obiettivo principale il settore economico e finanziario della Santa Sede.

 

DEUTSCHE BANKDEUTSCHE BANK

Lo Ior rimane lo snodo cruciale di questa nuova indagine sui «corvi» del Vaticano perché, nonostante gli impegni per una collaborazione reale con la magistratura italiana, molte reticenze hanno segnato il rapporto con i pubblici ministeri titolari di inchieste che hanno riguardato conti aperti presso l'Istituto o comunque depositi collegati in altri istituiti di credito, prima fra tutti Deutsche Bank.

 

E questo avvalora il sospetto che la nuova fuga di notizie possa in realtà riguardare anche l' identità dei titolari, le movimentazioni degli ultimi anni effettuate anche per sfuggire ai controlli. E dunque diventare arma di ricatto visto che si tratta di documenti rimasti riservati.

 

corrado lanino  francesca immacolata chaouquicorrado lanino francesca immacolata chaouqui

L' esistenza di questi conti, almeno un centinaio nella maggior parte cifrati proprio per nascondere il nome di chi li ha aperti e gestiti, era stata confermata dai nuovi vertici dello Ior pur con la precisazione che sarebbero stati chiusi entro breve. I titolari sono infatti «laici» ma lo statuto dello Ior vieta che si possano avere clienti non religiosi e, proprio sulla base della trasparenza che avrebbe dovuto caratterizzare il nuovo corso, era stato annunciato un provvedimento di blocco.

 

Non è andata così. Svariati depositi, anche quelli utilizzati per il transito di proventi illeciti come è stato documentato da indagini svolte dall' autorità giudiziaria italiana, sono tuttora attivi. E proprio questo potrebbe aver alimentato l' interesse di chi ha trafugato le carte dal sistema informatico, ma anche dai fascicoli custoditi nell' archivio della Cosea, la Commissione referente per lo studio dei problemi economici e amministrativi, di cui Balda e Chaouqui facevano parte.

Francesca Immacolata Chaouqui testimone Francesca Immacolata Chaouqui testimone

 

 

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