maduro venezuela

NARCOS, PETROLIO E SOCIALISMO – PERCHÉ I MILITARI STANNO CON MADURO? IL DITTATORE HA DATO LORO UN ACCESSO PRIVILEGIATO ALLE RISERVE DI PETROLIO – IL VENEZUELA HA ALCUNE TRA LE PIÙ GRANDI RISERVE PETROLIFERE DEL MONDO, RICCHEZZE CHE SONO STATE SPRECATE, DILAPIDATE PRIMA DA CHAVEZ E ORA DA MADURO – L’ALLEANZA CON I NARCOS E GLI APPOGGI ESTERNI DI RUSSIA, CINA E CUBA

Federico Rampini per “la Repubblica”

 

maduro manda i blindati sulla folla

Blindati "socialisti" contro civili indifesi: dopo Budapest 1956, Praga 1968, Tienanmen 1989, si rischia un orrido remake a Caracas. Un regime che si dice di sinistra, palesemente illegittimo dopo le ultime frodi elettorali e le violazioni ripetute della Costituzione, maneggia la forza militare per reprimere il suo popolo.

 

nicolas maduro

È un popolo disgraziato quello del Venezuela: sotto la sua terra e le sue acque litoranee ci sono alcune fra le più grandi riserve petrolifere del pianeta. Ricchezze sprecate, dilapidate, prima da Chavez e ora da Maduro, caricature feroci e oscene dei sogni di Bolivar e Che Guevara. Con più di tre milioni di cittadini costretti all' esilio, i rimanenti 30 milioni esposti a privazioni drammatiche, e abusi continui dei diritti umani, questo è da tempo uno Stato fallito nonché uno Stato-canaglia, governato da un potere criminale.

 

supporto a maduro e a guaido'

Ieri le forze armate sono parse sul punto di dividersi. Alcuni reparti militari sono scesi in piazza col presidente Juan Guaidò, il 35enne che viene riconosciuto come legittimo da oltre 50 Paesi, tra cui la maggioranza dei suoi vicini sudamericani. Altri però sono rimasti fedeli a Maduro e non hanno esitato a caricare i civili. L' impressione col passare delle ore è che il tentativo di attirare il potere militare dalla parte di Guaidò sia pieno di incognite.

MADURO

 

L' alleanza fra le forze armate e Maduro è difficile da smontare. Sono numerosi i fattori che tengono unito l' esercito a questo presidente fallimentare, affamatore del suo popolo. Al primo posto il petrolio: Maduro ha dato ai militari un accesso privilegiato alle ricchezze energetiche del Paese. Al secondo posto - novità allarmante da alcuni anni - c' è il narcotraffico, ormai gestito direttamente dagli uomini in divisa.

 

juan guaido' invoca la rivolta finale contro maduro 2

Gli equilibri di potere nel mondo dei narcos si evolvono velocemente e oggi un ruolo di primo piano lo svolge il narcotraffico di Stato gestito dalle autorità di Caracas. Al terzo posto ci sono gli appoggi esterni: Russia, Cina e Cuba stanno supplendo con le loro risorse alle sanzioni varate dagli Stati Uniti. E' un mix esplosivo. Un esercito locale corrotto; sostenuto da Putin e Xi Jinping che hanno interesse a rafforzare il loro insediamento nel "cortile di casa" degli Stati Uniti. In questo cinico calcolo geostrategico, le sofferenze dei venezuelani sono irrilevanti.

 

MADURO PUTIN

Purtroppo anche coloro che hanno fatto la scelta giusta sostenendo l' anti-Maduro dal 23 gennaio scorso - e per una volta questo include Donald Trump - non hanno idee chiare su come uscirne. Lo stesso Guaidò ieri è parso sul punto di cercare legittimità tra i ranghi dei militari. È un' opzione pericolosa, perché può conferire all' esercito ancor più potere di quanto ne abbia adesso. Guai se passa il principio che a scegliere i presidenti è il numero di reggimenti che si schierano con loro. In un' America latina largamente liberata dalle dittature militari, riesumare i fantasmi del passato sarebbe un terribile errore.

venezuela scontri a caracas dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 1

 

Gli Stati Uniti - almeno finora - hanno dato prova di moderazione, l' opzione di un intervento militare è stata evocata finora in modo molto teorico: il Pentagono sembra restìo a mandare soldati in Sudamerica, malgrado Putin faccia di tutto per provocare un' altra "crisi di Cuba 1962". Ma Washington ha commesso degli errori, con sanzioni che hanno colpito anche le rimesse degli emigrati, aggravando i disagi della popolazione. Né Washington né i suoi alleati latinoamericani hanno trovato una mediazione che offra a Maduro una via d' uscita onorevole, e ai militari delle garanzie economiche. E' uno scenario arduo, implica dei patti luciferini: quanto denaro bisogna offrire per la neutralità di un esercito che ormai al suo interno ha gli eredi di El Chapo e Pablo Escobar? D' altra parte nessun costo forse è troppo elevato, se serve a evitare nuovi spargimenti di sangue.

venezuela scontri a caracas dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 3

 

Un' Amministrazione Usa meno isolazionista starebbe lavorando per delegare ai governi dell' area il compito di mediare: il Messico potrebbe svolgere un ruolo perché ha un leader della sinistra populista, ma attento a non guastarsi i rapporti con gli Usa.

venezuela proteste contro maduro 9

In un mondo ideale l' Europa avrebbe l' indipendenza e la stazza geopolitica per farsi avanti.

L' Italia in particolare vista l' importante comunità di connazionali e oriundi che vivono in Venezuela. A febbraio il governo Conte si chiamò fuori, su pressione dei 5 stelle "maduriani", isolandosi dal concerto europeo favorevole a Guaidò. Si può ancora rimediare; anzi si deve, quando la posta in gioco è così drammatica.

venezuela scontri a caracas dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 7supporto a maduro e a guaido'venezuela scontri tra i manifestanti e la polizia dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 13venezuela scontri tra i manifestanti e la polizia dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 5venezuela scontri tra i manifestanti e la polizia dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 7venezuela scontri tra i manifestanti e la polizia dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 11venezuela scontri tra i manifestanti e la polizia dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 10venezuela scontri tra i manifestanti e la polizia dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 6venezuela scontri tra i manifestanti e la polizia dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 2venezuela scontri tra i manifestanti e la polizia dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 14venezuela scontri tra i manifestanti e la polizia dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 15venezuela scontri tra i manifestanti e la polizia dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 3juan guaido'venezuela scontri tra i manifestanti e la polizia dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 1venezuela scontri tra i manifestanti e la polizia dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 17venezuela scontri tra i manifestanti e la polizia dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 16venezuela scontri a caracas dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 5venezuela scontri a caracas dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 9venezuela scontri a caracas dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 8venezuela scontri a caracas dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 4maduro manda i blindati sulla follajuan guaido'venezuela scontri a caracas dopo la chiamata alla rivolta di juan guaido' 6

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...