mac caddell consolato milano

UNA VOLTA GLI STATI UNITI ESPORTAVANO DEMOCRAZIA. ORA, SONO RITORNATI ALLO SCHIAVISMO – LA SOCIETÀ CADDELL, CHE A MILANO IMPIEGAVA CENTINAIA DI LAVORATORI INDIANI A DUE EURO L’ORA, NEL CANTIERE DEL CONSOLATO USA, NON È NUOVA A SCANDALI E CONTRATTI “DISCUTIBILI”, CON ALTRI “INDIANI”: NEL 2012 PAGÒ 2 MILIONI AL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA PER CHIUDERE UN CASO DI FALSE DICHIARAZIONI E FATTURE GONFIATE LEGATE A PRESUNTI AIUTI A SOCIETÀ DI NATIVI AMERICANI – CADDELL HA CHIUSO MOLTI CONTRATTI CON IL GOVERNO USA: NON SOLO HA VINTO UN APPALTO PER COSTRUIRE UNA FETTA DI MURO ANTI-MIGRANTI DI TRUMP, MA È STATA SCELTA PER VARI COMPOUND MILITARI, SEDI DIPLOMATICHE, PROGETTI DELLA DIFESA. NON È UN GIGANTE, MA IL SUO PORTAFOGLI SUPERA I 24 MILIARDI DI DOLLARI – LA TENTATA FUGA DEL TURCO ULAS DEMIR, RESPONSABILE DELLA SEDE MILANESE…

1 - SCHIAVISMO AL CONSOLATO USA MANAGER FERMATO, STAVA FUGGENDO

Estratto dell’articolo di Rosario Di Raimondo per “la Repubblica”

 

cantiere consolato americano a milano 4

Stava per imbarcarsi in aereo con moglie e figli. Voleva partire per Istanbul. «Se vieni per le ferie sarebbe meglio», gli aveva consigliato due giorni prima il suo superiore. Strane coincidenze: il 29 maggio aveva scoperto di essere indagato per caporalato; il giorno dopo, aveva già comprato i biglietti; e ieri è andato con la famiglia all'aeroporto di Bergamo. Dove i carabinieri lo hanno fermato.

 

Adesso è in carcere in attesa di essere interrogato dal gip Ulas Demir, 47 anni, nato in Turchia e residente a Pogliano Milanese. È il «preposto alla sede secondaria italiana di Caddell», colosso dell'Alabama che a Milano sta realizzando un progetto da 200 milioni di dollari: la nuova sede del consolato Usa.

 

Mac Caddell

Ma questo mega appalto è al centro di un'inchiesta della procura guidata da Marcello Viola, che con i pm Paolo Storari e Mauro Clerici e i carabinieri per la tutela del lavoro guidati da Loris Baldassarre indaga per sfruttamento: centinaia di operai indiani pagavano cinquemila euro a testa per arrivare in Italia e lavorare in cantiere, dove guadagnavano due euro l'ora in un regime di «para schiavitù».

 

Giovedì mattina Demir sa di essere indagato per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro: «Assumeva, impiegava, utilizzava i lavoratori in condizioni di sfruttamento approfittando del loro stato di bisogno», si legge nel capo d'imputazione. […]

 

caddell construction co.

«Il pericolo di fuga è concreto, chiaro e imminente», scrive Storari riferendosi al turco. Che il 29 maggio, quando scopre di essere indagato, non può sapere di essere intercettato. Quel giorno viene captata una conversazione tra lui e un uomo non identificato. Un suo superiore.

 

Quest'ultimo dice: «Sto partendo, mi trovo sull'aereo, sta per decollare. Ho parlato con Fra Zafer e con Can Celik, e Fra Zafer dice che se vieni per ferie sarebbe meglio». Demir risponde: «Va bene. Non sarebbero problemi dopo?». Risposta del misterioso interlocutore: «Ho parlato anche con Can Celik, dicono che così potrebbero esserci più problemi. […]. Quindi qual è la data più vicina in cui puoi farlo? Vedi un attimo e parlane con tua moglie».

 

cantiere consolato americano a milano 3

Conclude Demir: «Va bene».

Demir ieri porta la famiglia in aeroporto. Con sé ha dei grossi bagagli. Lo fermano i carabinieri. Per i pm «è chiara la volontà di fuggire». […]

 

2 - DALLE FATTURE GONFIATE AL PENTAGONO AL MURO ANTI-MIGRANTI IN MESSICO LE OMBRE DEL GRUPPO DELL'ALABAMA

Estratto dell’articolo di Francesco Manacorda per “la Repubblica”

 

cantiere consolato americano a milano 1

Ancora gli indiani. Ma se questa volta si tratta dei lavoratori che secondo la Procura di Milano sarebbero stati reclutati da un'agenzia di Nuova Delhi e poi portati a lavorare in Italia in condizioni di sfruttamento, la Caddell Construction era già finita in acque torbide per i suoi rapporti con altri "indiani": i nativi americani al centro di un programma federale che doveva aiutare le piccole imprese a entrare nei grandi appalti del Pentagono.

 

Nel sistema dei grandi appalti federali Usa, Caddell non è un gigante, ma nemmeno un microbo. È al 90° posto nella classifica 2026 dei general contractor americani, quelli che forniscono le grandi opere "chiavi in mano", o quasi, ai committenti.

 

Fondata nel 1983 a Montgomery, in Alabama, da John A. Caddell, l'azienda è cresciuta basandosi sullo stretto rapporto con la macchina pubblica. Oggi è controllata dai dipendenti attraverso un piano di azionariato.

 

caddell construction co.

La continuità dinastica, però, resta: presidente e amministratore delegato è Mac Caddell, nipote del fondatore.

 

I dati della società raccontano che il suo portafoglio supera i 24 miliardi di dollari in lavori negli Stati Uniti e in 38 Paesi su cinque continenti. Con una buona domanda pubblica: l'ufficio del Dipartimento di Stato che si occupa degli edifici diplomatici americani all'estero, indica Caddell come general contractor del nuovo consolato di Milano, con un progetto che vale fino a 211,9 milioni di dollari.

 

Ma la scala dei rapporti con Washington è molto più ampia. Nel 2024, tra le altre cose, Caddell è stata scelta anche per il nuovo compound dell'ambasciata americana a Port of Spain, a Trinidad e Tobago, con un contratto fino a 350 milioni di dollari. A Kabul, in Afghanistan, ha lavorato a un progetto di sede diplomatica il cui costo è salito da 400 a oltre 800 milioni.

donald trump - muro anti migranti al confine usa messico

 

E poi contratti con la Difesa Usa, dall'Alaska al Texas. Basta questo elenco sommario per capire che non si parla di un costruttore regionale dell'Alabama, ma di un fornitore stabile in quei cantieri dove sicurezza, diplomazia e denaro pubblico si impastano con il cemento.

 

Un capitolo significativo riguarda anche il muro al confine con il Messico, l'opera-simbolo di Donald Trump. Nel 2017 Caddell venne selezionata tra le imprese incaricate di costruire i prototipi nella zona di San Diego: in pratica dei "modellini" di dieci metri per dieci dello sbarramento anti-migranti, pagati ai costruttori qualche centinaio di migliaia di dollari. Due anni dopo la joint venture Gibraltar-Caddell ottenne una fetta del muro di Trump: 22 miglia, con un contratto base da 155,3 milioni.

 

È in questo incrocio tra appalti pubblici, sicurezza nazionale e programmi federali per i subappalti che si collocano anche i rapporti con i nativi americani e i problemi giudiziari.

 

cantiere consolato americano a milano 2

Nel 2012 Caddell si impegnò a pagare 2 milioni al Dipartimento di Giustizia, che in cambio la dichiarò non perseguibile, per chiudere un caso legato all'assistenza fornita a Mountain Chief, società nativa americana inserita nei programmi "Mentor-Protégé" e "Indian Incentive" del Pentagono.

 

[…]

 

Secondo il Dipartimento di Giustizia, […] Caddell presentò richieste di pagamento che gonfiavano in modo significativo l'aiuto fornito a Mountain Chief. L'anno dopo Caddell accettò di versare altri 1,15 milioni per risolvere accuse civili secondo cui aveva falsamente rappresentato il ruolo di Mountain Chief in lavori a Fort Bragg e Fort Campbell.

donald trump comizio ad alamo in texas davanti al muro con il messico

 

C'è poi il caso di Camp Lejeune, la nota base dei Marine in North Carolina, dove una joint venture tra Caddell e W.G. Yates fu accusata da una "soffiata" interna di usare piccole imprese-schermo, con annessi benefici fiscali, per una serie di subappalti svolti invece da operatori più grandi.  […] Già nel 2014 il Corpo degli ingegneri dell'Esercito Usa trasmise una raccomandazione per escludere Caddell dagli appalti federali proprio per le false dichiarazioni contestate. L'esclusione, alla fine, non scattò e l'azienda ricevette soltanto un avvertimento. Vedremo se anche il caso milanese finirà allo stesso modo.

donald trump comizio ad alamo in texas davanti al muro con il messico consolato americano a milano 6consolato americano a milano 3consolato americano a milano 5consolato americano a milano 7consolato americano a milano 2consolato americano a milano 1IRANIANI MANIFESTANO DAVANTI AL CONSOLATO DI MILANOconsolato americano a milano 8

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