youssef zaghba

YOUSSEF ZAGHBA, UNO DEGLI ATTENTATORI DI LONDRA, NEL MARZO 2016 VENNE FERMATO ALL'AEROPORTO DI BOLOGNA, PRIMA DI PARTIRE PER ISTANBUL CON UN BIGLIETTO DI SOLA ANDATA: AVEVA CONFIDATO CANDIDAMENTE A UN POLIZIOTTO CHE “VOLEVA FARE IL TERRORISTA”

1 - YOUSSEF E IL SOGNO DEL CALIFFATO IN SIRIA "VOLEVA DIVENTARE UN TERRORISTA"

Franco Giubilei e Karima Moual per “la Stampa”

 

Youssef Zaghba Youssef Zaghba

C'è un contrasto stridente fra il panorama idilliaco di questa frazione di Castelletto di Serravalle, Fagnano, dove vive la madre del giovane terrorista ucciso dalla polizia inglese e la scia di sangue lasciata dai tre terroristi a Londra. Youssef Zaghba, nato a Fes in Marocco 22 anni fa e con doppia cittadinanza, quassù c' è venuto per brevi periodi a trovare la madre italiana, Valeria Collina, convertita all' Islam da quasi trent' anni, alloggiando nella villetta di via Fabbri 47.

 

La casa a Bologna di Youssef Zaghba La casa a Bologna di Youssef Zaghba

L'ADDIO ALLA MADRE

In un' intervista all' Espresso on line, la madre del ragazzo dice di aver sempre controllato le sue amicizie perché «non si affidasse a persone sbagliate», in Italia come in Marocco, dove studiava informatica all' Università di Fes. Le cattive compagnie e le scelte sbagliate sarebbero arrivate a Londra, in «quel quartiere che non mi ha mai trasmesso serenità», aggiunge la donna, che col figlio ha parlato l' ultima volta giovedì scorso, al telefono.

 

«Per lui la Siria era un luogo dove si poteva vivere secondo un Islam puro». «Mi ha chiamato al telefono giovedì scorso, nel primo pomeriggio - ha raccontato ancora la donna - e con il senno di poi mi rendo conto che quella nei suoi piani era la telefonata di addio. Pur non avendomi detto niente di particolare, lo sentivo dalla sua voce». Necessario, conclude la madre commentando la scelta di diversi imam di rifiutarsi di celebrare i funerali di suo figlio, che condivide, «dare un messaggio ai familiari delle vittime e ai non musulmani».

La zia di Youssef Zaghba La zia di Youssef Zaghba

 

Nel marzo dell' anno scorso Youssef venne fermato all' aeroporto di Bologna, prima di partire per Istanbul con un biglietto di sola andata. Confidò candidamente a un poliziotto che «voleva fare il terrorista», ha detto il procuratore di Bologna Giuseppe Amato: «Poi si corresse, gli venne sequestrato il computer ma secondo il tribunale del Riesame non c' erano i presupposti per ravvisare la sussistenza di un reato, così ne ordinò la restituzione e non si poté esaminare il contenuto del pc». In quell' occasione la madre implorò la polizia di non farlo partire.

 

Vicino di casa di Youssef Zaghba Vicino di casa di Youssef Zaghba

Il giovane venne pure segnalato alle autorità inglesi: «In un anno e mezzo è venuto dieci giorni in Italia ed è stato sempre seguito dalla Digos di Bologna, ma non c' erano prove che fosse un terrorista». La madre, molto preoccupata per «certi discorsi che faceva» e per il suo comportamento - sul suo telefono la polizia aveva trovato foto e documenti riconducibili all' estremismo islamico e la casa di Fagnano fu perquisita -, ha cominciato a collaborare con le forze dell' ordine. Nei confronti del ragazzo venne aperto un fascicolo per terrorismo, ma venne rilasciato quasi subito.

 

TERRORISTA LONDON BRIDGE RACHID REDOUANE 1TERRORISTA LONDON BRIDGE RACHID REDOUANE 1

Da approfondire se, nel rilascio, siano stati sottovalutati gli elementi a disposizione della polizia o se invece non ci fossero le condizioni per il fermo.

 

IL PADRE VIOLENTO

Valeria Collina era tornata in Italia da un anno e mezzo, dopo la fine del suo rapporto burrascoso con il padre di Youssef, suo marito. Un uomo che, racconta la zia della donna, Nerina, 94 anni, «la picchiava e la minacciava». Il marito le avrebbe anche sottratto beni e soldi dopo che la donna l'aveva seguito in Marocco convertendosi all' Islam. Da lui ha avuto anche un' altra figlia, di qualche anno più grande, che vive con la madre a Fagnano.

 

VITTIMA ATTACCO LONDON BRIDGEVITTIMA ATTACCO LONDON BRIDGE

«Il marito è stato arrestato in Marocco, e anche il figlio è finito in carcere», aggiunge la zia. Una coppia mista sui generis, il padre e la madre dell' attentatore, che potrebbe aver cominciato a radicalizzarsi già in Marocco, per poi ultimare il percorso una volta giunto a Londra. Ai maltrattamenti, negli ultimi tempi si era aggiunta la volontà del marito, comunicata alla moglie, di sposare una seconda donna. Una decisione che ha spinto Valeria Collina a tornare in Italia dopo il divorzio.

 

2 - IL TERRORISTA ALLEVATO A CASA NOSTRA

Lorenzo Vidino per “la Stampa”

 

La notizia che Youssef Zaghba, uno dei tre attentatori di Londra, abbia forti legami con il nostro Paese preoccupa. Non è particolarmente eclatante che sia spesso transitato nel Bolognese, dove le sue visite pare fossero motivate dalla presenza della madre.

 

khuram butt e rachid redouanekhuram butt e rachid redouane

Anzi, il fatto che apparentemente nel marzo 2016 fosse stato posto in stato di fermo mentre tentava di imbarcarsi per la Turchia con chiara destinazione finale la Siria è prova che la nostra antiterrorismo ha funzionato: ha individuato un soggetto radicalizzato e gli ha impedito la partenza.

 

Difficile al momento stabilire se la giustizia avrebbe potuto fare di più e detenerlo, ma è importante che le autorità italiane lo abbiano schedato come pericoloso e abbiano condiviso l' informazione coi partner europei - lo scambio di informazioni operative in tempo reale è basilare nel confronto della minaccia terroristica attuale.

khuram buttkhuram butt

 

Non è il primo jihadista a transitare sul nostro territorio. Anis Amri, l' attentatore del mercatino di Berlino, aveva iniziato il suo percorso di radicalizzazione nelle carceri siciliane e dopo la strage era tornato nel nostro Paese, venendo ucciso a Sesto San Giovanni.

 

L'attentatore di Nizza era venuto spesso in Italia, facendo proselitismo tra i rifugiati di Ventimiglia. E altri attentatori erano approdati nella Penisola come prima tappa del loro viaggio dalla Siria ai Paesi europei che poi hanno colpito. Ma non sembra che ci sia un filo conduttore tra queste storie, non è un trend, sono storie isolate. Per quanto anche da noi operino soggetti con legami operativi con lo Stato Islamico non risulta infatti esserci una rete di supporto che fa passare da noi jihadisti in arrivo da o in partenza verso i territori del Califfato.

 

buttbutt

L' idea dell'Italia come comodo Paese di passaggio (e secondo alcuni per questo non attaccata dai terroristi) è fallace e non basata sulla conoscenza dei trend attuali del jihadismo globale. Quello che invece preoccupa del caso Zaghba è il fatto che il ventiduenne è il secondo cittadino italiano di seconda generazione (con padre nordafricano e madre italiana) ad essersi macchiato di un atto di violenza jihadista nell' arco di tre settimane.

 

borough marketborough market

Il 18 maggio, infatti, Ismail Tommaso Hosni, padre tunisino e madre pugliese, aveva accoltellato agenti di polizia e militari in servizio alla Stazione Centrale di Milano. Un atto le cui motivazioni non sono chiarissime, ma certe sono le simpatie jihadiste dell' Hosni. Siamo di fronte a un nuovo trend? Uno dei principali motivi per cui l' Italia è stata finora solo marginalmente toccata dall' ondata di violenza jihadista che ha insanguinato l' Europa è il fatto che non ha un numero importante di «seconde generazioni».

 

E' proprio questa la fascia che nei Paesi del Centro-Nord Europa si è dimostrata la più suscettibile alla radicalizzazione, i figli arrabbiati di genitori musulmani immigrati o di coppie miste che combattono con problemi di identità, che non si sentono a loro agio né con l'islam dei genitori né con la vita nelle nostre società laiche, che trovano nel jihadismo una risposta forte alle loro mille domande, insicurezze e frustrazioni.

borough market 14borough market 14

 

In Italia si erano già visti alcuni casi di «seconde generazioni» radicalizzate, ma nulla in confronto a Francia, Germania o Inghilterra. I casi Zaghba e Hosni sono due campanelli d' allarme sotto due punti di vista. In primis, anche se è presto dirlo, potrebbero essere solo le prime indicazioni che il fenomeno delle seconde generazioni radicalizzate è arrivato anche da noi. E al tempo stesso pongono l' antiterrorismo italiana davanti a una problematica nuova.

 

41130e1f00000578 4569638  rapid gunfire was heard in the london bridge area as armed poli a 20 149655993099841130e1f00000578 4569638 rapid gunfire was heard in the london bridge area as armed poli a 20 1496559930998

Fino ad oggi le espulsioni di soggetti radicalizzati sono state uno degli strumenti principali nel contrasto al terrorismo (49 effettuate dall' inizio dell' anno). Ma questo efficacissimo strumento, che rimuove dal suolo nazionale soggetti chiaramente radicalizzati prima che possano passare all' azione, non può essere applicato a uno Zaghba, a un Hosni o ad altri che hanno passaporto e cittadinanza italiana. Anche se Zaghba e Hosni fossero due eccezioni (ma è più probabile che no lo siano) occorre pensare a come affrontare casi di cittadini radicalizzati, la stessa problematica che ha messo in crisi l' antiterrorismo di tutta Europa.

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…