yulia navalnaya vladimir putin

“PUTIN È UN DITTATORE. NON È NIENTE DI SPECIALE. IN OCCIDENTE E IN RUSSIA LO SOPRAVVALUTANO” - YULIA NAVALNAYA, MOGLIE DEL DISSIDENTE UCCISO DAL CREMLINO, ALEXEI NAVALNY: “LA SITUAZIONE IN RUSSIA NON È COSÌ BUONA, NÉ COSÌ UNITA, COME PUTIN VORREBBE FAR PENSARE. MOLTE PERSONE MI SCRIVONO DI UNA SITUAZIONE ECONOMICA MOLTO DURA, DI POVERTÀ. DIREI CHE PIÙ DEL 70% DI QUESTE LETTERE LO DICE. NON HANNO SOLDI PER LE COSE ESSENZIALI. OGGI LE PERSONE LO AVVERTONO SU DI SÉ. QUANDO NON SI È PIÙ IN GRADO DI TELEFONARE, O DI RICEVERE MESSAGGI DEI VICINI, O USARE IL CONTO BANCARIO ONLINE: È COSÌ CHE SI COMINCIA A PERCEPIRE CHE QUALCOSA STA SUCCEDENDO NEL PROPRIO PAESE - PUTIN ERA UN AGENTE DEL KGB, VUOLE SOLTANTO TORNARE ALL’UNIONE SOVIETICA E RICOSTRUIRE TUTTO LO SCHEMA DELL’URSS”

Estratto dell’articolo di Gordon Repinski per “Politico” pubblicato dal “Corriere della Sera”

Yulia Navalnaya - appello per le elezioni in Russia

 

Yulia Navalnaya, economista, attivista per i diritti umani, vedova di Alexei. Poco fa abbiamo ricevuto la conferma dalle intelligence di cinque Paesi europei che Alexei è stato avvelenato con la tossina della rana freccia. Lei ne è sempre stata convinta.

«[…] io lo sapevo già: aveva meno di 50 anni. E sebbene avesse vissuto in condizioni dure, fosse stato torturato, io ero sicura che si prendesse cura di sé […] Lo avevamo visto solo un giorno prima in video collegamento, sembrava stare assolutamente bene. Quindi era evidente che gli fosse successo qualcosa di orribile ed ero sicura che fosse stato Vladimir Putin.

yulia navalnaya berlino

 

Tutti sanno che nel 2020 Alexei è stato avvelenato con il Novichok. Anche noi abbiamo fatto la nostra indagine, mostrando tutti questi ufficiali dell’Fsb che lo seguivano da anni e che poi l’hanno avvelenato durante il viaggio in Siberia. Quindi, per me era evidente che fosse stato ucciso nella colonia penale: solo non sapevamo esattamente come. Sapevamo che ci sarebbe voluto un lungo tempo per scoprirlo.

 

vladimir putin

Per questo sono molto grata ai governi di Regno Unito, Svezia, Paesi Bassi, Francia e Germania, che hanno collaborato e hanno appena provato tutto. Le incertezze sono state dissipate: non si tratta solo di una nostra inchiesta. È un’indagine che si basa su fonti altamente scientifiche».

 

Due anni fa lei era salita sul palco a Monaco con la notizia fresca della morte di Alexei. E ha detto: Vladimir Putin sarà portato davanti alla giustizia. Non ci siamo ancora arrivati.

«[…] Sono sicura che due anni fa molti di voi, che hanno partecipato a questa Conferenza, o in tutto il mondo, erano certi che sarebbe stato impossibile trovare la verità. Invece ora abbiamo le prove che Vladimir Putin è l’assassino, che ha ucciso mio marito, e io sto lavorando molto duramente perché un giorno ci sia giustizia per lui».

 

Yulia Navalnaya E ALEKSEJ NAVALNY

Nutre delle aspettative che gli altri Paesi diano un seguito a quanto scoperto?

«Ci sono certamente questioni geopolitiche, quando i Paesi trattano con Putin. Non è la prima legge che infrange […]».

 

L’Occidente, o i Paesi che si oppongono a Putin, sono troppo deboli con lui?

«Certamente. A volte trattano Putin come se fosse il male in persona, pure evil. Ma non lo è. Chi è il signor Putin? Tutti si fanno questa domanda da anni. Per me, è molto evidente che Vladimir Putin è un semplice dittatore. Non è niente di speciale. Ha iniziato ovviamente rubando soldi al suo stesso popolo, poi con la repressione nel suo stesso Paese, con la censura. Poi ha avviato la guerra. E ha cominciato a uccidere i suoi oppositori politici. Molte persone sono in prigione. E siccome fa quello che fa ogni dittatore, dobbiamo comportarci con lui come con un dittatore».

alexei navalny

 

[…] È possibile che la popolazione si sollevi? C’è così tanta repressione.

«Quando c’è un tale livello di repressione, naturalmente è molto difficile alzare la voce.

[…] immagini che lei metta un “mi piace” a qualcosa sui social media e il giorno dopo finisca in prigione. E non sarà in grado di incontrare la sua famiglia per anni. Io capisco che è molto difficile comprenderlo qui, nell’Europa occidentale […]».

 

Tempo fa mi disse che dalla Russia riceveva lettere. Può condividere qualcosa?

«La situazione in Russia non è così buona, né così unita, come Vladimir Putin vorrebbe far pensare. Molte persone mi scrivono di una situazione economica molto dura, di povertà. Direi che più del 70% di queste lettere lo dice. Non hanno soldi per le cose essenziali.

 

yulia navalnaya

Mi scrivono molto della censura, dei social media vietati. Negli ultimi 20 anni la Russia è avanzata tecnologicamente: Internet si stava sviluppando molto velocemente, eravamo abituati ad avere ottimi servizi. Oggi le persone cominciano ad avvertirlo su di sé. Quando non si è più in grado di telefonare, o di ricevere messaggi dei vicini, o usare il conto bancario online: è così che si comincia a percepire che qualcosa sta succedendo nel proprio Paese, sulla propria pelle».

 

[…] Quando Putin è arrivato al potere è stato invitato a parlare al Parlamento tedesco, molti hanno pensato che potesse essere un riformatore. Lo abbiamo tutti sottovalutato?

«Lei lo sopravvaluta. E anche dentro la Russia lo sopravvalutano. Io capisco perché: quando è arrivato al potere era molto giovane, non beveva in confronto a Eltsin.

yulia navalnaya

Dava una speranza. Ma […] noi non ci siamo mai fatti illusioni su di lui: sapevamo dall’inizio cosa significasse il fatto che era un agente del Kgb, sapevamo che lui voleva sempre e soltanto tornare all’Unione Sovietica e ricostruire tutto lo schema dell’Urss, con la censura e un’unica opinione pubblica, e governare il Paese per tutta la vita». […]

putin on fire

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