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DAGOREPORT - MA DAVVERO FRANCESCHINI, INTERVENENDO AL SENATO, HA MANDATO “MESSAGGI CIFRATI” AI MAGISTRATI FACENDO INTENDERE DI FARLA FINITA DI INDAGARE ESPONENTI DEL PD (SALA E RICCI), OPPURE SI RITROVERANNO SENZA I VOTI DEI RIFORMISTI PD AL REFERENDUM CONTRO LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA BY NORDIO? –CHE SIA UNA ’’IPOTESI SURREALE”, SBOCCIATA DALLA FANTASY DI VERDERAMI SUL “CORRIERE”, LO SOSTIENE, A SORPRESA, ANCHE GUIDO CROSETTO - IL DISCORSO DI FRANCESCHINI NON MIRAVA INFATTI ALLA ‘’SEPARAZIONE DELLE CARRIERE” DELLE TOGHE, BENSÌ ATTACCAVA LO SDOPPIAMENTO DEL CSM, CON I COMPONENTI SCELTI COL SORTEGGIO, MANCO FOSSE “LA RUOTA DELLA FORTUNA” - FRANCESCHINI HA POI MOLLATO UNO SCHIAFFO ALLA SUA EX PROTEGÉE ELLY SCHLEIN, NEMICA GIURATA DEI VARI ‘’CACICCHI” DEL PARTITO, QUANDO HA DIFESO IL SISTEMA DELLE CORRENTI INTERNE ALLA MAGISTRATURA (CHE LA RIFORMA VORREBBE SCARDINARE) - MA LA DICHIARAZIONE PIÙ RILEVANTE DI ''SU-DARIO'' L’HA DETTATA AI CRONISTI: ‘’IL REFERENDUM CI SARÀ NEL 2026, SARÀ SENZA QUORUM E SARÀ TUTTO POLITICO CONTRO IL GOVERNO MELONI’’ - BEN DETTO! SE UNA SCONFITTA SAREBBE BRUCIANTE PER LE TOGHE, PER GIORGIA MELONI LA BOCCIATURA SAREBBE UNA CATASTROFE IRRIMEDIABILE...

 

 

DAGOREPORT

dario franceschini

Ma davvero Dario Franceschini, intervenendo nell’aula di Palazzo Madama, ha mandato “messaggi cifrati” ai magistrati di farla finita di mettere sul banco degli accusati esponenti del Pd (Sala e Ricci), oppure si ritroveranno senza il voto dei riformisti-dem del Pd al referendum contro la riforma costituzionale della giustizia targata Nordio?

 

Tutto il bordello decolla da un articolo – che sarebbe meglio definirlo un “avviso ai naviganti” – apparso sul “Corriere della Sera” del 25 luglio per la penna del retroscenista Francesco Verderami. Titolo: ‘’La "prova d'amore" di Franceschini e i messaggi cifrati tra Pd e magistrati”.

 

il fondo di giuseppe verderami

 

Il giorno dopo, scoppia il diluvio rimbalza sui giornali di destra:Dario Franceschini, dall'Aula il messaggio "criptato" alle toghe” (‘’Libero’’), ‘’La "prova d'amore" di Franceschini e i messaggi cifrati tra Pd e magistrati’’ (‘’Il Giornale’’) – ‘’Franceschini al Senato manda messaggi ai pm: “Pronti a fare la battaglia contro la riforma Nordio ma fermatevi” (‘’Il Secolo d’Italia’’).

 

Franceschini è ben noto per essere un tipino multi-tasking. Non solo per la sua attività di alternare trame politiche alla scrittura di romanzi. Nel corso degli anni, a capo della corrente Area Dem, è stato, ben nascosto nell’ombra, il burattinaio delle continue faide tra le correnti del corpaccione, mezzo-democristo e mezzo-post Pci, del Partito Democratico.

 

FRANCESCHINI ENRICO LETTA 4

 

 

 

Il colpaccio più famoso architettato da Franceschini fu quando nel 2014, in soli dieci giorni, la direzione del PD fece venir meno l’appoggio al Governo presieduto da Enrico Letta, per spedire l’astro fiorentino Matteo Renzi alla segreteria e poi Palazzo Chigi. L’ultima giravolta è stata la nomina dell’ignota Elly Schlein alla prima poltrona del Nazareno a spese del collega riformista-dem Bonaccini.

franceschini renzi

 

Da romanziere, il marito della Di Biase ha così liquidato l’’’articolo in bottiglia” di Verderami: “Di ogni fantasiosa interpretazione su logiche di messaggi, scambi, prove d'amore o quant'altro sottostanti l'intervento, risponde esclusivamente il giornalista che le ha pensate e scritte. Io posso solo dire che non solo non corrispondono in nessun modo alla mia volontà e al mio pensiero, ma ne sono lontane anni luce'’.

 

francesco verderami foto di bacco (2)

 

 

Insomma, “l’appoggio politico come merce di scambio per il referendum” è tutta un’invenzione del retroscenista di via Solferino. Punto? Macché! A spezzare una lancia a favore di “Su-Dario”, ovviamente nei limiti di co-fondatore di Fratelli d’Italia e di ministro della Difesa, arriva ieri un fluviale post di Guido Crosetto:

 

“Secondo ciò che scrive Verderami, oggi l’azione della magistratura sarebbe contro il maggior partito di opposizione (contro l’area riformista del PD?) per spingerlo a fare le barricate contro una riforma votata da un Parlamento, democraticamente eletto, in rappresentanza del popolo’’.

SERGIO MATTARELLA E CARLO NORDIO AL CSM

 

‘’Domani, per ricambiare il favore, magari in vicinanza delle prossime elezioni nazionali, l’attacco potrebbe rivolgersi all’attuale maggioranza, in modo tale che si possa contare su un Parlamento più remissivo in futuro?’’, si domanda l’ex democristiano di Cuneo.

 

E continua: “Sono certo che la quasi totalità dei magistrati concorderebbe con me nel considerare questa ipotesi surreale una cosa che sarebbe di una gravità assoluta”.

CSM

 

 

Dall’’’ipotesi surreale” sbocciata dall’immaginazione fervida di Verderami, Crosettone passa poi a sbandierare il vessillo del garantismo, smarcandosi dai vari La Russa e camerati: “Lo dico anche sapendo di fare cosa sgradita ad alcuni della parte politica cui appartengo, nel difendere avversari, ma Milano e Pesaro sono, a mio avviso, ennesimi esempi di un potere che può agire anche senza presupposti normativi certi o reati accertati ma solo sulla base di pregiudizi o altre logiche”.

 

GUIDO CROSETTO GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Se non ancora fosse chiaro, Guidone aggiunge: “Le inchieste di Milano e Pesaro, da ciò che è possibile leggere sui resoconti giornalistici, testano accuse incomprensibili ed ipotesi di reato che appaiono costruite più su teoremi e su giudizi ideologici, che su fattispecie solide basate su presupposti normativi’’.

 

E manco fosse l’avvocato di Sala e Ricci, Crosetto conclude: “Voler attirare investitori in una città diventa un reato, cercare di rendere veloci le risposte degli enti pubblici diventa un favore al privato, fare cose di successo in un comune diventa un reato perché fatto per avere consenso e crescere nella stima dei cittadini...”.

 

DARIO FRANCESCHINI - ELLY SCHLEIN

Quel che è certo, e va detto chiaramente, sulla revisione costituzionale by Nordio, l’ex democristiano di Ferrara ha scodellato al Senato un discorso così involuto e doroteo che al termine nemmeno è stato applaudito dai colleghi di partito.

 

Come è altrettanto certo è che una buona parte dei riformisti del Pd non dispiaccia la separazione delle carriere. Il discorso di Franceschini mirava al punto cruciale della riforma Nordio: lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm). Difatti, con la revisione costituzionale vengono istituiti un Csm giudicante e un Csm requirente, presieduti entrambi dal presidente della Repubblica.

FABIO PINELLI, VICEPRESIDENTE DEL CSM, E CARLO NORDIO

 

E qui Franceschini è stato chiaro attaccando il meccanismo del sorteggio scelto dal governo per selezionare i componenti dei due Csm, “che potrebbe portare all’anarchia”. La riforma prevede appunto tale – non ci sono altri termini - aberrazione: che i componenti dei due Csm vengano estratti a sorte, manco fosse “Affari tuoi” e “La ruota della fortuna”. I laici vengono presi da un elenco, per i togati invece si tratta di un sorteggio secco, dice la legge. Una norma che non sta né in cielo né in terra.

LA GALASSIA DELLE CORRENTI DEL PD

 

 

 

Per sostenere l'opposizione del suo partito all'elezione per sorteggio dei membri del Csm, Franceschini ha poi approfittato per mollare uno schiaffo alla sua ex protegée Elly Schlein, nemica giurata dei vari ‘’cacicchi” del partito, quando ha difeso vigorosamente il sistema delle correnti interne alla magistratura, che la riforma vorrebbe scardinare, e che invece per l'ex ministro sono un bene da tutelare, perché "svolgono un'opera di mediazione e di bilanciamento".

 

anm associazione nazionale magistrati N

Ma la dichiarazione più rilevante (e chiara) dell’ex ministro del Tax Credit è arrivata dopo il suo intervento al Senato, quando ha dettato ai cronisti: ‘’Il referendum ci sarà nel 2026, sarà senza quorum e sarà tutto politico. Un referendum a fine legislatura sarà un referendum contro il governo Meloni e state sicuri che non pochi usciranno di casa per votare contro il governo e le vostre tentazioni autoritarie. Meloni è più furba di Salvini, non parla di pieni poteri, ma il suo desiderio vi assomiglia molto”.

 

AGNESE LANDINI E MATTEO RENZI DURANTE LE DIMISSIONI

Ben detto! Se infatti una sconfitta sarebbe bruciante per l’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), per il governo Meloni, la bocciatura sarebbe una catastrofe irrimediabile. (Ricordatevi la notte del 5 dicembre 2021, quando Renzi, travolto dai “no” al suo referendum costituzionale, annunciò: "L'esperienza del mio governo finisce qui…”).

dario franceschiniGIORGIA MELONI - VIGNETTA BY ROLLI IL GIORNALONE - LA STAMPAfranceschini schlein

 

VIGNETTA DI ELLEKAPPA - GIORGIA MELONI E I MAGISTRATIassociazione nazionale magistrati in protesta contro il governo renzi

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