tumore

DIMENTICATE LA SFORTUNA QUANDO SI PARLA DI TUMORI – UN NUOVO STUDIO CONFERMA CHE UNA DELLE ALTERAZIONI GENICHE PIÙ FREQUENTI PER LO SVILUPPO DEL CANCRO NON AVVIENE CASUALMENTE, MA E' PROVOCATA DALL’AMBIENTE ESTERNO ALLA CELLULA – STILE DI VITA E BUONA ALIMENTAZIONE CONTANO: NON È UN CASO CHE IL 40% DEI TUMORI SI POTREBBERO PREVENIRE ELIMINANDO…

Silvia Turin per "www.corriere.it"

 

tumore

Non ci si ammala di cancro per caso o per sfortuna: lo confermano i risultati dello studio di un gruppo di scienziati dell’Istituto europeo di oncologia, appena pubblicato sulla rivista scientifica Nature Genetics e finanziato dallo European Research Council (ERC).

 

Le mutazioni sono prevedibili

I ricercatori, guidati da Piergiuseppe Pelicci, Direttore della Ricerca Ieo e professore di Patologia generale all’Università di Milano, e Gaetano Ivan Dellino, ricercatore Ieo e di Patologia generale dell’Università di Milano, in collaborazione con il gruppo diretto da Mario Nicodemi, professore all’Università di Napoli Federico II, hanno scoperto che una delle alterazioni geniche più frequenti e importanti per lo sviluppo del cancro, le «traslocazioni cromosomiche», non avvengono casualmente nel genoma, ma sono prevedibili e sono provocate dall’ambiente esterno alla cellula.

 

malati tumore 8

Il commento

«Nel corso della vita, un uomo su 2 e una donna su 3 si ammalano di cancro - spiega Pelicci -. Perché? Un tumore si sviluppa quando una singola cellula accumula 6 o 7 alterazioni del Dna a carico di particolari geni: i geni del cancro. La domanda diventa quindi: che cosa determina quelle alterazioni?

 

tumore allo stomaco 1

La ricerca di una risposta ha creato due scuole di pensiero: una che identifica la causa principale nell’ambiente in cui viviamo e nel nostro stile di vita, e l’altra che ne attribuisce l’origine alla casualità e dunque, in ultima analisi, alla sfortuna».

 

Il precedente

Secondo tre precedenti studi pubblicati su Science, a firma da Bert Vogelstein, uno degli scienziati contemporanei più autorevoli, due terzi delle mutazioni trovate nei tumori si formano durante la normale vita dei nostri tessuti, quando le cellule duplicano il proprio Dna per moltiplicarsi.

 

genoma 8

Siccome queste mutazioni sono considerate inevitabili, perché dovute ad errori casuali, Vogelstein aveva concluso che le stesse avverrebbero in ogni caso, anche se il nostro fosse un pianeta perfetto e i nostri stili di vita irreprensibili. I lavori pubblicati hanno stimolato un grande dibattito nella comunità scientifica.

tumore allo stomaco

 

La scoperta

«Oggi pubblichiamo un lavoro che mette in discussione la casualità delle traslocazioni cromosomiche - spiega Dellino in un comunicato - , uno dei due tipi di alterazioni geniche trovate nei tumori. Le traslocazioni sono la conseguenza di un particolare tipo di danno a carico del Dna, ossia la rottura della doppia elica. Come per le mutazioni, pensavamo che questo tipo di danno avvenisse casualmente nel genoma, ad esempio durante la divisione cellulare, come ipotizzato da Vogelstein.

tumore ai polmoni

 

Al contrario, studiando le cellule normali e tumorali del seno, abbiamo scoperto che né il danno al Dna né le traslocazioni avvengono casualmente nel genoma. Il danno si verifica all’interno di geni con particolari caratteristiche e in momenti precisi della loro attività. Si tratta di geni più lunghi della media e che, pur essendo “spenti”, sono perfettamente attrezzati per “accendersi”. La rottura del Dna avviene nel momento in cui arriva un segnale che li fa accendere. Studiando queste caratteristiche, possiamo prevedere quali geni si romperanno e quali no, con una precisione superiore all’85 per cento».

malati tumore 6

 

L’ambiente e gli stili di vita contano

«La questione centrale, che cambia la prospettiva della casualità del cancro, è che l’attività di quei geni è controllata da segnali specifici che provengono dall’ambiente nel quale si trovano le nostre cellule, e che a sua volta è influenzato dall’ambiente in cui viviamo e dai nostri comportamenti. Questa scoperta– continua Pelicci - ci insegna che la sfortuna non svolge alcun ruolo nella genesi delle traslocazioni e che abbiamo ora un motivo scientifico in più per non allentare la presa sulla prevenzione dei tumori.

 

tumore utero 5

Per ora non abbiamo capito quale sia esattamente il segnale che induce la formazione delle traslocazioni, ma abbiamo capito che proviene dall’ambiente, pur ignorando ancora luoghi e circostanze. È possibile, infine, che il medesimo meccanismo, o uno simile, possa essere anche alla base delle mutazioni studiate da Vogelstein. Ci stiamo lavorando», conclude il ricercatore.

 

Il 40 per cento dei tumori è prevenibile

A oggi conosciamo con certezza alcuni dei fattori ambientali che causano il cancro: fumo, alcool, obesità, inattività fisica, eccessiva esposizione al sole, una dieta ad alto contenuto in zuccheri e carni rosse o processate, e a basso contenuto di frutta, legumi e vegetali.

 

tumore al colon 7

La comunità scientifica concorda sul fatto che se tutti questi fattori fossero eliminati - e ciascuno è eliminabile - potremmo prevenire il 40 per cento dei tumori. Conosciamo inoltre alcuni virus e batteri che causano cancro: il virus Hpv favorisce il cancro della cervice e della faringe, il virus Hbv quello del fegato, il batterio Helicobacter pylori quello dello stomaco. Le vaccinazioni contro quei virus hanno il potenziale di evitare, da soli, il 15 per cento dei tumori nel mondo.

 

tumore al colon 2

Anche l’esposizione ad agenti inquinanti ambientali, occupazionali o industriali è causa di una frazione dei tumori. Purtroppo, però, a parte alcune eccezioni, come ad esempio l’amianto, non abbiamo ancora ben capito quali siano esattamente e quanto incidano. «Per quanto oggi sappiamo, ciascuno di noi può scegliere se prevenire il 40 per cento dei tumori, con pochi e precisi cambiamenti del modo in cui viviamo.

tumore al colon 3

 

La comunità scientifica lavorerà sul restante 60 per cento. A patto che ci siano fondi sufficienti per la ricerca», ricorda Pellicci.

 

cellule tumoretumoretumoretumore studio

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