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IL DIVANO DEI GIUSTI/1 - HO VISTO ANCHE L’ULTIMA PUNTATA DELLA QUINTA E FINALE STAGIONE DI “STRANGER THINGS”: POSSO CAPIRE IL DELIRIO DI UN PUBBLICO CHE È CRESCIUTO CON QUESTI PERSONAGGI ANNO DOPO ANNO MA QUESTO NON TOGLIE CHE LE ULTIME PUNTATE, E MI DISPIACE PER I FAN, ERANO DI UNA NOIA RARA - SU AMAZON MI SON SEGNATO TRA I FILM DA VEDERE “LES FEMMES” DI JEAN AUREL, GIÀ SCENEGGIATORE DI ROGER VADIM, CON BRIGITTE BARDOT BELLISSIMA, MAURICE RONET, MA ANCHE “STRANGER THAN PARADISE", BELLISSIMA OPERA PRIMA DI JIM JARMUSCH…

Marco Giusti per Dagospia

 

stranger things 3

Ok. Ho visto anche l’ultima puntata, 2 ore!, della quinta e finale stagione di “Stranger Things”, che in America astutamente hanno dato anche al cinema, con un incasso favoloso di 24-28 milioni di dollari (cazz..!) e diciamo che posso capire tutto o quasi. Dopo nove anni di attesa.

 

A cominciare dal delirio di un pubblico che è cresciuto con questi personaggi anno dopo anno, che ha visto i suoi piccoli eroi diventare grandi e affrontare mostri sempre più terribili in un mondo che stava cambiando tra social, AI, follie trumpiane di ogni tipo e desiderio di esprimere dissenso in un paese che sta diventando clamorosamente fascista.

 

millie bobby brown stranger things 2

Al punto che una delle attrici, Sadie Sink, ritirando un premio in questi giorni ha urlato “Fuck ICE, free Palestine”. Inutile dire che la chiave di lettura anti-trumpiana ovviamente c’è. Ora, E’ fin troppo dichiarato che la serie è una specie di minestrone che mette insieme l’avventuroso alla Goonies, il desiderio di rifare gli anni ’80 che si rifacevano agli anni ’60, il voler crescere insieme con un piccolo gruppo, affrontando temi più o meno scabrosi e pericoli evidenti.

 

Ma questo non toglie che le ultime puntate, e mi dispiace per i fan, erano di una noia rara. Le ho viste per dovere. Già prima, a Natale, ho aspettato come unica grande rivelazione quella che uno dei personaggi era gay. Era il clou di tre ore di spettacolo. Ma puoi tenere col fiato sospeso i tuoi spettatori (milioni e milioni) per dirgli una cosa che poteva essere buttata lì qualche settimana prima?

 

stranger things 8

In queste ultime due ore, invece, ci aspettavam o qualcosa di veramente grande, lo scontro tra Vesna e Undici e i ragazzi pronti a salvare il mondo e la loro cittadina di Hawkins, tra effetti speciali e pericolo costante che qualcuno dei nostri eroi ci lasciasse la pelle. Ma per arrivare allo scontro definitivo, ci scorrono davanti chili e chili di melassa + melassa + melassa.

 

Forse ha ragione Frank Darabont a amare i fratelli Duffer, responsabili della ideazione della storia e della saga, ma io non riesco a non trovare la serie qualcosa di già visto e rivisto. Anche se mi commuove rivedere i protagonisti di questa stagione nove anni fa quando erano poco più che bambini. E’ allora che “Stranger Things” mi sembra offrire il suo meglio.

 

Stranger Things - stagione 5

E mi piace anche la parte coi ragazzini più piccoli che vanno a scuola dal maestro cattivo, l’Henry clamoroso di Jamie Campbell Bower. Ma in tutto questo muoversi su piani diversi, tra mondo reale e sottosopra e soprasotto, grande idea visiva, devo dire, con sconfinamenti nella mente di Vesna, non mi ci trovo. Mi perdo facilmente. Ma forse è questo che volevano i fratelli Duffer.

stranger things 11

 

Che i padri si perdessero e lasciassero lo spazio dell’avventura ai figli e ai nipoti. Per il resto mi sono molto divertito con i vichinghi coatti e barbuti e i piccoli vichinghi che vanno a scuola di come uccidere i draghi di “Dragon Trainer”, scatenata versione live del cartone diretto da Dean DeBlois, che è regista anche di questo fantasy, con Mason Thames, Nico Parker, Gerard Butler, Nick Frost,che trovate su Sky.

mission impossible the final reckoning.

Su Sky trovate anche “Fuori” di Mario Martone con Valeria Golino, Matilda De Angelis e Elodie, tratto dal romanzo di Goliarda Sapienza. E trovate film nuovissimi come “Mission Impossible: The Final Reckoning”, che Luca Guadagnino mette tra i suoi preferiti del 2025. Mette anche “Un film minecraft” di Jared Hess con Jason Momoa, Emma Myers, Jack Black e Jennifer Coolidge.

 

E tra qualche giorno, udite udite, trovate anche “Un film fatto per Bene” di Franco Maresco. Su Amazon mi son segnato tra i film da vedere “Les femmes” di Jean Aurel, già sceneggiatore di Roger Vadim, con Brigitte Bardot bellissima, Maurice Ronet, ma anche “Stranger Than Paradise", bellissima opera prima di Jim Jarmusch con John Lurie, il musicista, qui anche co-sceneggiatore, Richard Edson, Eszter Balint, Sara Driver.

 

BRIGITTE BARDOT IN LES FEMMES

Un road movie in bianco e nero, da New York a Cleveland, e poi verso la Floria, di due amici e una ragazza, che rivelò un regista di grande talento e di grande gusto. Wim Wenders conobbe Jarmusch al festival di Salsomaggiore, dove il patron era Bernardo Bertolucci, e lì decise di produrgli il suo primo lungometraggio.

 

Per tutto il film sentiamo come colonna sonora “I Put a Spell On You” di Screamin’ Jay Hawkins, che la ragazza ascolta in maniera ossessiva. Jarmusch scoprì molto tardi che tutti i diritti di "I Put a Spell on You" erano andati alla casa discografica, e nulla a Screamin' Jay Hawkins. Visto che il film andò bene, fu lui stesso a rintracciare il cantante, che viveva in una roulotte e a dargli del denaro. Gli fece anche fare se stesso nel bellissimo film sul fantasma di Elvis…

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