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IL DIVANO DEI GIUSTI/1 – CHE VEDIAMO STASERA PER RIPRENDERCI DALLE DICHIARAZIONI DI TRUMP, PRONTO A PRENDERSI LA GROENLANDIA? IERI MI SONO FINALMENTE VISTO SU NETFLIX “THE RIP”, CON MATT DAMON E BEN AFFLECK PALESTRATISSIMI. NON È UN CAPOLAVORO MA, ALMENO, NON MI SONO ADDORMENTATO - SU AMAZON VI POTETE RIFARE LA BOCCA, CIOÈ GLI OCCHI, CON UN CAPOLAVORO DI MAX OPHÜLS COME “LA RONDE”. IL TITOLO PIÙ STRACULT È PERÒ “LA RISAIA” - A DAGO PROPONGO, PENSO CHE NON LI ABBIA MAI VISTI, IL POLAR DI JACQUES BECKER “GRISBI” E IL FOLLE “PANDORA” DI ALBERT LEWIN… - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

joe pesci imita trump

Che vediamo stasera per riprenderci dalle dichiarazioni di Donald Trump pronto a prendersi la Groenlandia come fosse in un film di John Landis con Eddie Murphy? Confesso che l’imitazione che ne fa Joe Pesci in una vecchia puntata di Sesame Street è un capolavoro anche se non gli somiglia granché.

 

Ieri sera mi sono finalmente visto su Netflix “The Rip”, poliziottesco scritto e diretto da Joe Carnahan, non un genio ma un buon artigiano, con Matt Damon e Ben Affleck palestratissimi, Steven Yeun e Kyle Chandler, la stupenda Teyana Taylor, le non meno forti Catalino Sandino Moreno, Shasha Calle, Lina Esco, come agenti di un team antidroga, federali e Dea in un simpatico tutti contro tutti all’ultimo sangue come si palesa un bottino da 20 milioni di dollari all’interno di una casa fatiscente in un quartiere dominato da un cartello colombiano.

the rip 5

 

La prima parte, la migliore, è una sorta di stage-western alla Tarantino, dove non sai chi è l’infame o chi sono gli infami, tutti sono ambigui e possono tradirti ma, ovviamente, nessuno è come sembra. Resta il fatto che il piccolo team capitanato da Matt Damon, il giorno dopo la morte di una poliziotta d’alta classe, Lina Esco, non si uccisa da chi, non si rende conto del perché è finito in una sorta di trappola micidiale dove l’unica presenza umana, una ragazza, Sasha Calle, potrebbe anche lei far parte della trappola.

the rip 1

 

Un bottino incredibile di soldi cash nascosti nel muro, qualcuno che li minaccia al telefono, un traditore tra di loro che manda messaggi a un complice esterno, prima di un vero e proprio attacco militare alla “Distretto 13 le brigate della morte”. Nella seconda parte tutto ci verrà spiegata, con un modello narrativo alla “The Hateful Eight”, prima del regolamento di conti tra poliziotti.

la ronde

Non è un capolavoro ma, almeno, non mi sono addormentato. Teyana Taylor, che abbiamo amato in “Una battaglia dopo l’altra”, pronto per la corsa all’Oscar dopo il Golden Globe vinto, è poco sfruttata. Ma i due protagonisti, i vecchi amici Damon e Affleck se la cavano benone.

 

Alternative? Su Netflix sono stati appena inseriti tutti, dico tutti, gli 007. Su Amazon vi potete rifare la bocca, cioè gli occhi, con un capolavoro di Max Ophüls, tratto da Arthur Schnitzler, come “La Ronde” con Anton Walbrook, Gerard Philippe, Danielle Darrieux, Daniel Gélin, Serge Reggiani. Ophüls, nel 1950, voleva far capire il mondo quello che si era perduto con la guerra. E, mi spiace, ma tra Ophüls e Stanley Kubrick, nel trattare Schnitzler, non c’è proprio storia.

volti

 

Non può che vincere Ophüls. Vedo che hanno appena inserito anche altri capolavori della storia del cinema, come “Volti” (“Faces”), uno dei grandi titoli di John Cassavetes con Gena Rowlands, Seymour Cassel, “Amanti perduti” (“Les enfants du Paradis”) di Marcel Carné con Arletty, Jean-Louis Barrault e Pierre Brasseur, “Porcile” di Pier Paolo Pasolini con Pierre Clémenti, Jean-Pierre Léaud, Ugo Tognazzi, Anne Wiazemsky e Alberto Lionello, “I figli della violenza” (Los olvidados”) di Luis Buñuel con Alfonso Mejia, Estela Inda e Miguel Inclan, ma anche “L’age d’or” e “Un chien andalou" sempre di Don Luis Buñuel.

i sette monaci d’oro

E i film italiani. Poco… Il rarissimo “I sette monaci d’oro” di Moraldo Rossi, l’amico di Fellini con Raimondo Vianello, Magda Konopka e Marc Lawrence, che non ho mai visto. E due commedie a episodi, come “Le bambole” di Mauro Bolognini, Luigi Comencini, Dino Risi e Franco Rossi con Virna Lisi, Nino Manfredi e Alicia Brandet, e “Le fate” di Mauro Bolognini, Mario Monicelli, Antonio Pietrangeli e Luciano Salce con Monica Vitti, Enrico Maria Salerno e Franco Balducci.

elsa martinelli la risaia 1

 

I titoli più stracult sono però “La risaia”, risposta di Raffaello Matarazzo a “Riso amaro” di De Santis, con Elsa Martinelli al posto della Mangano, Folco Lulli e Michel Auclair, “La strega in amore” di Damiano Damiani con Richard Johnson, Rosanna Schiaffino e Gian Maria Volonté e “La calata dei barbari” di Robert Siodmak , Andrew Marton e Sergiu Nicolaescu con Laurence Harvey, Orson Welles e Sylva Koscina.

 

A Dago propongo, penso che non li abbia mai visti, il polar di Jacqes Becker “Grisbi” con Jean Gabin, René Dary e Dora Doll e il folle “Pandora” di Albert Lewin con James Mason, Ava Gardner e Nigel Patrick.

the rip 6grisbi' ava gardner e james mason in pandora la strega in amore 2un chien andalougrisbi'la calata dei barbarila strega in amore 1gina lollobrigida le bambole 1elsa martinelli la risaia 2le fategina lollobrigida le bambole 3gina lollobrigida le bambole 2i figli della violenza 1the rip 4l’age d’orla ronde i figli della violenza 2amanti perduti 2amanti perduti 1porcilevoltithe rip 3

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