IL DIVANO DEI GIUSTI/2 – E IN CHIARO STASERA COSA VEDIAMO? DIREI UN HORROR ITALIANO, COME “MURDEROCK UCCIDE A PASSO DI DANZA” DI LUCIO FULCI - SU CINE 34 C’È LA COMMEDIA SEXY "SPOGLIAMOCI COSÌ SENZA PUDOR…” CON URSULA ANDRESS, BARBARA BOUCHET, ENRICO MONTESANO, JOHNNY DORELLI – IRIS PASSA “CAPE FEAR”, QUELLO DI MARTIN SCORSESE, FAVOLOSO, CON UN IMBATTIBILE ROBERT DE NIRO – IN SECONDA SERATA TROVATE LA COMMEDIA “NON C’È PIÙ RELIGIONE” CON CLAUDIO BISIO E ALESSANDRO GASSMAN – RAI MOVIE ALLE 0,35 PASSA IL BELLISSIMO “SUBURRA” DI STEFANO SOLLIMA. NESSUNO HA TOCCATO COSÌ DA VICINO LA ROMA FASCISTA DI QUESTI ANNI… – VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Murderock Uccide A passo di danza
E in chiaro stasera cosa vediamo? Direi un horror italiano, come “Murderock uccide a passo di danza” di Lucio Fulci con Olga Karlatos, Ray Lovelock, Claudio Cassinelli, Cosimo Cinieri, Giuseppe Mannajuolo, Mediaset Italia 2 alle 21, dove le giovani ballerine di una scuola di danza vengono infilzate con uno spillone nel seno da un killer. Musiche di Keith Emerson!
Non bellissimo, ma piacevole, Rai Movie alle 21, 10, “Un amore a cinque stelle” di Wayne Wang con Jennifer Lopez, Ralph Fiennes, Natasha Richardson, Stanley Tucci, Bob Hoskins. Canale 20 alle 21,10 passa l’action “Hunter's Prayer – In fuga” di Jonathan Mostow con Sam Worthington, Odeya Rush, Allen Leech, Amy Landecker, Verónica Echegui.
Murderock Uccide A passo di danza
Rai Storia alle 21,10 passa il primo grande film sulle donne popolani militanti, “L’onorevole Angelina” di Luigi Zampa con Anna Magnani, Ave Ninchi, Nando Bruno, Ernesto Almirante. Tv 2000 alle 21, 10 propone l’opera prima di un maestro come M. Night Shyamalan, “Ad occhi aperti”, con Joseph Cross, Dana Delany, Denis Leary, Robert Loggia, Rosie O'Donnell, con un bambino di dieci anni che, dopo la morte del nonno, parte alla ricerca di Dio.
Canale 27 alle 21, 15 passa “Blues Brothers. Il mito continua”, sequel del celebre Blues Brothers, ancora diretto da John Landis con Dan Aykroyd, John Goodman, Joe Morton, J. Evan Bonifant. La7 alle 21,15 propone “Il primo cavaliere”, sorta di “Camelot” ispirato ai romanzi di Chrétien de Troyes diretto da Jerry Zucker con Sean Connery, Richard Gere, Julia Ormond, Ben Cross, Liam Cunningham, John Gielgud.
Su Cine 34 alle 21,15 passa la commedia sexy " Su Cine 34 alle 21,15 passa la commedia sexy "Spogliamoci così senza pudor…” di Sergio Martino con Ursula Andress, Barbara Bouchet, Enrico Montesano, Johnny Dorelli,” di Sergio Martino con Ursula Andress, Barbara Bouchet, Enrico Montesano, Johnny Dorelli, Gianrico Tedeschi. Alessandro Continenza e Raimondo Vianello, sceneggiatori del film, vedendolo montato, decidono di togliere il loro nome dai titoli di testa.
ursula andress johnny dorelli spogliamoci cosi?? senza pudor
Leggiamo sul Corriere della Sera, 27 novembre 1976, le dichiarazioni di Continenza: «Per tutto il tempo della lavorazione non siamo mai stati interpellati e il regista non ha mai provveduto, come è buona norma professionale, a richiedere la nostra collaborazione per eventuali modifiche del copione che gli avevamo fornito.
Così abbiamo visto il film già montato e ormai pronto per l’uscita: era un film completamente diverso da quello che avevamo progettato, nella sceneggiatura e nei dialoghi. Un film dove il nostro lavoro veniva stravolto e involgarito sino al punto da non poterne più riconoscere alcuna nostra paternità».
I fratelli Martino presentano così in sala delle copie prive dei nomi di Continenza e Vianello come soggettisti e sceneggiatori. Al di là della polemica e della causa degli sceneggiatori, che rivela che alla Dania i registi e il produttore facevano un po’ quello che volevano con soggetti e sceneggiatori, il film ci apparve un po’ sgangherato.
Interessante, ma eccessivo, l’episodio col produttore alla Luciano Martino dipinto da Alberto Lionello. Sicuramente spinto a strafare, Lionello è scatenato. A un certo punto cita, tra i film che sta producendo, un certo «Le studentesse nude del collegio delle vergini violentate».
spogliamoci cosi senza pudor 1
Allora l’episodio migliore del film ci sembrò quello di Enrico Montesano, con grandi scene di doccia e di manate sulle chiappe delle ragazze. E Montesano perfetto. Ma non è male neanche quello di Maccione e Vitali come coppia di detective privati apparentemente alle prese con un marito tradito.
I fan del genere nel tempo hanno però preferito gli ultimi due episodi, che sono quelli più in linea con la commedia pochadistica e meno volgare alla Sergio Martino degli anni successivi.
Iris alle 21, 15 passa “Cape Fear”, quello di Martin Scorsese, favoloso, con un imbattibile Robert De Niro, Nick Nolte, Jessica Lange, Juliette Lewis, Robert Mitchum, Gregory Peck. Bellissimo anche “Terminator”, il primo, diretto da James Cameron con Arnold Schwarzenegger, Linda Hamilton, Michael Biehn, Paul Winfield, Brian Thompson.
Rai4 alle 21,20 propone il thriller “Emergency Declaration” di Jae-rim Han con Kang-ho Song, Lee Byung-hun, Jeon Do-Yeon, Nam-gil Kim, Si-wan Yim, So-jin Kim. Magari non è male “Karate Kid IV” di Christopher Cain con Pat Morita, Hilary Swank, Michael Ironside, Constance Towers, Michael Cavalieri.
Italia 1 alle 21, 20 lancia “Il mondo perduto. Jurassic Park” di Steven Spielberg con Jeff Goldblum, Vince Vaughn, Julianne Moore, Pete Postlethwaite.
Passiamo alla seconda serata con la commedia in parte religiosa “Non c’è più religione” di Luca Miniero Con Claudio Bisio, Alessandro Gassman, Angela Finocchiaro, Nabiha Akkari, Giovanni Cacioppo, Rai Movie alle 2,55.
Non si capisce perché questo Non c’è più religione, diretto da Miniero, che lo ha scritto assieme a Sandro Petraglia e a Astutillo Smeraglia, sia così scombinato e poco credibile. Una specie di pasticcio solo a tratti funzionante, grazie agli interpreti, alla fotografia luminosa, a qualche momento di messa in scena, come l’arrivo del vescovo Roberto Herlitzka con il suo segretario Giovanni Esposito, fenomenali. Ma il film non si regge in piedi proprio come storia.
Possibile che si riesca a credere che esista un’isoletta, chiamata Portobuio, ricostruita nelle Tremiti, dove ogni anno si mette in scena un presepe vivente e, visto che manca il bambinello, si ricorra a un bambinello dell’isola di fronte, abitata da musulmani? Non solo.
Perché il bambinello è figlio sì della bella Aida, Nabiha Akkari, ma anche dell’italiano diventato musulmano Bilal, cioè Alessandro Gassman, vecchio amico del cuore del sindaco di Portobuio Cecco, Claudio Bisio, e della suora addetta al presepe, Marta, Angela Finocchiaro. Bilal è in realtà un buffo personaggio, con barba finta, pronto a ogni cambiamento, ma ha in mano la popolazione dell’isola di fronte.
Visto che la sua donna aspetta un bambino, maschio, niente di meglio che mettere in piedi questo presepe multietnico. L’idea potrebbe anche essere carina, sulla carta, ma nel metterla in scena Miniero e i suoi pur valenti sceneggiatori non riescono a renderla mai plausibile.
Chi se ne frega, si dirà. Solo che un film di questo tipo, il modello rimane ancora Benvenuti al Sud diciamo, funziona solo se ha una sceneggiatura perfetta. Non è la commedia trashiona di Boldi che ti fa ridere anche nello sconclusionato. Ovvio che sia una commedia di serie A, per nomi messi in gioco sia davanti che ditero la macchina da presa, ma proprio per questo avremmo voluto un po’ più di rispetto per lo spettatore che, proprio, non riesce a capire dove il film voglia arrivare.
Peccato, perché i tre protagonisti sono tutti molto in forma, Giovanni Cacioppo fa ridere. Per non parlare di Nunzia Schiano e del duo Herlitzka-Esposito.
Su Canale 27 alle 23,05 passa il biopic su James Brown, “Get on Up” di Tate Taylor con Chadwick Boseman, Viola Davis, Octavia Spencer, Nelsan Ellis, Lennie James, Tika Sumpter. Rai Tre alle 23,15 propone “Copa 71”, film sul calcio femminile di James Erskine, Rachel Ramsay.
Su Cine 34 alle 23,25 tornano Carmen Villan e Barbara Bouchet in “L’amica di mia madre” di Mauro Ivaldi con Barbara Bouchet, Carmen Villani, Roberto Cenci, Raul Martinez. Italia 1 alle 23,40 passa uno dei Batman meno riusciti, “Batman Forever” di Joel Schumacher con Val Kilmer, Chris O'Donnell, Nicole Kidman, Jim Carrey, Tommy Lee Jones.
Iris alle 23,45 passa “15 minuti. Follia omicida a New York”, thriller diretto da John Herzfeld con Robert De Niro, Edward Burns, Kelsey Grammer, Avery Brooks. Così così. Su Rete 4 alle 23,55 torna “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto” di Lina Wertmüller con Giancarlo Giannini, Mariangela Melato, Riccardo Salvino.
La7 a mezzanotte passa “The Eagle” di Kevin Macdonald con Channing Tatum, Jamie Bell, Donald Sutherland, Mark Strong, Tahar Rahim, sui romani alle prese con gli inglesi. Rai 1 alle 0,15 propone “Quasi orfano”, commedia di Umberto Carteni con Riccardo Scamarcio, Vittoria Puccini, Antonio Gerardi, Grazia Schiavo, Bebo Storti.
Rai Movie alle 0,35 passa il bellissimo “Suburra” di Stefano Sollima con Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Greta Scarano. Vediamo cosa ne scrissi quando uscì. “Io ti rispetto. Ma non si può fa’ sempre pippa!”. Ecco, diciamo che è questa la morale che viene fuori dalla visione di Suburra di Stefano Sollima, due ore interamente dedicate a Mafia Capitale, sceneggiato da Stefano Rulli e Sandro Petraglia di piovriana memoria e tratto dal libro dei cosceneggiatori Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo.
Un viaggio nel novembre del 2011, nei sette giorni prima dell’Apocalisse che cancellò il Governo Berlusconi e che portò Papa Ratzinger a dimettersi. In mezzo, una storia di malavita, morti ammazzati, guerre tra bande, onore e orgoglio e, soprattutto, di intrecci con la politica di destra che ha governato il paese e, soprattutto, la Roma di Alemanno.
Diciamo a metà tra i film di duri alla Ferdinando Di Leo e le nuove serie americane, con un quanto basta di riferimenti alle grandi bellezze e alla nuova graphic novel alla Zerocalcare. Ma senza ironia, senza elementi da talk show politico o da puntata speciale di “Report”, perché Sollima fa veramente sul serio. Che dire?
Per me, è una bomba. Solo vedere Pier Francesco Favino nei panni dell’onorevole Malgradi che pippa e tromba con la celtica al collo due mignotte all’Hotel De Reussy e poi va nudo a pisciare dalla terrazza dell’albergo mentre la pioggia si scatena su Piazza del Popolo e sul suo obelisco è qualcosa che non si era mai visto nel nostro cinema. E non si è mai visto neanche la tossica Viola di Greta Scarano, qua fantastica, che vuole vendicare il suo uomo ferito, Numero 8, cioè Alessandro Borghi, il re di Ostia, e gli urla “Vai a sventrà quegli zingari di merda”.
greta scarano alessandro borghi suburra
E quando mai, in un film, si erano viste le famiglie di zingari cravattari che vivono come questo Manfredi Anacleti, interpretato dal notevolissimo Adamo Dionisi (subito il “premio Mario Brega” come coatto cinematografico dell’anno), che comanda la sua tribù in una casa rifugio piena di donne e bambini. O un p.r. di feste romane come il Sebastiano di Elio Germano, che solo quando suo padre, Antonello Fassari, si butta nel Tevere, scopre di essere in mano ai cravattari e che la sua vita è appesa a un filo.
Certo, il Samurai di Claudio Amendola, perfetto come sempre, è un po’ troppo simile al vero Carminati, er Cecato, il re di Roma, ma ha delle battute fantastiche. Come quando incontra Bacarozzo, il vecchio camerata dei Nar uscito di galera che vuole una fetta di torta del suo impero e gli ricorda di quando aveva un’idea nel core. “Io, ormai, l’idea me la porto qua e basta”. O quando deve rispondere di un simpatico omicidio. “Sei stato tu?” – “E’ stata Roma” . Nessuno ha toccato così da vicino la Roma fascista di questi anni. Rai
Tre/Fuori orario alle 0, 55 passa “I diari di Angela”, autobiografia di una coppia di artisti, Yervant Gianikian, Angela Ricci Lucchi, montata da Giankikian alla morte della moglie. Cine 34 all’1, 20 ripropone “Ecco lingua d’argento” di Mauro Ivaldi con Carmen Villani, Nadia Cassini, Roberto Cenci, Gianfranco D'Angelo, Huberta Shaw. il personaggio di Andrea, sempre diretta dal marito Mauro Ivaldi, che in un primissimo tempo si intitola “Vieni qui al caldo…”.
Nel frattempo, però, aveva girato con Guido Leoni La supplente, finito sequestrato proprio mentre si gira quest’altro. Se ne “L’amica di mia madre” c’era Barbara Bouchet come alternativa sexy e ne La supplente figurava Dayle Haddon, qui c’è Nadia Cassini; ma il pubblico è tutto per Carmen.
Il titolo è un po’ pesante. Ma Ivaldi dichiara alla stampa: «Ufficialmente il titolo si riferisce a un difetto di pronuncia del protagonista, ma è logico che è nostra intenzione giocare sull’equivoco… Il film è erotico e come tale va venduto» (Il Messaggero, 31 gennaio 1976).
Sono pesanti anche le battute del suo spasimante Billy: “Le cose sono due: o me la dai o me la prendo!”, dice a Carmen/Andrea fuori di testa, ma lei riesce a metterlo a posto. Allora sembrò molto scandaloso, perché le due protagoniste si spogliavano davvero più del solito. Carmen si esibisce integralmente nuda e vestita da kapò in un sogno erotico del protagonista.
Fu per questo che il film, presentato originariamente come Lingua d’argento, viene bloccato in censura per ben due volte, scatenando così le reazioni della stessa attrice: «Hanno parlato di oscenità, atti di libidine, ma io sono una persona sana. [...] Voglio anche sottolineare che non mi sento una vittima della censura. Il mio film non è offensivo della morale: è una favola estetica, del tutto corretta, che non cerca l’alibi politico o falsamente impegnato per contrabbandare scene erotiche gratuite (Il Messaggero, 2 aprile 1976).
Cine 34 alle 3 passa il notevole “Appassionata” di Gian Luigi Calderone con Ornella Muti e Eleonora Giorgi come ragazzine scandalose che turbano il dentista borghese Gabriele Ferzetti e sua moglie, Valentina Cortese. Sulla scia di Malizia e in pieno delirio post-bertolucciano, segna l’esordio di Gian Luigi Calderone, assistente di Bertolucci, con sceneggiatura scritta da Alessandro Parenzo (Malizia) e da Mimmo Rafele e esordio, da protagoniste, alla grandissima, di Ornella Muti, reduce da un ruolino in Paolo il caldo, e Eleonora Giorgi, reduce da Storia di una monaca di clausura, come ninfette del post-Laura Antonelli.
Allora il film fece un certo colpo e aprì la strada a Calderone per diventare un nuovo Samperi. Non lo fu. Le due bellissime ragazze, invece esplosero subito. Costanzo Costantini, sul “Messaggero”, poco prima dell’uscita del film intervista sia Ornella Muti che la Giorgi a partita dalla nascita del genere sexy. “Nel copione di Appassionata”, dice la Giorgi, “Ornella aveva un personaggio più malizioso del mio.
Un’adolescente che tenta di sedurre il padre è un personaggio molto malizioso. Ma, a film finito, le cose sono cambiate. Lei è molto provocante, ma io sono molto più spregiudicata. Lei incarna i tabù e le malizie, io la spregiudicatezza e le modernità. Lei ha dei complessi rispetto al sesso, io non ho alcun complesso”.
Il film sta per uscire in sala il 14 marzo 1974 (a Roma, al Rivoli), ma viene bocciato in censura. Viene ripresentato quindi come “il film di Pasqua”, con uscita il 13 aprile 1974 al cinema Europa. Nulla da fare. Viene davvero dissequestrato dal Tribunale di Forlì il 18 luglio 1974 e arriva in sala il 27 luglio 1974.
La 7 Cinema alle 3,30 passa “Guida alle ricette d’amore”, commedia gastro sentimentale di Dominic Harari con Richard Coyle, Leonor Watling, Ciara Bailey, Michelle Beamish, Lorcan Cranitch. Cine 34 alle 4, 25 propone un erotico violento, “Disposta a tutto”, diretto da Giorgio Stegani con Bekim Fehmiu, che già fu Ulisse, Eleonora Giorgi, Barbara Magnolfi, Laura De Marchi.
La Giorgi invitata da un Enzo Biagi troppo bacchettone in una trasmissione della Rai su cinema e pornografia difese il film, ma si espose a una figura un po’ pesante. Chiudo con “Licorice Pizza” di Paul Thomas Anderson con Alana Haim, Cooper Hoffman, Sean Penn, Bradley Cooper, Benny Safdie, Tom Waits, bellissima ricostruzione di un mondo che non esiste più, Rai Movie alle 5. Non piacque a tutti.
licorice pizza 3
murderock uccide a passo di danza
licorice pizza 2
Murderock Uccide A passo di danza
















