fabio panetta mario draghi eurobond

“È TEMPO CHE GLI EUROPEI SI SVEGLINO” – FABIO PANETTA PARLA ALLA LUISS E SEMBRA DI SENTIRE MARIO DRAGHI. IL GOVERNATORE DI BANKITALIA INVOCA UN CAMBIO DI PASSO PER L'UE PER EVITARE IL DECLINO, TRA POTENZE EMERGENTI (CINA), ALLEATI INAFFIDABILI (TRUMP), GUERRE E FRAMMENTAZIONE ECONOMICA – TRE LE PRIORITÀ INDICATE DAL BANCHIERE: “INTEGRAZIONE PIÙ STRETTA, INVESTIMENTI CONDIVISI, OVVERO EUROBOND, ED EURO DIGITALE. DOBBIAMO PLASMARE IL NOSTRO FUTURO PRIMA CHE LE CRISI FORZINO LA NOSTRA MANO...”

Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per “La Stampa”

 

FABIO PANETTA

L'Europa si trova a un crocevia. La guerra, le rivalità geopolitiche e la frammentazione economica stanno ridisegnando gli equilibri globali. «È tempo che gli europei si sveglino». Con questo monito, formulato nel 1969 dal premio Nobel Robert Mundell, il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta traccia la rotta dell'Unione.

 

Intervenendo alla Luiss a Roma, il banchiere centrale italiano avverte che un progresso dettato dalle emergenze risulta insufficiente per le sfide attuali. «Dobbiamo plasmare il nostro futuro prima che le crisi forzino la nostra mano» […]

 

URSULA VON DER LEYEN

La genesi della moneta unica conferma una natura istituzionale non limitata alla sfera finanziaria. L'unione monetaria europea nasce dal proposito di evitare nuovi conflitti, in un progetto sorto dalle ceneri di due guerre mondiali. Panetta cita Robert Schuman sulla condivisione di carbone e acciaio per rendere i conflitti «non solo impensabili, ma materialmente impossibili».

 

L'approccio di Mundell al tema valutario seguiva la medesima logica. «Le ragioni a favore di una moneta europea devono essere addotte in primo luogo su basi politiche, proprio perché la politica nel senso più ampio del termine deve prevalere sull'economia», scriveva l'economista canadese. Oggi, nota Panetta, l'area dell'euro affronta sfide strutturali complesse, in cui «l'intelligenza artificiale sta aprendo vaste opportunità, pur sollevando profonde questioni su produttività, disuguaglianza, sicurezza e sovranità».

 

giancarlo giorgetti e fabio panetta - foto lapresse

[…] Le crisi finanziarie del biennio 2007-2008 e quella del debito sovrano del 2010-2011 hanno spaccato il continente tra un centro e una periferia. In quel frangente, «l'onere della stabilizzazione macroeconomica è ricaduto per intero sulla politica monetaria, e il "Whatever it takes" di Mario Draghi ha contribuito a invertire la tendenza».

 

La risposta alla pandemia e allo shock energetico successivo all'invasione russa dell'Ucraina ha registrato una azione di segno opposto. Il programma Next Generation Eu ha affiancato la politica monetaria, mitigando l'impatto su famiglie e imprese, e dimostrando che «quando l'Europa agisce con uno scopo comune, può far avanzare la sua costruzione in modi che in passato sembravano impossibili».

 

EURO DIGITALE

Per completare l'architettura istituzionale e garantire l'autonomia strategica, l'eurozona deve operare su tre direttrici. Il primo pilastro è il rilancio della crescita attraverso riforme e investimenti condivisi. L'Europa deve rafforzare l'innovazione, approfondire il mercato unico e costruire la scala idonea per competere nelle tecnologie avanzate.

 

«L'integrazione è necessaria per catturare le ricadute in campi come le comunicazioni, l'istruzione, la tecnologia e la difesa». Serve un impegno per finanziare «progetti congiunti nella ricerca, nell'energia, nella decarbonizzazione, nelle infrastrutture digitali e nell'intelligenza artificiale».

 

kaja kallas ursula von der leyen

Il secondo ambito di intervento impone la trasformazione dei mercati dei capitali europei in una vera unione del risparmio e degli investimenti. Si tratta di un obiettivo nevralgico, poiché «l'Europa non può finanziare l'innovazione, la transizione verde e le capacità di difesa attraverso mercati nazionali frammentati».

 

Per superare questo ostacolo serve una regolazione armonizzata unita a «un asset sicuro europeo garantito in solido dagli Stati membri», per fornire profondità finanziaria e indirizzare i capitali verso le priorità continentali. Ovvero, gli eurobond.

 

ursula von der leyen mario draghi

A tal proposito, Panetta suggerisce che un metodo per garantire una emissione costante di questi asset consisterebbe nell'utilizzarli per finanziare i progetti comuni europei.

 

Il terzo passo richiede il rafforzamento dell'infrastruttura dell'euro tramite la digitalizzazione del sistema dei pagamenti continentale. […]

 

 L'imperativo categorico è «garantire che la moneta della banca centrale rimanga disponibile in forma digitale ovunque avvengano i pagamenti» nei mercati al dettaglio e all'ingrosso, all'interno dei confini e a livello transfrontaliero. Questo elemento risulta parte fondante della «sovranità monetaria e politica dell'Europa».

 

fabio panetta - foto lapresse

[…] . Il governatore contesta la visione di Jean Monnet, secondo cui l'Europa si forgia nelle crisi. In uno scenario mosso «dalla guerra, dalla frammentazione geopolitica e dalla distruzione tecnologica, un progresso lento e guidato dalle crisi non è più sufficiente».

 

 

 Con un quadro del genere, si sottolinea, l'euro rimane «un simbolo di ciò che l'Europa rappresenta: unità, sovranità, prosperità economica e la capacità di difendere i valori politici di libertà e apertura». […]

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