peter thiel

LA FILOSOFIA E LE PIPPE SULL’ANTICRISTO PER PETER THIEL SONO SOLO UNA SCUSA: LE UNICHE COSE CHE VUOLE IL "CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA" SONO SOLDI E POTERE – MASSIMO CACCIARI: “PER THIEL L’OCCIDENTE È ORMAI SOLO AMERICANO. MA L’OCCIDENTE SOLO AMERICANO È INFINITAMENTE PIÙ DEBOLE DI QUELLO EURO-AMERICANO O ATLANTICO. SE NON VUOLE CHE LA RELATIVA DECADENZA SI TRASFORMI IN TRAMONTO È NECESSARIA UNA NUOVA STRATEGIA” – “IL DIRITTO PER I THIEL È IMMANENTE ALL’ESERCIZIO DELLA POTENZA. NON CONTIENE L’USO DELLA FORZA, MA SI RIDUCE ALLA PURA ESPRESSIONE DELLA VIOLENZA LEGITTIMA DELLO STATO. DA QUI LA SALDISSIMA ALLEANZA TRA LE GRANDI CORPORATION E MINISTERI DELLA DIFESA O DELLA GUERRA…” – IL LIBRO DI PAOLO PERULLI

Estratto dell’articolo di Massimo Cacciari per “La Stampa”

 

PAOLO PERULLI - PETER THIEL L'AMERICA OGGI

Il saggio di Paolo Perulli, che ripercorre criticamente “vita e opere” di Thiel, aiuterà spero a uscire dall’ “incantamento” che sembra produrre la figura di Trump su tanti commentatori e politici.

 

Grazie ai suoi comportamenti, alle sue battute, alle sue provocazioni più o meno deliranti, si possono occultare gli immensi interessi, le idee e le strategie dei gruppi di potere che egli in questo momento rappresenta, o che comunque lo hanno “intronato”.

 

Ci si può così magari illudere che si tratti alla fine di un fenomeno passeggero, senza radice nella cultura e nella geopolitica, derubricare il tutto a psicologismi d’accatto e continuare a sperare nel ritorno di prudenza e buon senso (che si immaginano doti del buon tempo antico).

 

Paolo Perulli disillude. Il tempo che passiamo è di rottura. […] No, nulla è destinato a ritornare come prima. Ci resta da vedere quale nuovo ordine uscirà dalla catastrofe (mutamento di stato) che attraversiamo, e quale ne sarà il prezzo.

 

peter thiel - palantir

[…] L’homo technicus attuale è solo nel nome analogo ai suoi predecessori. Il suo prometeismo ha mutato aspetto: non è più rivolto a denaturare naturam, ora mira a trasformare la sua stessa evoluzione. Si potrebbe dire con Oswald Spengler che la Tecnica attuale assume un carattere esplicitamente e coscientemente faustiano.

 

Conseguenza ovvia che essa non considera più la Terra come nostra necessaria dimora. L’homo technicus ha avuto fin qui sempre natura terranea, per quanto la Terra sotto i suoi piedi fosse, di momento in momento, terremotata.

 

PETER THIEL DA BAMBINO

L’attuale Tecnica assume come propria una prospettiva cosmico-spaziale. Nient’affatto nel senso, parodiato da tanti grandi autori della fantascienza, di insediare su Marte villaggi e villini, ma in quello del tutto realistico che oggi, per essere padroni della Terra, occorre saperla dominare dall’alto, saperne controllare metafisicamente gli ordini, le reti, i canali, le onde attraverso cui comunichiamo e per i quali in futuro sempre più combatteremo.

 

Di questa Tecnica è protagonista, in quanto megacapitalista e, insieme, ideologo, Peter Thiel.

 

Peter Thiel, Melody Hildebrandt, Brian Schimpf, Trae Stephens, Garry Tan and Shreya Murthy - la Palantir mafia

La seconda dimensione della grande rottura è quella geopolitica. I grandi spazi in cui si è suddiviso e articolato il mondo versano in una crisi radicale e irreversibile. La grande ondata dell’Occidente che ha tenuto il mondo per secoli sotto pressione, che lo ha costretto a uno sforzo e a un’accelerazione spasmodica, si sta ritirando. La coscienza di questo riflusso è ben chiara in Thiel, ed è proprio da qui che egli inizia il suo ragionamento.

 

Demografia, crescita produttiva, tecnologia mostrano chiaramente, in tutti i loro indicatori, che l’Occidente è ormai solo americano e che l’Europa, per motivi storici che non possiamo qui analizzare (lo abbiamo fatto in decine di articoli e interventi), denuncia ormai un gap insuperabile rispetto agli altri grandi spazi politici.

 

PAOLO PERULLI

Ma l’Occidente solo americano è infinitamente più debole dell’Occidente euro-americano o atlantico. Se non vuole che la relativa decadenza si trasformi in tramonto è necessario adotti una nuova strategia e una nuova filosofia, intesa proprio come magistra vitae.

 

La potenza attuale non sta nell’aumento quantitativo del prodotto lordo, tantomeno in “sapienze” ridistributive della ricchezza. La potenza sta nell’accelerazione dell’innovazione, della ricerca e sviluppo, in termini che risultino insostenibili da parte di qualsiasi competitore, avversario o nemico.

 

JD VANCE PETER THIEL

Ogni energia e ogni risorsa va indirizzata a questo fine. Ciò comporta la liberazione di tutti gli spiriti innovativi di un paese da ogni ostacolo, freno, impedimento. Un’assoluta meritocrazia, che non si misura con titoli di studio e concorsi universitari, ma col successo nella lotta.

 

È ideologia? Paolo Perulli spiega bene come l’ideologia svolga, anche questa volta, una funzione essenziale, strutturante. È necessario convincere la “plebe” della bontà e giustizia di una tale strategia. E demonizzare coloro che la combattono o semplicemente la frenano.

 

Nessuna utopia del Weltstaat dunque, dello Stato mondiale. Il mondo è e resterà diviso. La divisione passerà per grandi spazi: quello americano e quello asiatico-cinese. È necessario evitare che quest’ultimo si allarghi. È necessario che l’India rimanga “lontana” sul piano della potenza tecnologica.

 

PETER THIEL IN VERSIONE GLADIATORE

Tuttavia, le mappe del pianeta futuro restano incertissime e, per i Thiel, se gli Usa non adotteranno politiche aggressive nei confronti dei competitori (a partire dai dazi) e non compiranno un nuovo balzo nelle nuove tecnologie aereo-spaziali, biomediche, Ai, il reflusso dell’ondata dell’Occidente lascerà sulle nostre spiagge solo rovine.

 

Anche l’opzione della grande guerra rientra necessariamente in questa prospettiva. Nessun diritto internazionale sarà mai in grado di metterla “fuori legge”. Il diritto per i Thiel è immanente all’esercizio concreto, attuale della potenza.

 

PETER THIEL DA RAGAZZO

Non contiene l’uso della forza, ma si riduce alla pura espressione della violenza legittima dello Stato, che si giustifica da sé anche nei confronti di un altro Stato. Da qui la saldissima alleanza tra le grandi corporation e ministeri della Difesa o della Guerra, da qui il rafforzamento del sistema economico-militare.

 

Come si vede, non si tratta né di fascismi, né di destre tradizionali. È una cultura politica nuova, che nasce sul solido terreno di un capitalismo produttore di un salto tecnologico dai caratteri antropologicamente nuovi. Bisogna ben conoscere chi si combatte, finché si è in tempo. Paolo Perulli ci aiuta a farlo.

striscione contro peter thiel a roma PETER THIEL IN VERSIONE ONE PIECE

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?