luca lucci il barone giancarlo capelli

"PER ME LUCA LUCCI È UN FIGLIOCCIO. AI TEMPI L'AVEVO MESSO IO COME RESPONSABILE DELLA CURVA" - GIANCARLO CAPELLI, STORICO CAPO ULTRAS DELLA CURVA DEL MILAN SOPRANNOMINATO "IL BARONE", PARLA A KLAUS DAVI E COMMENTA L'ASSOLUZIONE DI LUCA LUCCI PER IL TENTATO OMICIDIO DELL'EX TIFOSO ROSSONERO ENZO ANGHINELLI, NEL 2019 - LUCCI, PERÒ, È STATO CONDANNATO A 8 ANNI PERCHÉ CONSIDERATO AL VERTICE DELL'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE CHE AVREBBE GESTITO LA CURVA ROSSONERA - IL COMPROMESSO TRA ULTRAS E LE AUTORITA', CHE HANNO REVOCATO LA "BLACKLIST" CHE IMPEDIVA AD ALCUNI TIFOSI DI ENTRARE ALLO STADIO...

 

 

Klaus Davi per Dagospia

 

GIANCARLO CAPELLI - IL BARONE

Pomeriggio plumbeo al Meazza, tempio (in odore di pensionamento)   del tifo meneghino. La tribù di San Siro, rispetto alle razzie e distruzioni selvagge  a uso e consumo social degne di una versione ‘digital’ di  Arancia Meccanica viste in centro a Milano in quelle ore, sembra un raduno di boy scout. Tutto ordinato, lineare, quasi asettico. Eppure sulla fanzine della Curva "La voce della Sud", Milan-Atalanta è venduta come una sfida incandescente, in particolare per la rivalità tra le tifoserie, rovinata purtroppo dall'assenza del tifo bergamasco.

 

Cita testualmente la pubblicazione rossonera: "Torniamo a giocare in casa dopo quasi un mese e ritroviamo l'Atalanta, contro la cui tifoseria nutriamo fortissima e antica rivalità inasprita anche dal nostro saldissimo e lunghissimo gemellaggio con i bresciani. La curva bergamasca non sarà presente a causa degli assurdi divieti di trasferta che da tempo sono diventati facile consuetudine e agevole scappatoia per chi deve gestire l'ordine pubblico, divieti di cui in molte occasioni siamo stati bersaglio e contro i quali ci siamo sempre battuti: a NOI non piace quando la curva rivale è obbligata a stare a casa, ci piace di più quando abbiamo davanti la tifoseria rivale sia in trasferta che a San Siro".

 

giancarlo capelli il barone

Poi ti ricordi dove sei. Secondo anello verde blindato. Massiccia presenza delle forze dell'ordine, capillare, chirurgica. È lì che si addensano gli ultras, finiti sotto i riflettori negli ultimi anni. Piazza Axum, ore 14:00. Punto di raccolta del tifo radicale. Spuntano i primi "Banditi". Outfit d'ordinanza: total black, t-shirt o felpa, jeans, sneakers, braccia tatuate. Ci sono anche le donne. Non poche, e si fanno notare.

 

Look mimetico, volutamente maschile: bomber oversize o chiodo nero, Dr. Martens, niente tacchi. Trucco non troppo marcato, capelli raccolti, tatuaggi sul collo e sui polsi con simboli rossoneri, nomi, date, simboli. Alcune mano nella mano col fidanzato, altre in gruppetti compatti da tre o quattro. Conoscono cori e gerarchie. Non sono comparse. Atmosfera distesa. Fanno tenerezza tre adolescenti che distribuiscono timidamente la storico depliant  ‘Voce della sud’  che concentra in 4 pagine le indicazioni del ‘direttivo’ e da’   la ‘linea politica’ e serve anche per raccogliere qualche spicciolo per finanziare il ‘movimento’. 

 

luca lucci

Alle 16 davanti al ‘Pancaffe’ e altri ritrovi tradizionali dei tifosi prima dei match  formicola  già lo zoccolo duro del 'milanismo'. Poi il via libera del direttivo. Una cinquantina di ragazzi, quasi tutti under 30, parte in corteo dai giardinetti Helenio Herrera - due aiuole striminzite - e punta ordinata verso il Secondo Anello. All'ingresso, 50 steward e 30 celerini: controllano tutto, striscioni, tamburi, aste. Tutto fila liscio. Anche i casinari di professione hanno fatto un passo indietro.

 

La Digos stavolta  presidia anche la zona  Axum. Agenti in borghese, occhi ovunque. Parlano con i capi branco, smistano info via radio al centro di coordinamento. Niente corteo muscolare da Piazza Axum, niente cori identitari del tipo "Noi siamo la Curva Sud". Stavolta zero.

 

giancarlo capelli il barone

Chiaro che tra Questura e ultras c'è un patto non scritto, un quieto vivere concordato. E in questo la ‘Polizia di prevenzione’  è davvero maestra. Mentre siamo apostati fra  i giardinetti intitolati da Helenio   Herrera ci viene incontro lui, il mitico Barone su input del direttivo. Giancarlo Capelli, il Barone della Curva, è anche una sorta di Andreotti degli Hooligans meneghini.

 

L'INTERVISTA AL BARONE

D: Allora Barone, come si prospetta l'anno e che fine hanno fatto le blacklist disposte dalle autorità dopo la maxi inchiesta Doppia Curva che l'anno scorso ha impedito a centinaia di ultras di seguire il Milan sia a San Siro che in trasferta?

ANDREA BERETTA IN MAGLIETTA BIANCA CON LUCA LUCCI

R: Chi aveva la blacklist di un anno è stato tolto dalla lista. Chi poteva fare l'abbonamento, lo ha fatto. Noi siamo tutti in regola. Dei nostri sono rimasti esclusi pochissimi, quelli che avevano il Daspo. Quelli che avevano un anno di blacklist, come me, sono rientrati. Io avevo un anno di blacklist e l'ho superato, ho fatto l'abbonamento.

 

Sono rimasti solo i cosiddetti daspati, saranno una ventina, neanche, più quelli che ce l'avevano dagli anni precedenti. Pacio (Marco Pacini, storico leader della Sud; ndr) purtroppo ha ancora il Daspo, speriamo glielo tolgano. Era perché aveva preso tre giorni di squalifica e poi l'avevano ripreso mentre incitava e cantava, senza fare nulla di negativo.

 

D: Si è aperto un nuovo conflitto con il Milan sul caro-biglietti, un cavallo di battaglia della Sud...

enzo anghinelli

R: Per questo non andremo a Udine domenica 25 ottobre, la prossima giornata. Finché ci saranno i costi dei biglietti così cari... Decideremo tutti insieme, con il direttivo, tutti i ragazzi, e prenderemo delle decisioni. Però non si possono spendere ogni partita 60 euro per un biglietto per andare a vedere Udinese-Milan. Rispetto i tifosi dell'Udinese, ci mancherebbe, non è contro di loro, ma non si possono spendere questi soldi.

 

ENZO ANGHINELLI INTERVISTATO DA KLAUS DAVI

D: Luca Lucci condannato a 8 anni ma assolto per  il tentato omicidio Anghinelli...

R: La sentenza su Luca Lucci è una cosa più che piacevole. Per me Luca è un figlioccio. È cresciuto in curva, ai tempi l'avevo messo io come responsabile della curva. A livello ultras posso solo parlare bene di Luca perché era veramente un capo ultras. Per Luca sono contento che non c'entri nel tentato omicidio Anghinelli. Per gli altri che sono rimasti coinvolti mi spiace ma non so esattamente come sia andata

 

D: Vi siete mai confrontati con il Club per le misure preventive disposte da Procura e Prefettura?

R: Per quanto riguarda la prevenzione, con la società non abbiamo mai parlato. Come tifoseria ci stiamo comportando bene. Diciamo che la prevenzione la facciamo noi. Io lo dico tutte le partite, quando ci sono le riunioni: 'Ragazzi, mi raccomando perché sapete che oggi non si può più sbagliare'.

 

Nel nostro mondo ultras purtroppo sto vedendo che tante volte anche se un ragazzo giovane accende un fumogeno solo per bellezza, per coreografia, rischia di prendersi un Daspo. Poi vedo altre cose in giro ben peggiori e rimango meravigliato.

Gianluca De Marino e luca luccisparatoria in via cadore a milano 5enzo anghinellisparatoria in via cadore a milano 4giancarlo capelli 'il barone' 5sparatoria in via cadore a milano 1giancarlo capelli 'il barone' 4giancarlo capelli 'il barone' 3

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)