1- PER FORTUNA CHE DOPO IL “POLPETTONE” DI LUC BESSON - INDIGESTO, STUCCHEVOLE E AGIOGRAFICO - CHE SANTIFICA LA VITA, LE OPERE E I MIRACOLI DELLA BIRMANA AUNG SAN SUU KYI, DISTRIBUITO DALLA RADICAL-CHIC GINEVRA ELKANN CON ACCOMPAGNAMENTO TROMBONESCO DI CONCIATA DE GREGORIO, QUINDI TUTTO PERFETTO PER FAR PASSARELLA DA FABIO FAZIO, SONO ARRIVATI IL “CACIO E PEPE” E L’AMATRICIANA 2- DOPO LA VISIONE STRAPPACORE, CENA ALLA ROMANESCA NELLO STUDIO DI SANDRO CHIA 4- IN GRANDISSIMO SPOLVERO MONDANO LA COPPIA BERTY-NIGHTS, FELICI COME UNA PASQUA

Foto di Mario Pizzi da Zagarolo

1- TUTTI A CENA DA CHIA PER LUC BESSON...
C.D.L per il "Corriere della Sera - Edizione Roma" - Red carpet e cena esclusiva per 150 ospiti nello studio dell'artista Sandro Chia. La capitale omaggia Aung San Suu Kyi, premio nobel per la Pace. E il regista del film a lei dedicato ("The Lady"), Luc Besson, a Roma per accompagnare l'uscita dell'opera il 23 marzo distribuito dalla Good Films fondata da Ginevra Elkann.

E' lei a invitare, con Luigi Musini (ex Mikado) e Francesco Melzi d'Eril, alla cena di Trastevere che segue la proiezione all'Embassy. Sfilano gli ospiti: Paolo Taviani, Paolo Sorrentino, Laura Morante, Asia Argento, Eva Riccobono e Violante Placido. Presenti anche Fausto Bertinotti e consorte, Carlo Rossella, Delfina Fendi, Clementina Montezemolo, il produttore Pietro Valsecchi, Marcello Sorgi e Lorenzo Bini Smaghi.

2- IL CINEMA DEI GIUSTI: The Lady di Luc Besson. In sala dal 23 marzo..
Marco Giusti per Dagospia

Polpettone un po' indigesto che aveva aperto ormai un secolo fa l'ultimo Festival di Roma della gestione Rondi-De Tassis, "The Lady" di Luc Besson è un santino molto (o forse troppo) edificante dell'eroina birmana Daw San Suu Kyi e della sua lotta pacifica contro il governo di militari che da trent'anni governa malamente e dittatorialmente il paese.

Per dare vita a questo personaggio di radical chic orientale non simpaticissima come li sogna la Mancuso, o come li descrive Concita De Gregorio su "Repubbliuca" ("giaguaro con occhi di cerbiatto"), si ritrovano un Luc Besson non al suo massimo splendore, la star malese Michelle Yeoh, un passato nei film di kung fu, già eroina di ‘La tigre e il dragone', il suo compagno Jean Todt della Ferrari, qui in veste addirittura di neo-produttore, e la fresca distribuzione "Good" di Ginevra Elkann.

Un gruppetto e un alto tema umano, insomma, che hanno portato al film un lancio notevole a "Che tempo che fa" da Fabio Fazio (dove si trova spazio anche per il lancio del romanzo di Antonio Monda, ovvio), a un articolo strappacore di Concita su "Repubblica" ("che meraviglia, che piacere, che sollievo...") e a un supplemento di anteprima romana, dopo quella di pochi mesi fa, che ha addormentato un pubblico che non deve neanche essersi accorto di aver già visto il capolavoro di Besson.

La storia, ricostruita dalla sceneggiatrice inglese Rebecca Frayn, segue sia Daw San Suu Kyi nel suo percorso di attivista politica sia il povero marito, il dotto professore di Oxford Michael Aris, cioè David Thewlis che vediamo di solito in ruoli di cattivo. E' Mickey, infatti, a reggere la baracca della martire, che vive per anni (dal 1989 al 2010) chiusa in casa a Rangoon segregata dai militari, a seguire i figli, a tramare per farle vincere il Nobel per la pace nel 1991.

E quando lui si ammala di cancro, lei non può neanche andarlo a trovare perché sa che non potrebbe più ritornare. Come nei ritratti hollywoodiani anni '30 dei grandi personaggi storici erano le donne a stare nell'ombra e a sorreggere i mariti, qui è esattamente il contrario. E' il lato più singolare di questa altissima e commovente storia, che Luc Besson tratta con troppo zucchero e troppi effetti strappalacrime. In sala dal 23 marzo.

 

 

VIOLANTE PLACIDO SANDRA VERUSIO MARIO D URSO DONATELLA DINI PATRIZIA PELLEGRINO FAUSTO E LELLA BERTINOTTI DARIO BALLANTINI

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