xi jinping stretto di hormuz

CON LA GUERRA IN IRAN, TRUMP TENTA L’ALL-IN PER STROZZARE LA CINA – DAL GOLFO PERSICO ARRIVA IL 52% DEL PETROLIO IMPORTATO DA PECHINO (ANCHE SE IL PRIMO FORNITORE È LA RUSSIA). IL REGIME CINESE IN DODICI GIORNI HA PERSO METÀ DEGLI APPROVVIGIONAMENTI, E IN PROSPETTIVA LA SITUAZIONE POTREBBE DIVENTARE DRAMMATICA – FUBINI: “SE ARRIVASSE UN GOVERNO IRANIANO CHE RISPONDE A WASHINGTON, L’AMERICA OTTERREBBE UN CONTROLLO INDIRETTO SU HORMUZ: PER LA CASA BIANCA SAREBBE COME AVERE LA MANO SULLA GIUGULARE DEGLI APPROVVIGIONAMENTI DELLA REPUBBLICA POPOLARE. ANCHE PER QUESTO XI JINPING STA FACENDO QUANTO PUÒ PER PRESERVARE IL POTERE DEGLI AYATOLLAH…”

ABDULKHALEQ ABDULLA: “CHE ERRORE LO STOP PROLUNGATO COSÌ IL REGIME DANNEGGIA LA CINA”

Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per “la Repubblica”

 

ABDULKHALEQ ABDULLA

«Hormuz è un passaggio internazionale da dove in tempi normali, transitano centinaia di navi battenti bandiere di ogni paese al mondo. Bloccarlo è un tentativo di ricatto globale: e proteggerlo è dovere di tutti. Ma sia chiaro, mantenere il blocco a lungo, sarebbe sciocco da parte dell'Iran: lo stop lede principalmente gli interessi della Cina, il suo principale alleato».

 

Abdulkhaleq Abdulla è il politologo emiratino dell'Università di Al Ain autore del saggio The Arab Gulf States: Old Approaches and New Realities.

 

xi jinping Ali Khamenei

Perché il blocco danneggia principalmente Pechino?

«La chiusura di Hormuz, più che un problema europeo o americano, è un problema asiatico: per l'India,e ancor più per la Cina, che ha già perso il Venezuela. Pechino trae dall'Iran il 45 per cento del suo fabbisogno: solo nel 2025 si è accaparrato l'80 per cento del loro greggio. Oggi i sono principalmente loro a dover fare qualcosa. Non è certo un caso che il loro inviato speciale per il Medio Oriente, Zhai Jun, stia visitando i paesi del Golfo proprio ora».

 

a teheran piove petrolio 2

Intanto, a causa del blocco, quei Paesi sono stati costretti a ridurre la produzione di petrolio.

«Certo, danneggia tutti. Ma quanto, dipenderà dalla durata del conflitto. Negli Emirati abbiamo un oleodotto che trasporta 1,5 milioni di barili al giorno fino a Fujairah, sulla costa orientale.

 

E lì c'è uno degli hub di stoccaggio di prodotti petroliferi raffinati, più grande al mondo: il secondo dopo Amsterdam. L'abbondanza di scorte ci permetterà di continuare a esportare almeno per i prossimi 4-5 mesi. Non ci spaventa nemmeno la possibile carenza di beni essenziali: alla peggio li faremo entrare via Jeddah. Sarà solo un po' più costoso. Insisto: se il blocco persiste a essere danneggiato sarà soprattutto il più stretto alleato dell'Iran: Pechino». […]

 

CINA IRAN

IL GIOCO DI XI PER NON PERDERE GLI AYATOLLAH (E IL LORO GREGGIO)

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

[…] Anche i cinesi però avevano bisogno di rassicurazioni da Teheran, perché l’anno scorso il 52% del petrolio che hanno importato è arrivato dal Golfo Persico. Il governo e gli analisti di Pechino continuano a minimizzare gli effetti della guerra per il loro Paese, ma in questi dodici giorni hanno perso oltre metà degli approvvigionamenti abituali.

 

la nave mayuree naree colpita dalle mine iraniane 5

Il primo fornitore della Cina oggi è la Russia, il secondo era l’Arabia Saudita e il terzo proprio l’Iran (anche se in dogana il suo greggio, sotto sanzioni, risulta ufficialmente estratto in Malesia). Il governo di Pechino doveva aver visto arrivare il conflitto, perché nei primi due mesi del 2026 ha aumentato gli acquisti di petrolio del 15,8% rispetto a un anno fa.

 

Oggi le riserve strategiche della Repubblica popolare sono superiori a quelle complessive degli altri trentadue Paesi più avanzati al mondo: Europa e Stati Uniti inclusi.

Ma le élite cinesi hanno serie ragioni di preoccupazioni, in questa guerra.

 

xi jinping vladimir putin .

Se essa finisse con l’ascesa di un governo iraniano che risponde a Washington, allora l’America otterrebbe un controllo indiretto su Hormuz: per la Casa Bianca sarebbe come avere la mano sulla giugulare degli approvvigionamenti della Repubblica popolare, una vulnerabilità pericolosa per il governo di Pechino se in futuro dovesse tentare l’annessione militare di Taiwan.

 

Anche per questo Xi Jinping sta facendo quanto può — senza esporsi — per preservare il potere degli ayatollah. Ha fatto inviare una nave-spia che aiuta Teheran nella ricognizione, fornisce la navigazione satellitare (BeiDou-3) per i tiri dei droni iraniani e sistemi radar in grado di tracciare i voli coperti degli americani.

xi jinping Ali Khamenei

 

Xi ripete spesso che «l’Oriente è in ascesa e l’Occidente al tramonto». Consiglieri politici del governo come Zheng Yongnian in questi giorni confessano che non sono così sicuri, a giudicare dalle attuali capacità militari statunitensi. Questa guerra può decidere se Xi aveva ragione, ma su un punto non dubita: vuole mantenere il vertice del 31 marzo con Trump a Pechino. Meno si fida del tycoon, più è interessato ad ascoltarlo di persona.

ALI LARIJANI XI JINPING

A PECHINO L’ACCORDO TRA ARABIA SAUDITA E IRAN ROTTE ALTERNATIVE ALLO STRETTO DI HORMUZ -raffineria di petrolio colpita da israele in iran raffineria di petrolio colpita da israele in iran a teheran piove petrolio 1PRODUZIONE DI PETROLIO IN IRANla nave mayuree naree colpita dalle mine iraniane 6la nave mayuree naree colpita dalle mine iraniane 4PRODUZIONE DI PETROLIO IN IRANA PECHINO L’ACCORDO TRA ARABIA SAUDITA E IRAN

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