john elkann ferrari

ELKANN HA AZZOPPATO ANCHE "IL CAVALLINO" – LA FERRARI STA DELUDENDO TIFOSI E AZIONISTI. LA SCUDERIA IN FORMULA UNO È UN DISASTRO: L’ULTIMO CAMPIONATO VINTO È QUELLO COSTRUTTORI NEL 2008. MENTRE IN BORSA LE AZIONI DELLA ROSSA HANNO PERSO IL 30% DEL VALORE NELL’ULTIMO ANNO – IL DECLINO DEL TITOLO È INIZIATO LO SCORSO FEBBRAIO, QUANDO LA HOLDING EXOR ANNUNCIO' LA VENDITA DEL 4% DELLE AZIONI DI MARANELLO A INVESTITORI ISTITUZIONALI, CON UN’OPERAZIONE A SCONTO, DALLA QUALE HA INCASSATO TRE MILIARDI – LE TENSIONI CON PIERO FERRARI, L’ALTRO AZIONISTA FORTE DELLA FERRARI E IL CAMBIO DEGLI EQUILIBRI CON EXOR…

Estratto dell’articolo di Gianni Dragoni per “il Fatto Quotidiano”

 

JOHN ELKANN - FERRARI

La Ferrari delude i tifosi e gli azionisti. Nessuna vittoria nel campionato di Formula Uno nel 2025, ultimi campionati vinti nel 2008 per i costruttori e nel 2007 per i piloti. E un declino in Borsa che sembra inarrestabile: le azioni hanno perso il 30% negli ultimi dodici mesi. Cosa sta succedendo alla Rossa?

 

Il fatto nuovo è che il 3 gennaio scorso i due azionisti principali, Exor guidata da John Elkann e la famiglia di Piero Ferrari, hanno annunciato di aver firmato il rinnovo per tre anni del patto di consultazione in vigore da dieci anni che unisce il 32% del capitale (il 21,3% è posseduto dalla holding di Elkann, il 10,7% dal figlio di Enzo, il fondatore dell’azienda).

 

[…]

 

JOHN ELKANN E PIERO FERRARI

Malgrado l’annuncio del rinnovo del patto le azioni Ferrari hanno accentuato i ribassi, -11% da fine di dicembre a oggi. Il nuovo patto ha alcune clausole che alimentano interrogativi sulla volontà dei due azionisti di rimanere investitori di lungo periodo.

Questo andamento stride con i risultati economici della società, solidi e in miglioramento.

 

Nei primi nove mesi del 2025 i ricavi sono aumentati dell’8% a 5,34 miliardi di euro, l’utile operativo del 12% a 1,6 miliardi, l’utile netto di competenza del 7% a 1,217 miliardi. L’8 ottobre la società ha alzato le previsioni dei risultati per l’intero anno, che saranno approvati dal cda il 10 febbraio. Ma l’annuncio non ha scaldato gli investitori.

 

John Elkann - Lewis Hamilton

Già dal 31 luglio, quando il cda ha approvato la semestrale, molti analisti avevano espresso delusione perché le stime di crescita sono inferiori alle loro attese. Nella seduta del 31 luglio il titolo ha perso l’11,6% chiudendo a 385,3 euro. Adesso è scivolato fino a 284,3 euro del 23 gennaio, un livello che non veniva toccato da ottobre del 2023.

 

Negli ultimi mesi le principali banche d’investimento internazionali, da Morgan Stanley a Citi, da Hsbc a Goldman Sachs, hanno ulteriormente abbassato i giudizi sul titolo e il “target price”.

 

john elkann ferrari. 8

Ma per capire meglio cosa sta succedendo bisogna analizzare anche il comportamento di Exor e i rapporti con Piero Ferrai. Il 26 febbraio 2025 tutto sembrava andare a gonfie vele, grandi attese per il campionato di Formula Uno in seguito all’ingaggio di Lewis Hamilton, il titolo era ai massimi, 483,1 euro.

 

Ma una mossa a sorpresa di Exor è stata disastrosa per la società. A Borsa chiusa la holding di Elkann ha annunciato la vendita del 4% delle azioni di Maranello a investitori istituzionali, con un’operazione a sconto, dalla quale ha incassato tre miliardi.

 

john elkann ferrari. 1

Il giorno successivo le azioni della Rossa hanno perso l’8% a 444,9 euro, il declino è proseguito nelle sedute successive. Exor non ha reso noto il prezzo di vendita [...], ma chi ha fatto i calcoli ha scoperto che le azioni erano state vendute a 450 euro. Dei soldi incassati, due miliardi dovrebbero servire per un’acquisizione che finora Exor non ha fatto.

 

È una brutta notizia per gli investitori vedere che l’azionista di controllo vende un pacchetto consistente (aveva il 24,8% del capitale ed è sceso al 20,8%) per fare cassa quando il titolo è ai massimi. Forse Elkann riteneva sopravvalutata la quotazione a 483 euro, visto che ha venduto a 450.

 

john elkann carlos sainz

Un ulteriore aspetto negativo è che la stessa Ferrari ha deciso di (o ha dovuto?) comprare il 10% delle azioni collocate da Exor, cioè dal suo padrone, per un importo di 300 milioni, nell’ambito del suo massiccio programma di acquisto di azioni proprie. Le ha pagate 450 euro e si è trovata in pancia un pacchetto che in Borsa vale molto meno.

 

Alle quotazioni attuali sul pacchetto la Ferrari ci perde 110 milioni, -37 per cento. Nell’operazione c’è anche un conflitto d’interessi, perché Elkann ha recitato due parti in commedia, essendo ad di Exor e presidente di Ferrari. Oggi l’intera Ferrari in Borsa vale 55 miliardi, 38 miliardi in meno rispetto al giorno della mossa di Elkann.

 

john e lapo elkann

Ulteriori incertezze derivano dal nuovo patto tra azionisti di Ferrari. L’accordo, depositato il 6 gennaio alla Sec, l’autorità di Borsa di New York, oltre a confermare la consultazione per arrivare a una convergenza nel voto nelle assemblee dei soci, riscrive gli equilibri tra le parti.

 

Piero Ferrari, che nel 2022 ha conferito la nuda proprietà delle sue azioni a un Trust familiare di cui sono beneficiari i due nipoti, mantenendo l’usufrutto, potrà dare la disdetta del patto “a sua totale discrezione”, con preavviso di 30 giorni.

 

Exor non ha una via d’uscita anticipata, tranne in un caso. Solo se Piero Ferrari e il suo Trust scendono sotto il 5% dei diritti di voto. Quindi Piero Ferrari, che possiede il 10,7% del capitale e il 16,2% dei diritti di voto, potrà ridurre il suo peso fino al 3,3% del capitale, cui corrisponde il 5% dei diritti di voto, senza che il patto si sciolga. Il figlio del fondatore, che ha 80 anni, è libero di vendere fino al 7,4% della Rossa.

 

john elkann - exor

Secondo Il Sole 24 Ore, la nuova formulazione del patto “sarebbe figlia di un confronto tra i soci dopo la decisione della holding della famiglia Agnelli di collocare lo scorso anno sul mercato il 4%”. Insomma, Piero Ferrari non avrebbe gradito la mossa di Elkann che ha abbattuto Ferrari in Borsa.

 

I rapporti non sarebbero idilliaci e, secondo alcuni osservatori, il figlio del fondatore starebbe valutando anche l’idea di vendere azioni. Una possibilità “molto ipotetica”, secondo fonti Exor, mentre dal consulente finanziario vicino a Piero Ferrari, Franco Ravanetti, custode del Trust, non sono arrivate risposte.

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